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-|-|-» [ INTERVISTE ]

BLUME

BLUME

Siamo lieti di offrire ai lettori di Dside questa intervista ai Blume, band italiana emergente nell'area electro-wave. Enrico, Ivan, Daniele: benvenuti nel nostro universo! Incominciamo col parlare di "New wave", uno degli elementi essenziali del vostro stile: ricordo la sua ascesa, il suo picco massimo e la successiva parabola discendente giunta fino ad un temporaneo assestamento che ultimamente vive una sorta di progressiva rifioritura. Genere solido, vero?

-|-|-» Blume: Ciao Massimo, il piacere è nostro. Un buon numero di band propongono nella loro musica, echi ed influenze che si rifanno a queste sonorità. Assistiamo ad una giusta rivalutazione della New Wave. A nostro avviso sono nate ottime band, sia sul versante elettronico, sia su quello Alternative Rock.

Guadagnarsi da vivere suonando è, nel settore underground, un privilegio di pochi eletti. Ciò a mio avviso, favorisce la presenza sulle scene di artisti motivati a comporre per passione, con evidente beneficio di una platea d'ascolto innamorata della buona musica. Cosa ne pensate?

-|-|-» Blume: Si, un privilegio di pochissimi gruppi. Crediamo però che la passione, da sola non possa bastare. Tutto il tempo, tutti gli sforzi impiegati altrove, sono sottratti all'attività musicale. Questo a lungo termine può generare molto stress e tempi lunghi, e possono causare il rapido scioglimento di un progetto con potenziale.

Siete tra le bands italiane ad aver preferito una label oltreconfine, in questo caso la statunitense A Different Drum. Significa forse che l'Italia non si dimostra appetibile relativamente alla musica che proponete?

-|-|-» Blume: E' valido il discorso inverso. E' una label oltreconfine che ha preferito puntare su una band Italiana. Tra l'altro nei giorni in cui stavamo firmando per la ADD, un'altra label, sempre straniera, si dimostrò interessata a proporci un contratto. Ovviamente non abbiamo nessuna preclusione verso l'Italia, anzi sarebbe anche più semplice poter lavorare con un'etichetta italiana.

Quindi considerate la vostra musica ugualmente fruibile sia dal pubblico europeo che da quello oltreoceano?

-|-|-» Blume: Sì. Negli Stati Uniti le vendite sono ottime. La nostra proposta musicale ha radici prettamente Europee, è uno dei pochi generi che fa il percorso inverso. Ovviamente, si tratta di musica destinata all'underground, che da loro sembra in crescita. Purtroppo il vile "capitale" annienta tutto, e al contrario, vediamo una montagna di prodotti Statunitensi di massa, inondare l'Europa.

Il boss della ADD, Todd Durrant, ha sempre dimostrato di possedere un ottimo fiuto verso i nuovi fenomeni electro. Come siete approdati a lui?

-|-|-» Blume: Siamo stati direttamente contattati dalla ADD attraverso il Social Network "MySpace". Una parte del disco era già stato registrato, e alcune tracce erano online per promozione. Alcune settimane più avanti abbiamo ottenuto il contratto. Siamo stati fortunati ad avere completa libertà artistica nella realizzazione dell'album. Penso che questo sia il grande vantaggio della scena indipendente. Siamo riconoscenti a Todd Durrant che ha reso possibile questo album.

"Rise From Grey", il vostro debut album. Attribuite al colore "grigio" un significato particolare?

-|-|-» Blume: Dal grigio di un’esistenza inautentica, alla riappropriazione di un agire dotato di senso. Questo è il punto. Rise From Grey sottolinea con forza questo tipo di emergenza, cercando di porre l’individuo di fronte a questioni insidiose tipo: “Vuoi scegliere o lasciare che altri scelgano per te?; vuoi vivere o semplicemente sopravvivere?” L’emersione da una condizione di minorità, dal grigiore, non è però esente da rischi. Uno tra i tanti potrebbe essere la solitudine, spesso citata nei testi.

La vostra è una miscela di elettronica e sonorità appartenenti alla "nuova onda". In quali misure, rispettivamente?

-|-|-» Blume: In Rise From Grey abbiamo proprio cercato questa sintesi. L'influenza New wave è presente più che altro come richiamo, e come "mood", anche perchè non avrebbe alcun senso nel 2010 "suonare" come una band di 30 anni fa. In alcuni brani in specifico, nelle chitarre, abbiamo volutamente cercato di avvicinarci ad un certo meraviglioso sound che ha reso celebri alcune band, come ad esempio i The Cure.

L'album evidenzia note dense di decadenza e sentimento, elementi perfettamente in linea con il genere da voi interpretato. Per quanto profonde ed estendibili ad innumerevoli campi applicativi, non ritenete queste tematiche ormai eccessivamente iper-sfruttate? Oppure queste influenze hanno assunto definitivamente il ruolo di irrinunciabili capisaldi?

-|-|-» Blume: Non seguiamo un indirizzo prestabilito. La nostra proposta artistica è esclusivamente frutto del nostro sentire. Inevitabilmente esistono dei punti di contatto con altri musicisti, e in generale magari si è vicini al "sentire" di altri artisti. Le tematiche si ripetono all'infinito, in un "eterno ritorno", e forse chi segue da vicino una specifica scena musicale può avvertire questa sensazione. Al contrario, sono i generi che vanno per la maggiore, che hanno tematiche iper-sfruttate e superficiali, ben vengano allora impeto, sentimento tragico e decadenza!

Giudicate appagante la vostra attività live? Dove potremo assistere prossimamente ad un concerto dei Blume?

-|-|-» Blume: E' molto complicato proporre la nostra musica, nella maggior parte dei locali Italiani. Al momento, preferiamo gestire anche questo aspetto in autonomia, ma forse è controproducente. Riceviamo molti contatti, ma constatiamo che nella maggior parte dei casi, i nostri concerti, sono legati a locali e serate di "genere". Suoneremo a Milano, il 7 Maggio alle Quinte Club, il 15 Maggio al Midian di Cremona, e a fine Maggio all'Extreme Club di Reggio Emilia.

Ultravox, Depeche Mode, e tutta la folta schiera di "mostri sacri" dell'ondata wave 80's. Artisti che hanno segnato un'epoca influenzando migliaia di progetti nelle decadi successive. I loro dischi si ascoltano ancora oggi dopo trent'anni, caratteristica improbabile per la maggior parte delle attuali produzioni. La musica ha ormai davvero detto tutto oppure il talento espresso da quelle bands rimarrà ai posteri solo perchè allora tutto doveva essere ancora inventato?

-|-|-» Blume: Quelli che hai citato, sono gruppi di grandissimo talento, che hanno avuto il vantaggio di nascere in un epoca musicale, molto differente da quella odierna. I Depeche Mode hanno composto musica in tutte le ultime tre decadi, e analizzando la loro carriera possiamo rispondere anche alla tua domanda. Hanno avuto il grande merito di presentare produzioni mai vecchie o superate, oltre a brani di indubbia bellezza. I loro album rappresentano "l'epoca sonora" in cui escono, ma fondamentalmente come altri "mostri sacri" non hanno inventato più nulla. Oggi è impossibile creare qualcosa di veramente innovativo. Crediamo tuttavia che l'eclettismo, la fusione e la somma di varie influenze, unite alle personali introspettive visioni, possono creare qualcosa di diverso, o comunque di fortemente personale.

Come ripartite le rispettive competenze durante la fase di realizzazione di una canzone?

-|-|-» Blume: Alcuni brani sono stati composti da Ivan, altri da Enrico. Ovviamente, avviene anche un lavoro di gruppo e alcuni brani dell'album sono stati composti insieme. Infine si lavora sugli arrangiamenti, dove contribuisce anche la creatività di Daniele. La stesura dei testi sono l'ultimo procedimento della fase compositiva.

Chi sta uccidendo oggi la musica? Il file-sharing in sè con tutte le sue incognite oppure il pubblico, inconsapevolmente?

-|-|-» Blume: Il File-sharing è una realtà, non possiamo essere anacronistici. Inconsapevolmente o meno, il pubblico sta uccidendo il mercato discografico, ma le maggiori responsabilità sono da cercare altrove. Al momento c'è un industria che si sta arricchendo ai danni di un'altra, sfruttando questa situazione. Infatti le società di telecomunicazioni che permettono l'accesso ad Internet, offrono intrattenimento (musica-cinema ecc..) ai propri clienti senza acquistare il diritto d'autore. A nostro avviso, sono proprio queste società, che devono girare parte dei propri incassi. Da qualche anno se ne discute al parlamento Europeo, ma la prima proposta attuata, in via sperimentale, è stata quella Francese, che multa e minaccia l'utente finale. Semplicistica e vigliacca, sta giustamente fallendo. Rimane quella che citavamo pocanzi, ma intaccare gli interessi di potenti lobby è un tantino più complicato.

Trovate giustificato il costo finale di un cd? Sono convinto che un prezzo inferiore, adeguato, incentiverebbe l'acquisto anziché il downloading, anche quello illegale. E non solo: ritengo comunque inespressiva la qualità di un file audio scaricato dal web, per quanto se ne dica.

-|-|-» Blume: Se pensiamo a tutto il lavoro che c'è dietro alla realizzazione di un CD, il prezzo è sicuramente giustificato. Ci sono gli autori e i musicisti, i tecnici del suono, le spese per gli strumenti e quelle di produzione in studio. Ci sono i grafici e fotografi, infine i costi di fabbrica per la stampa. Aggiungiamo la label, che sul cd deve ottenere il suo profitto, oltre che recuperare le spese di promozione e distribuzione, e noterai quante persone sono coinvolte dietro alla realizzazione di un disco. Bisogna mettere l'IVA al 4%. Forse abbassando il prezzo s'incentiverebbe all'acquisto.

Le majors possono contare su produzioni faraoniche e studi di registrazione estremamente avanzati, elementi che tuttavia non producono quasi mai nulla di concretamente valido e non finalizzato esclusivamente ad un ritorno in termini di marketing. Il validissimo artista underground deve invece provvedere individualmente al proprio sostentamento. Che contraddizione..

-|-|-» Blume: Verissimo, contraddizione anche molto urtante. Tanti artisti underground meritebbero, molto di più, ma il loro posto è occupato da qualche fantoccio...questa è la triste realtà di oggi.

Salutiamo i Blume ringraziandoli ancora per la loro presenza su Dside: ragazzi, una dedica ai nostri lettori è un rito ormai consolidato. Questo spazio è vostro!

-|-|-» Blume: Grazie per aver letto fino a qui! Invitiamo tutti a visitare il nostro sito ufficiale e la nostra pagina MySpace dove è possibile ascoltare alcuni brani dell'album.

Maxymox '10

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