Scatti fantastici con la macchina fotografica

La macchina fotografica è un dispositivo meccanico progettato per catturare immagini e fissarle su pellicola. La sua evoluzione tecnologica è la fotocamera digitale, alimentata a batteria ricaricabile, che converte le immagini catturate dall’obbiettivo in formato digitale.

Macchina fotografica analogica: caratteristiche e funzionamento

Le macchine fotografiche sono dispositivi meccanici di dimensioni variabili, generalmente, preferite dagli appassionati di fotografia “vecchio stile”. Sono costituite da un corpo macchina, che può essere dotato o meno di sistema reflex, all’ interno del quale le immagini catturate dall’obbiettivo, vengono trasferite, tramite l’ apertura dell’ otturatore o tendina meccanica, su pellicola. L’otturatore, il cui tempo di apertura è regolato manualmente o automaticamente nelle macchine fotografiche dotate di automatismi, fa filtrare la luce consentendo all’ immagine di imprimersi sulla pellicola.

La qualità dell’ immagine impressa su pellicola dipende da una complessa combinazione di fattori, valutata sulla scorta dell’ esperienza del fotografo, in base alla sensibilità e al tipo di pellicola utilizzata, alla luminosità delle ottiche montate sul corpo macchina, alle condizioni di luce esterne, all’ apertura del diaframma, alla lunghezza dello scatto, alla presenza di filtri, al tipo di contrasto e di definizione che si vuole ottenere. La luminosità degli obbiettivi fotografici varia in base all’apertura angolare. I più luminosi sono gli obbiettivi grandangolari con ampia apertura diaframmatica. Il diaframma è un dispositivo regolabile deputato a modulare la quantità di luce in ingresso.

La pellicola

Le pellicola, a colori, bianco e nero o dalla tonalità seppia, viene definita spesso la “tavolozza del fotografo”. La varietà delle tonalità di colore e di grigi infatti è straordinaria, ogni marchio presenta caratteristiche differenti. Pellicole di pari sensibilità ma di case produttrici differenti, producono effetti differenti sullo stesso soggetto fotografico, pur utilizzando lo stesso apparecchio fotografico, nelle stesse condizioni di luce. Le pellicole inoltre necessitano di un sapiente processo di sviluppo in camera oscura.

Una volta sviluppata la pellicola, attraverso un processo che prevede l’utilizzo di una serie di reagenti chimici appositamente disponibili sul mercato, le immagini sono fissate e riproducibili infinite volte su carta fotografica. Utilizzando uno strumento specifico, detto ingranditore,dotato di speciali ottiche, il negativo viene trasferito, rovesciato, sul foglio di carta fotografica e fissato con l’ uso di uno speciale bagno chimico. Una volta risciacquate ed asciugate, le stampe sono pronte per essere esposte alla luce e finalmente ammirate. La camera oscura ha da sempre suscitato un grande fascino; l’emozione della comparsa dell’immagine sulla carta fotografica è sempre unica, è come assistere ogni volta a una piccola magia.

Fare esercizi con la panca ad inversione

Quando si utilizza una panca ad inversione la prima cosa che si deve sapere è che fare esercizi con questo attrezzo significa trascorrere la maggior parte del tempo sotto sopra. Una panca ad inversione si può regolare in diverse inclinazioni e in tutti i casi l’ideale è sistemarsi nella posizione più comoda possibile. Una panca ad inversione – e i relativi esercizi che consente di fare – è utilissima per la schiena e per tutti gli esercizi legati al benessere della colonna vertebrale.

A testa in giù con la panca ad inversione

Il fatto di stare a testa in giù quando si fanno gli esercizi con la panca ad inversione implica un rafforzamento di alcune articolazioni. Nel momento in cui si sta sotto sopra, infatti, entra in gioco una forza di gravità che decomprime tutte le articolazioni che si trovano nella parte inferiore rispetto al punto in cui si sta ancorati all’attrezzo. Molte persone sono convinte che sia utile impiegare la panca ad inversione in fase di fisioterapia.

Quando si subisce un incidente, o semplicemente quando si hanno dolori alla schiena, infatti, l’impiego di questo attrezzo potrebbe risultare efficace per risolvere molti dolori. La medicina, tuttavia, è ancora molto lontana dall’ammettere l’uso di questo attrezzo a scopi terapeutici. Tuttavia, sono comunque numerosi i medici – e soprattutto i pazienti che trovano davvero utile l’attrezzo. Ad esempio chi soffre di ernia del disco, può utilizzare la panca ad inversione e trovare nel suo impiego un grande sollievo; la posizione a testa in giù, infatti, aiuta a distendere i nervi della schiena e quindi a sentire meno dolore quando si soffre di questa patologia.

Benefici e possibili svantaggi

Anche chi si occupa di chiropratia sostiene che la panca ad inversione possa apportare numerosi benefici sul paziente. In generale, comunque quando si utilizza la panca ad inversione è bene sapere che nell’organismo si determina un innalzamento della pressione del sangue e la conseguente tensione dei nervi di una parte del corpo. Per questo motivo, tutti i soggetti che soffrono di problemi al cuore dovrebbero evitarne l’uso.

Tra chi discute sull’uso della panca ad inversione, inoltre, ci sono anche coloro che hanno stilato un elenco di possibili controindicazioni che deriverebbero dall’impiego di questo strumento. Utilizzare la panca ad inversione, infatti, può favorire la fuoriuscita di ernia iatale, può provocare il distacco della retina, la congiuntivite, l’ictus celebrale e altri disturbi anche gravi. Per questo motivo, è fondamentale consultare un medico prima di farne uso e comprendere se il proprio quadro clinico non sia in collisione con le possibili controindicazioni derivanti da questo strumento.

Proprietà e vantaggi dei semi di chia

I semi di chia sono piccoli semi di salvia hispanica o Chia, originaria dell’America centrale. Questi semi sono conosciuti da tempi antichissimi per le loro straordinarie qualità terapeutiche. Sembra fossero considerati frutti magici dall’antichissimo popolo dei Maya. In tempi recenti sono stati effettuati degli studi per testare la validità delle antiche credenze sull’efficacia dei semi di chia nella cura del corpo e nel mantenimento di condizioni di benessere generali e pare che gi antichi non si sbagliassero affatto.

Questi semi sono ricchi di proteine, vitamine e minerali, come altri semi, ma hanno la particolarità di possedere una gran quantità di amminoacidi essenziali. Hanno spiccate proprietà antiossidanti e sono sempre più ricercati dagli appassionati del benessere. Proviamo a vedere più nel dettaglio di che cosa sono capaci questi piccoli alleati quotidiani del nostro organismo e del suo benessere.

Perché si usano i semi di chia

I minerali contenuti nei semi di chia sembrano avere un effetto positivo nel regolare la pressione arteriosa. Essendo semi ad alto potere idrofilo, riescono infatti ad assorbire quantità enormi di acqua relativamente al loro peso, sono considerati preziosi alleati dell’equilibrio intestinale. L’acqua assorbita dai semi ingeriti o dalle farine a base di semi di chia, favorisce il transito intestinale. L’idrofilia delle fibre contenute in questi semi fa si che con essi si assumano quantità d’acqua che favoriscono la comparsa del senso di sazietà.

I semi di chia sono pertanto consigliati a chi segue un regime dietetico controllato allo scopo di perdere peso. Essendo ricchi di carboidrati, la farina a base di semi di salvia hispanica è indicata per coloro che hanno problemi di celiachia, essendo priva di glutine. Rilasciando un ridotto quantitativo di zuccheri nel sangue durante i processi digestivi, possono essere tranquillamente consumati da soggetti affetti da iperglicemia o da diabete. Contenendo proteine, amminoacidi, carboidrati e lipidi costituiscono un tipo di alimento davvero completo. ricchi in omega tre, contrastano la formazione del colesterolo cattivo che accumulandosi può ostruire le arterie causando gravi danni all’apparato cardiovascolare. Le molecole antiossidanti sono efficacissimi nel combattere lo stress ossidativo ossia l’attacco dei radicali liberi alle cellule del nostro organismo.

Controindicazioni

A causa del fatto che sono semi fortemente idrofili possono causare aumento del volume delle feci con conseguente difficoltà di transito e fermentazione intestinale. i semi di chia sono controindicati in caso di ipovolemia, in altre parole in soggetti che soffrono di pressione bassa poiché pare riducano i valori pressori. Prima di assumere qualsiasi tipo di integratore è bene valutare la possibilità di essere allergici ai suoi componenti. in caso di allergie a semi se ne sconsiglia fortemente l’assunzione.

Illuminazione da film con la torcia a led

La torcia a led è uno speciale dispositivo dotato di un componente optoelettronico detto appunto led. I led sono elementi coi quali abbiamo molta più familiarità di quanto crediamo comunemente. Un esempio per tutti è il televisore. Se avete presente la piccola spia rossa che rimane accesa ininterrottamente finchè il televisore è spento o finché non si stacchi la corrente elettrica, ebbene, quella piccola lucina è un led.

Caratteristiche della torcia a led

L’ esempio del televisore ci fornisce informazioni importanti riguardo a questo tipo di dispositivi. Poiché i led sfruttano l’ elettroluminescenza sono praticamente inesauribili, diversamente da ogni altro tipo di lampadina, dalla più classica alla più tecnologica. Dunque una torcia a led non vi abbandonerà nel cuore della notte, mentre siete impegnati a sostituire una ruota, o a cercare il quadro elettrico nella casa di campagna dove soggiornate, quando è appena saltata la corrente per un sovraccarico, ma resterà acceso e continuerà ad emettere il suo fascio di luce ad alta prestazione per tutto il tempo che vi serve. Già perché il led lavora ad alte prestazioni e utilizzando pochissima energia. Ma non tutte le torce a led sono uguali, vediamo e insieme qualche modello.

Tipi di torcia a led

Dall’ esterno la torcia a led non consente di essere chiaramente distinta da una comunissima torcia a lampadina. Questo perché ciò che varia non è la forma dell’ oggetto, mantenuta in quanto già validissima, ma la tecnologia. Si è già parlato dell’ elemento principe della torcia a led, il led appunto, ma come lo si alimenta? Non avrà bisogno di pile che saranno scariche proprio quando il temporale ci ha lasciati al buio? Beh, questo dipende esclusivamente dal modello. Si è già capito che un led è inesauribile e non va mai sostituito, dunque sappiamo che non ci abbandonerà finche sarà alimentato.

In alcuni modelli è necessario l’ uso di comuni pile. Ma esistono modelli ecologici in grado di sfruttare l’ energia solare e trasformarla in energia elettrica e ancora altri modelli molto pratici, di piccolo formato, da potersi portare comodamente in tasca quando si è in campeggio ad esempio, dotati di un meccanismo manuale che consente di ricaricali semplicemente facendo ripetutamente pressione per un minuto o poco più, su un apposito grilletto. Si stima che questo tipo di torcia possa emettere il suo fascio di luce per circa un’ ora con la riserva energetica accumulata manualmente in un minuto. Un ottimo investimento dunque!

Funzionalità di una bilancia pesapersone

La bilancia pesapersone è un dispositivo di facile utilizzo, di larga diffusione, strutturato per restituire il peso personale. Pesarsi è un’attività molto utile che tutti dovrebbero avere la cura di svolgere regolarmente, ma senza esagerare. le variazioni del peso corporeo dipendono da una serie combinata di fattori: cambiamento delle abitudini alimentari, stress, incremento dell’attività fisica, stitichezza, ma potrebbero anche essere legati all’insorgenza di patologie serie e talvolta gravi. ecco perché è bene tenere sotto controllo il proprio peso. Molte persone sottovalutano quanto questa informazione sia importante per capire quali siano le condizioni fisiche in cui ci troviamo al momento della pesata.

Tipi di bilance pesapersone

La bilancia pesapersone più comune è quella a sistema magnetico. Una volta tarato il dispositivo, ponendo l’ ago magnetico sul valore 0, tramite apposita rotella, basta salire sulla bilancia e attendere che l’ ago arresti la sua oscillazione sul disco dei valori. Il valore indicato dall’ago corrisponderà grossomodo al vostro peso attuale. Pesandosi su bilance diverse infatti ci si accorgerà di lievi oscillazioni dei valori; ciò dipende dalla taratura di fabbrica. Per questo motivo, per apprezzare meglio le possibili variazioni del proprio peso corporeo è utile la regola di pesarsi sempre sulla stessa bilancia.

Ovviamente non è necessario pesarsi ogni giorno nè allarmarsi se al rientro dalle vacanze natalizie si sono accumulati due o tre chili in più, è infatti un evento del tutto normale che ci indica solo che è arrivato il momento di moderare il consumo di cibo, specialmente di quello cosiddetto “spazzatura” e dedicare qualche ora alla settimana a una sana corsetta! Sul mercato sono ormai da anni disponibili modelli digitali, dotate di monitor, che trasformano la pressione esercitata dal corpo sulla pedana in una informazione digitale. Questi tipi di bilancia pesapersone digitale sono piuttosto precisi nella restituzione dei valori. Gli studi medici e le farmacie attrezzate sono dotati di bilance digitali o meccaniche estremamente precise. alcune bilance sono inoltre in grado di calcolare oltre al peso corporeo, tramite speciali sensori e un sistema computerizzato, l’ altezza esatta al momento del peso e combinare i due fattori in modo da ottenere l’indice di massa corporea.

Utilizzo della bilancia pesapersone

L’ utilizzo della bilancia è elementare, basta salirci su. Alcuni semplici accorgimenti possono aiutare la persona ad ottenere una informazione piu corretta possibile. Posto che tutti dovrebbero tenere sotto controllo il peso corporeo, coloro che seguono un regime dietetico controllato al fine di diminuire o aumentare il proprio peso, dovrebbero pesarsi sempre bello stesso momento della giornata, sempre sulla stessa bilancia, per registrare piu precisamente le variazioni di peso. Anche le donne in gravidanza devono tenere sotto controllo il peso. ovviamente l’uso della bilancia pesapersone non ha alcuna controindicazione.

Scegliere un seggiolino auto

Il seggiolino auto costituisce da sempre il prodotto più sicuro ed evoluto in termini di tecnologia per il trasporto di neonati e bambini a bordo auto. Si tratta di un comodo sedile studiato per essere adattato alla fisicità del bambino sin dai primissimi giorni di vita.

Misure e tipologie di seggiolini

Esistono misure e funzionalità differenti a favore di una facile e rapida installazione nei più comuni modelli di auto, in conformità con le normative internazionali in materia di sicurezza vigenti da Luglio 2013 UN R129 (i-Size, Nuovo Regolamento Europeo per seggiolini auto) che comprovano l’affidabilità del prodotto. La scelta del seggiolino, seppur agevolata da classificazioni, facilmente consultabili e di seguito riportate, in quanto a formati auto e peso del bambino, va fatta considerando principalmente la perfetta adattabilità al corpo dell’infante, al fine di ottenere il massimo del comfort e della sicurezza dal prodotto.

Si consiglia, dunque, di ritenere puramente indicative le classificazioni proposte al pubblico di utenti e di testare il seggiolino auto personalmente. La classificazione fornita da esperti europei dei sistemi di ritenuta per bambini consta di cinque gruppi, tutti di facile consultazione. Basta infatti individuare la fascia d’età del bambino ed il peso espresso in kg per individuare il gruppo di seggiolini auto più adeguati alle personali richieste.

  • Gruppo Peso e Fascia d’età per i seggiolini auto
  • Gruppo 0 0-10 kg Dalla nascita fino a 6 mesi circa
  • Gruppo 0+ 0-13 kg Dalla nascita fino a 12 mesi circa
  • Gruppo 1 9-18 kg Da 9 mesi fino a 4 anni circa
  • Gruppo 2 15-25 kg Da 3 anni fino a 6 anni circa
  • Gruppo 3 22-36 kg Da 6 anni fino a 12 anni circa

L’etichetta ECE R44 presente su ogni prodotto garantisce l’omologazione del seggiolino auto ai requisiti minimi di sicurezza previsti dalla suddetta normativa. Esistono differenti tipologie di seggiolino auto anche in base alla struttura orizzontale o verticale. Parliamo dunque di navicelle se il trasporto è orizzontale, o di seggiolini con seduta e schienale se verticale. Per sopperire ad entrambe le necessità il mercato offre seggiolini auto reclinabili e adattabili ai passeggini. Questi ultimi sono i più diffusi. Vediamo ora di cosa si compone Il seggiolino auto è fornito di braccioli, schienale ergonomico e seduta imbottita, studiati per attutire gli eventuali impatti con cuscino conformato ed una chiusura sul davanti che garantisce un sistema di ritenuta ottimale.

Le protezioni laterali rinforzate, inoltre, assorbono la forza d’urto. I tessuti che rivestono il seggiolino auto sono per la maggior parte estraibili e lavabili. Un seggiolino auto non perfettamente installato può portare traumi al bambino in caso di brusca frenata o di incidente. Comprovati studi recenti confermano che il trasporto più sicuro fino ai 15 mesi di età è in senso contrario, dato che il bambino fino a quell’età non avrà un collo sufficientemente sviluppato per sopportare la forza d’urto e di tipo impulsivo provocate da un’eventuale collisione, seppur di entità lieve. I test hanno confermato che se il bambino viaggia in senso di marcia è maggiormente esposto a rischi dilesione gravi, non essendo la testa adeguatamente sostenuta.

Il reishi e i suoi benefici

Il reishi è un fungo saprofita dalla straordinarie proprietà terapeutiche, proveniente dalla Cina e conosciuto fin dall’antichità. Il nome reishi è originario del Giappone. Di questo pittoresco fungo infatti sono noti gli attributi da migliaia di anni. Pare addirittura che sia conosciuto in Oriente come “fungo dell’immortalità”. Proviamo a conoscerlo più da vicino per capire in che modo procuri effetti tanto benefici sull’organismo da essersi guadagnato una tale fama.

Caratteristiche del fungo

Il fungo reishi, il cui nome scientifico è ganoderma lucidum, in relazione alla brillantezza del cappello, è un prezioso alleato della salute. Sembra infatti non vi sia organo o apparato del nostro corpo che non possa trarre beneficio dalla sua assunzione. Di dimensioni e colori variabili, questo parassita, che predilige i fusti di quercia e di castagno, contiene sostanze comunemente associate agli altri funghi, come i polisaccaridi ß-glucani, noti per l’azione antitumorale, la cumarina, il mannitolo ecc. ma ha anche la capacità di produrre i cosiddetti acidi ganodermici o triterpeni, composti affini agli ormoni steroidei.

La sue principali proprietà terapeutiche sono quella antinfiammatoria e antitumorale. Ma al di là dei singoli composti in esso presenti il reishi, sul quale esistono moltissimi studi documentati, ha diverse altre proprietà: ha un’azione positiva sull’apparato cardiovascolare essendo cardiotonico, ipocolesterolemizzante e riducendo la pressione arteriosa; agisce positivamente sul sistema nervoso poiché ad esempio ha proprietà antidepressive, rinforza il sistema immunitario, depura l’organismo dalle scorie, in altre parole, è un vero toccasana.

Come si assume il reishi

Studi clinici hanno dimostrato che l’uso costante di reishi ha effetti straordinariamente positivi sull’organismo. In Oriente tradizionalmente viene fatto essiccare e successivamente polverizzato. Va assunto preferibilimente su prescrizione medica, come coadiuvante in terapie specifiche. Sul mercato sono disponibili integratori alimentari contenenti dosaggi più o meno elevati di principi attivi. è sempre bene assicurarsi di acquistare integratori di provenienza accertata. può essere consumato anche tal quale anche se pare non abbia un sapore e una consistenza gradevoli al palato.

Può essere altresì essiccato e successivamente utilizzato per infusi o preparazioni alimentari come minestre e zuppe. è chiaro che nel fungo essiccato è presente una minore quantità di principi attivi rispetto a quella contenuta in un integratore di buona qualità che sia in forma di compresse o in polvere. Un integratore di buona qualità conterrà indubbiamente una concentrazione di principi attivi maggiore rispetto ad un preparato più economico o di qualità scadente, dunque, specialmente se lo si acquisti on line è sempre bene verificarne l’affidabilità.

Cloruro di magnesio per un’alimentazione sana

Il cloruro di magnesio è un integratore alimentare. Sul mercato è disponibile in varie forme e lo si può trovare anche sottoforma di cristalli. è un prezioso alleato per l’organismo in quanto la carenza di magnesio è responsabile di una lunga serie di problematiche a carico di vari organi ed apparati. Un esempio di problemi connessi alla carenza di magnesio è quello a carico dell’apparato cardio-vascolare.

La carenza di magnesio infatti può causare aritmia cardiaca, ipertensione arteriosa. Altri sintomi della carenza di magnesio possono essere a carico del sistema nervoso o dell’apparato muscolo-scheletrico. La carenza di magnesio può anche essere causa della sindrome premestruale. è opportuno dunque, in caso di carenza di magnesio accertata dal medico curante, utilizzare integratori come il cloruro di magnesio, ma solo su prescrizione medica.

Perchè è usato il clorulo di magnesio

il cloruro di magnesio è usato nei casi in cui sia stata accertata, tramite visita specialistica e apposite analisi del sangue, prescritte dal medico curante sulla base di sintomi specifici, una carenza di magnesio. Una carenza di magnesio ha sintomi specifici quali confusione mentale, crampi addominali, tremori, fino ad arrivare ad aritmia cardiaca e ipertensione. In altre parole la carenza di magnesio è una condizione seria da non sottovalutare. l’assunzione di magnesio tramite integratori a base di cloruro di magnesio, aiuta a rinforzare il sistema immunitario e dunque a prevenire e combattere infezioni ed infiammazioni, ha un potere regolatore nei processi digestivi e combatte la stitichezza. è un tonico ed ha proprietà antidepressive. Non è tossico e può essere assunto da chiunque ne abbia bisogno ma sotto il controllo medico.

Un eccesso di magnesio infatti può essere nocivo come una sua carenza. è sempre bene informarsi prima di utilizzare integratori alimentari e valutare il rapporto rischio-beneficio che deriva dalla loro assunzione. Le carenze lievi infatti possono essere compensate attraverso la semplice alimentazione. alimenti come le verdure possono essere di grande aiuto negli stati carenziali di magnesio, così come le arachidi, preziose fonti di proteine, o i cereali integrali. Nei casi di gravi carenze di magnesio, in cui il solo uso di accorgimenti alimentari ed integratori non basta
controindicazioni possibil

Un uso eccessivo di integratori alimentari a base di cloruro di magnesio può causare problemi intestinali come la diarrea. L’assunzione di cloruro di magnesio in soggetti che non presentino carenze di magnesio, significative o no, può causare danni a carico del sistema nervoso del sistema cardiovascolare e pertanto va assunto solo su prescrizione medica.

Conoscere l’idropulitrice

L’idropulitrice è una macchina dotata di alimentazione elettrica progettata per la pulizia delle superfici. esistono diversi tipi di idropulitrici, le più semplici ed economiche sono destinate all’uso casalingo e hanno potenza inferiore a quelle professionali. sono inoltre costruite in materiali meno resistenti all’usura ma sono comunque efficaci in relazione agli scopi per le quali sono state pensate.

Le idropulitrici professionali hanno ovviamente un costo decisamente più elevato di quelle adatte all’uso domestico. sono costruite in materiali termici e pertanto sono meno soggette all’usura. hanno motori potenti e capacità maggiori rispetto alle prime. possono essere utilizzate per la pulizia di pavimentazioni sia interne che esterne eh hanno il vantaggio di riuscire a coprire in tempi piuttosto rapidi ampie metrature e a pulirne perfettamente la superficie.

Come funziona l’idropulitrice

L’idropulitrice è dotata di un motore che impiega energia per produrre getti d’acqua, contenuta nel serbatoio, ad alta pressione. I getti possono essere caldi o freddi, a seconda dei modelli. Le idropulitrici a getto d’acqua fredda sono preferibili per l’uso domestico, mentre quelle a getto d’acqua calda sono piuttosto utilizzate per la pulizia di mezzi pesanti come camion, che necessitano di una azione più incisiva.

Generalmente contengono un apposito serbatoio per l’introduzione di detergenti adatti alla pulizia dei pavimenti o delle superfici che si intendono lavare. Possono anche essere dotate di speciali lance per la pulizia di piccole superfici o per raggiungere angoli nascosti. il peso del corpo macchina è relativo dato che spesso l’idropulitrice è provvista di carrello, caratteristica che la rende facilmente trainabile da una parte all’altra dello spazio d’azione.

Dove trovarla

L’idropulitrice è una macchina facilmente reperibile presso i negozi specializzati del settore bricolage, fai da te. Come già accennato essa è disponibile sul mercato in svariati modelli e a prezzi adeguati alla portata, alla potenza e alla resistenza dell’apparecchio. Chiaramente per l’uso casalingo è consigliabile scegliere un tipo leggero di idropulitrice e a getto d’acqua fredda, non presentandosi la necessità di utilizzare un sistema di pulizia altamente sgrassante.

E’ inoltre consigliabile scegliere un modello dotato di carrello, in modo da non affaticarsi inutilmente nel trasportarla da una parte all’altra dell’abitazione o del terrazzo. Una buona norma prima di acquistare un macchinario come l’idropulitrice è informarsi direttamente presso i punti vendita e farsi suggerire il modello più adatto agli scopi che ci si propone da personale esperto e qualificato, il cui lavoro è appunto quello di aiutare i clienti nella scelta del prodotto.

Cosa bisogna sapere sulle telecamere IP

Le telecamere ip sono dispositivi elettronici utilizzati per la videosorveglianza. Sono apparecchi relativamente costosi in relazione ai precedenti modelli analogici, anch’ essi molto utilizzati per il controllo di case, negozi ecc. Le telecamere ip sono dotate di particolari sensori che catturano le immagini, le quali vengono convertite direttamente in formato digitale.

Come si usano le telecamere ip

Le fotocamere ip sono modelli di apparecchi elettronici dal design e dalle prestazioni tecnologicamente molto avanzate. Possono essere montate ovunque siano presenti una presa di corrente, per collegare il cavo di alimentazione, e una connessione a una rete dati. Sono utilizzabili sia in interni che in esterni. Le telecamere ip da esterno sono appositamente realizzate in materiali impermeabili e resistenti alle variazioni di temperatura.

Le ottiche possono variare a seconda dei modelli, come pure la qualità delle immagini, anche in base al formato digitale in cui vengono convertite. I dispositivi fish eye consentono di visualizzare a 360 gradi lo spazio sorvegliato. Le telecamere ip necessitano di un apposito software perché possano essere utilizzate. Le immagini digitalizzate sono immediatamente fruibili in rete e tramite lo specifico software esse sono accessibili da qualsiasi postazione, purché fornita di una connessione a una rete dati.

Caratteristiche tecniche

Le fotocamere ip possono disporre o meno di memoria interna o di spazi di archiviazione. Si rivelano un validissimo strumento per il controllo di abitazioni private, uffici, giardini e quant’altro, in special modo nel caso di lunghe assenze, in quanto riescono a trasmettere, in tempo reale, i dati digitali ai dispositivi loro connessi via rete, ovunque essi si trovino. questo li rende perfetti per chi per lavoro è costretto a trascorrere lunghi periodi lontano da casa ad esempio. possono essere molto utili, nei periodi di assenza, a coloro i quali posseggono un animale domestico come un gatto, al fine di verificarne le condizioni di salute e poter prontamente inviar loro soccorso in caso di bisogno, anche da lontano.

Le telecamere ip sono davvero dispositivi efficientissimi nello svolgere le mansioni cui sono deputate e per le quali sono state progettate e realizzate. Rappresentano un’alternativa tecnologicamente superiore alle classiche telecamere di sorveglianza analogiche poiché possono fare molto di più di quanto non potessero fare quest’ultime. Per tutti coloro che desiderano avere la massima sicurezza in casa e al lavoro, questi prodotti rappresentano una valida alternativa agli strumenti di sicurezza tradizionali e – per certi aspetti – la loro efficacia è decisamente superiore.

I segreti della vita subacquea

Da quando abbiamo evoluto linguaggio e pensieri complessi ci siano messi a documentare la biodiversità della Terra. Il problema é che non siamo stati molto bravi per quanto concerne gli oceani. Ci sono solo 230.000 specie marine descritte contro 1.3 milioni di specie terrestri. Significa forse che gli oceani hanno meno biodiversità della terraferma?

La vita negli oceani

Sembra un po’ strano dal momento che siamo certi che la vita egli organismi complessi si siano evoluti prima di tutto negli oceani. Le specie marine hanno avuto un tempo molto più lungo per diversificarsi in confronto a quelle terrestri (diversi miliardi di anni contro poche centinaia di milioni). C’è uno spazio vitale molto più grande negli oceani rispetto alla terra. Ma perché c’è questa grande differenza numerica tra le specie registrate? La risposta ovvia é che più del 90% degli oceani è tuttora sconosciuto e non è stato mai visitato da esseri umani. Si pensa che ci possano essere centinaia di migliaia – forse milioni – di specie marine ancora sconosciute. C’è una ulteriore complicazione che gli scienziati della biodiversità spesso dimenticano. Dei 36 gruppi tassonomici di animali, chiamati phyla, tutti a parte due hanno un rappresentante negli oceani. Di questi 36, 19 si trovano solo negli oceani.

Sorge una domanda: uno qualsiasi di questi, ad esempio un particolare verme marino, vale di più in termini di biodiversità che migliaia di scorpioni della foresta pluviale?
Se non si conoscono i nomi, anche la conoscenza delle cose svanisce. In altri termini, il vero valore degli inventari non è la lista in sé, ma la conoscenza che rappresenta. Quel verme marino particolare, forse una sola specie, potrebbe rappresentare una conoscenza biologica unica maggiore delle migliaia di scorpioni della foresta pluviale. Non solo la spesso evocata ‘cura per il cancro’, ma la chiave di una visione integrata delle origini, diversità, funzioni e resilienza dell’intero ecosistema dei nostri oceani.

Come sono distribuiti e collegati gli organismi marini?

Le specie non sono distribuite in ohni luogo sul pianceta. Durante il viaggio per le isole e continenti, i naturalisti del XIX secolo come Charles Darwin e Alfred Russel Wallace sono stati ispirati dalle barriere ecologiche nella formulazione delle loro teorie evoluzionistiche. Le barriere geografiche creano isolamento riproduttivo e permettono quindi alle specie di evolversi. Ma queste idee iniziali sono state guidate per la maggior parte da osservazioni terrestri: gli oceani erano appunto le barriere.

Gli scienziati hanno iniziato a chiedersi, come sono distribuite le specie marine? Se assumiamo che gli oceani siano barriere par le specie terrestri, e la terraferma lo sia per le specie oceaniche, la risposta é ovvia. Dal momento che tutti gli oceani sono corressi tra loro, le specie
dovrebbero avere una distribuzione molto pià grande di quelle terrestri.

L’ultima battaglia dei templari

Agosto 1179. Al Guado di Giacobbe un manipolo scelto dell’Ordine dei cavalieri templari sta costruendo una mastodontica fortezza. Qui un fiume strategico attraversa il cuore della Terra Santa. Saladino, il grande condottiero musulmano, indignato, ordina l’attacco: è una carneficina. Di recente, tra le rovine del castello, un team di archeologi ha scoperto i resti dei crociati brutalmente uccisi. Testimonianze del massacro che, secondo la leggenda, ha segnato l’inizio della fine dell’Ordine dei cavalieri templari.

Sul luogo dello scontro che ha fatto epoca

Una brulla collina lungo il fiume Giordano 160 chilometri a nord di Gerusalemme. Testi musulmani di epoca medievale parlano di 800 soldati cristiani morti in sei giorni di feroci combattimenti. Per i ricercatori la prova di questo bagno di sangue è sepolta sotto le antiche rovine del castello al Guado di Giacobbe. Dopo 14 anni di scavi, il campo di battaglia ha iniziato a svelare alcuni dei suoi macabri segreti. Netta LevTov Gitana è una bioantropologa: Questo luogo è stato teatro di scontri violenti e sanguinosi con moltissime vittime. I reperti vengono analizzati in un laboratorio a ovest di Gerusalemme. Sui resti ci sono enormi ferite, compatibili con violenti colpi inferti di taglio. Sono numerosi i crani aperti, con fratture anche molto profonde.

In alcuni casi mancano interi pezzi, in altri ci sono tagli molto marcati. Evidentemente il modo di combattere all’epoca consisteva nel colpire e colpire ancora, con armi pesanti, continuando senza sosta fino a quando l’avversario non era a terra. La catastrofe è arrivata all’improvviso. Qualcosa di paragonabile a Pompei. È come una fotografia di quell’evento fermo nel tempo. Basandosi sulle dettagliate cronache musulmane, l’archeologo Ronnie Ellenbloom dirige da oltre 10 anni la campagna di scavi al Guado di Giacobbe. Si tratta di uno dei siti archeologici più ricchi di tutto il Medio Oriente.

All’esperta di armi Santi Kate Raphael si devono alcune importanti scoperte: spade, punte di frecce, lance. Queste sono le armi da combattimento ravvicinato che abbiamo trovato dentro il perimetro della fortezza. Fino al rinvenimento di numerosi scheletri, le reali dimensioni della battaglia erano a lungo rimaste avvolte nel mistero. Il solo modo per capire ciò che è accaduto ai Templari, è riportare alla luce i loro resti. Dopo settimane di duro lavoro sotto il sole rovente, i ricercatori hanno iniziato a sentire la presenza dei cavalieri sepolti qui. È come essere con loro e sentirne le grida.

Difesa a oltranza

A storia della caduta dei Cavalieri templari inizia ottant’anni prima della battaglia del Guado di Giacobbe, dopo la riconquista di Gerusalemme strappata ai musulmani nella prima crociata. Per i cristiani è un successo incredibile, quasi miracoloso. Contro ogni previsione, riescono ad arrivare in Terra Santa e a riprendersi Gerusalemme. Ma ora la regione deve essere difesa dai prevedibili contrattacchi dei musulmani. I Templari sono ufficialmente riconosciuti nel 1129 come un umile ordine di monaci guerrieri.

Prendono voti di povertà e castità, e rispondono solo al papa. Istituiscono il loro quartier generale sul Monte del tempio, a Gerusalemme, in cima a uno dei luoghi più sacri e ricchi di storia. Era in un’area dove i crociati ritenevano fosse il tempio di Salomone. Qui i Templari avevano i loro alloggiamenti. È da questo luogo che prendono il nome di Ordine del tempio. Devono proteggere i viaggiatori cristiani dalle incursioni dei musulmani lungo le vie che conducono a Gerusalemme. Malgrado la loro presenza, però, cristiani e musulmani intraprendono in quel periodo una fitta rete di relazioni diplomatiche.