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La realtà in un link

Depilazione a casa con epilatore a luce pulsata

Le donne combattono una guerra dura con i peli superflui e almeno una volta ogni due settimane devono recarsi dall’estetista per fare cerette tanto dolorose, che alla fine non risultano essere neanche una soluzione duratura. L’estate specialmente diventa un calvario che si ripete molto più frequentemente in quanto dobbiamo essere tutti i giorni “in perfetta forma” e senza neanche un pelo. Un incubo senza fine. Ma la soluzione oggi c’è ed è a portata di mano e soprattutto di portafogli, si chiama epilatore a luce pulsata.

Meno male che innovazione ha fatto i passi da gigante, e oggi giorno possiamo trovare in commercio dei epilatori luce pulsata a prezzi anche abbastanza bassi, così non dobbiamo andare ogni volta dall’estetista, ma queste delicate epilazioni possiamo farle anche da sole in casa, in pieno relax nel nostro soggiorno. L’epilatore a luce pulsata potrà aiutarvi a ridurre la quantità dei vostri peli dal 80-90 %, che è un risultato invidiabile rispetto a altri tipi di depilazione e rimozione dei peli.

Come funzionano

A differenza di cerette o epilatori tradizionali con le pinzette rotanti che tolgono solo superficialmente i peli e raramente riescono a togliere anche il bulbo, l’epilatore a luce pulsata funziona attraverso il riscaldamento del follicolo con la energia luminosa. Questo calore non danneggia la pelle ma agisce solamente sul pelo. Prima di iniziare la seduta si deve applicare un gel specifico, che funge da conduttore ma anche per proteggere la pelle del calore.

Poi il dispositivo emetterà degli impulsi di luce sulla zona da trattare. Lo possiamo usare sulle gambe, zona bikini, ma anche sul viso. Le sedute con la luce pulsata devono essere regolarmente ripetute per vedere dei risultati soddisfacenti e la diminuzione del pelo. Una curiosità è che la luce pulsata funziona meglio sulla pelle chiara e sui peli scuri, mentre ha meno successo sulle carnagioni scure e peli molto chiari.

Cosa evitare

Epilazione con la luce pulsata viene ripetuta una volta al mese. Durante il trattamento è meglio evitare l’esposizione diretta al sole delle zone trattate, allora è consigliabile iniziare le sedute nei mesi freddi e invernali. Se avete la pelle irritata evitate di usare epilatore a luce pulsata finché l’irritazione non si calma. Le zone di viso vanno trattate con maggior cura e con epilatore specialmente indicato non solamente per le zone del corpo, ma anche per le zone delicate del viso.

Nel trattare le zone del viso, evitate la zona occhi e se soffrite spesso di herpes, prima parlate e consultatevi con il vostro medico di fiducia e/o dermatologo specializzato. Dopo le prime applicazioni di luce pulsata, è possibile notare sulla pelle delle piccole irritazioni (specialmente se avete la pelle molto sensibile), ma basterà trattarla con delle creme idratanti e calmanti e lasciarla riposare.

esercizi con panca inversione

Fare esercizi con la panca ad inversione

Quando si utilizza una panca ad inversione la prima cosa che si deve sapere è che fare esercizi con questo attrezzo significa trascorrere la maggior parte del tempo sotto sopra. Una panca ad inversione si può regolare in diverse inclinazioni e in tutti i casi l’ideale è sistemarsi nella posizione più comoda possibile. Una panca ad inversione – e i relativi esercizi che consente di fare – è utilissima per la schiena e per tutti gli esercizi legati al benessere della colonna vertebrale.

A testa in giù con la panca ad inversione

Il fatto di stare a testa in giù quando si fanno gli esercizi con la panca ad inversione implica un rafforzamento di alcune articolazioni. Nel momento in cui si sta sotto sopra, infatti, entra in gioco una forza di gravità che decomprime tutte le articolazioni che si trovano nella parte inferiore rispetto al punto in cui si sta ancorati all’attrezzo. Molte persone sono convinte che sia utile impiegare la panca a inversione in fase di fisioterapia.

Quando si subisce un incidente, o semplicemente quando si hanno dolori alla schiena, infatti, l’impiego di questo attrezzo potrebbe risultare efficace per risolvere molti dolori. La medicina, tuttavia, è ancora molto lontana dall’ammettere l’uso di questo attrezzo a scopi terapeutici. Tuttavia, sono comunque numerosi i medici – e soprattutto i pazienti che trovano davvero utile l’attrezzo. Ad esempio chi soffre di ernia del disco, può utilizzare la panca ad inversione e trovare nel suo impiego un grande sollievo; la posizione a testa in giù, infatti, aiuta a distendere i nervi della schiena e quindi a sentire meno dolore quando si soffre di questa patologia.

Benefici e possibili svantaggi

Anche chi si occupa di chiropratia sostiene che la panca ad inversione possa apportare numerosi benefici sul paziente. In generale, comunque quando si utilizza la panca ad inversione è bene sapere che nell’organismo si determina un innalzamento della pressione del sangue e la conseguente tensione dei nervi di una parte del corpo. Per questo motivo, tutti i soggetti che soffrono di problemi al cuore dovrebbero evitarne l’uso.

Tra chi discute sull’uso della panca ad inversione, inoltre, ci sono anche coloro che hanno stilato un elenco di possibili controindicazioni che deriverebbero dall’impiego di questo strumento. Utilizzare la panca ad inversione, infatti, può favorire la fuoriuscita di ernia iatale, può provocare il distacco della retina, la congiuntivite, l’ictus celebrale e altri disturbi anche gravi. Per questo motivo, è fondamentale consultare un medico prima di farne uso e comprendere se il proprio quadro clinico non sia in collisione con le possibili controindicazioni derivanti da questo strumento.

benefici cloruro di magnesio

Cloruro di magnesio per un’alimentazione sana

Il cloruro di magnesio è un integratore alimentare. Sul mercato è disponibile in varie forme e lo si può trovare anche sottoforma di cristalli. è un prezioso alleato per l’organismo in quanto la carenza di magnesio è responsabile di una lunga serie di problematiche a carico di vari organi ed apparati. Un esempio di problemi connessi alla carenza di magnesio è quello a carico dell’apparato cardio-vascolare.

La carenza di magnesio infatti può causare aritmia cardiaca, ipertensione arteriosa. Altri sintomi della carenza di magnesio possono essere a carico del sistema nervoso o dell’apparato muscolo-scheletrico. La carenza di magnesio può anche essere causa della sindrome premestruale. è opportuno dunque, in caso di carenza di magnesio accertata dal medico curante, utilizzare integratori come il cloruro di magnesio, ma solo su prescrizione medica.

Perchè è usato il clorulo di magnesio

il cloruro di magnesio è usato nei casi in cui sia stata accertata, tramite visita specialistica e apposite analisi del sangue, prescritte dal medico curante sulla base di sintomi specifici, una carenza di magnesio. Una carenza di magnesio ha sintomi specifici quali confusione mentale, crampi addominali, tremori, fino ad arrivare ad aritmia cardiaca e ipertensione. In altre parole la carenza di magnesio è una condizione seria da non sottovalutare. l’assunzione di magnesio tramite integratori a base di cloruro di magnesio, aiuta a rinforzare il sistema immunitario e dunque a prevenire e combattere infezioni ed infiammazioni, ha un potere regolatore nei processi digestivi e combatte la stitichezza. è un tonico ed ha proprietà antidepressive. Non è tossico e può essere assunto da chiunque ne abbia bisogno ma sotto il controllo medico.

Un eccesso di magnesio infatti può essere nocivo come una sua carenza. è sempre bene informarsi prima di utilizzare integratori alimentari e valutare il rapporto rischio-beneficio che deriva dalla loro assunzione. Le carenze lievi infatti possono essere compensate attraverso la semplice alimentazione. alimenti come le verdure possono essere di grande aiuto negli stati carenziali di magnesio, così come le arachidi, preziose fonti di proteine, o i cereali integrali. Nei casi di gravi carenze di magnesio, in cui il solo uso di accorgimenti alimentari ed integratori non basta
controindicazioni possibil

Un uso eccessivo di integratori alimentari a base di cloruro di magnesio può causare problemi intestinali come la diarrea. L’assunzione di cloruro di magnesio in soggetti che non presentino carenze di magnesio, significative o no, può causare danni a carico del sistema nervoso del sistema cardiovascolare e pertanto va assunto solo su prescrizione medica.

funzione della retina

Come funziona la retina?

La retina é uno speciale tessuto fotosensibile situato all’interno dell’occhio, talmente simile al tessuto cerebrale da essere considerato parte del sistema nervoso centrale. Se paragoniamo i nostri occhi a una macchina fotografica, allora la retina é la pellicola. Questa membrana, tuttavia, non si limita a inviare una foto al cervello: deve anche comprimere le immagini per consentirne il trasporto attraverso il nervo ottico, visto che i fotorecettori situati sulla retina possono immagazzinare una quantità di informazioni superiore a quella trasmittibile dal nervo ottico. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla retina e sul suo meccanismo di funzionamento.

Struttura e caratteristiche della retina

Benché si presenti come una struttura monostrato, la retina è in effetti molto complessa ed é costituita da dieci livelli di cellule nervose, tutte interconnesse tramite sinapsi. All’interno di ciascuno strato sussistono diversi tipi di cellule: i fotoricettori (coni e bastoncelli, le cellule gangliari fotosensibili, le cellule bipolari e altre che regolano l’ammissione della luce, oltre a elaborare e trasmettere immagini.

I bastoncelli e i coni svolgono funzioni specifiche: i primi sono più sensibili agli stimoli luminosi e soso responsabili della visione notturna e periferica; ciascuno di essi risponde a un singolo fotone, o particella luminosa. I coni, invece, operano in condizioni di elevata luminosità e sono deputati al riconoscimento del colon, dei particolari e dei movimenti rapidi.

Il nervo ottico e il punto cieco

Fino agli anni Novanta, si pensava che le cellule coinvolte nel processo visivo fossero soltanto i coni e i bastoncelli. Poii invece, i ricercatori hanno scoperto altre cellule fotosensibili, molto più rare, chiamate gangliari. Queste contribuiscuno alla regolazione del diametro della pupilla e all’alternanza di luce e buio, alla base dei ritmi circadiani che scandiscono la nostra esistenza. La luce colpisce i coni e i bastoncelli dopo aver attraversato strati trasparenti composti da cellule nervose. Quando raggiunge questi fotorecettori, causa reazioni chimiche.

I dati visivi ‘grezzi’ si propagano attraverso strati di cellule nervose, che elaborano e codificano le immagini prima di inviarle al cervello attraverso il nervo ottico. Tutti abbiamo un punto cieco, o scotoma, una regione retinica priva di cellule fotorecettive in grado di percepire la luce. In questa parte del disco ottico, il nervo ottico attraversa la retina, diretto verso il cervello. Benchè si tratti di una zona piuttosto ampia non ne siamo consapevoli: il motivo è che quest’area lacunare é situata in punti diversi in ciascun occhio, e dunque, l’altro occhio ne ri-compensa i vuoti.

lotta contro il cancro

I nuovi orizzonti della lotta contro il cancro

Prevenzione, se possibile, altrimenti spazio a radioterapia dedicata e farmaci molecolari in grado di intercettare selettivamente i target da distruggere. Come dmni che vanno a caccia di terroristi in un quartiere pieno di civili incrini. La lotta al cancro segue oggi due direttrici ben precise: la tecnologia medica e la genonfica. Difficile dire se una di queste “armi” o entrambe, combinate, possano portare in Muro all’agugnata quota di mortalità zero, ma è incredibile la velocità con cui si stanno compiendo progressi.

Prima di parlare delle soluzioni, però, cerchiamo di capire a che punto siamo nello studio e nella comprensione dei meccanismi che regolano nascita e proliferazione della materia oscura. Il tumore è un nemico globale, centinaia di laboratori e centri di ricerca di tutto il inondo sono arruolati nella santa crociata. Tra questi l’Italia che schiera in campo alcuni dei suoi migliori “cervelli”.

La risposta dei geni

Risale a poco tempo fa la pubblicazione su Nature Medicine di uno studio condotto dall’Istituto San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Harvard Medical School di Boston. In esso si analizzano le cellule tumorali del sangue che sopravvivono nonostante abbiano il DNA fortemente danneggiato (condizione tipica di tutti i tumori) e della mancata risposta dell’organismo che non si adopera per riparare quei danni come invece fa quando si trova in presenza di cellule sane. Che cosa accade esattamente?

Succede che le cellule malate mantengono e accumulano danni al DNA per crescere e sopravvivere alla chemioterapia, spiega a BBC Science la bostoniana Francesca Cottini, prima firmataria del paper. Abbiamo scoperto che le cellule tumorali del sangue sono in grado di farlo grazie al blocco di espressione del gene sentinella YAP1. Dunque se riattiviamo YAP1 tramite un’altra proteina, la STK4, possiamo ristabilire la normale risposta al danno del DNA e quindi uccidere il tumore. Ma YAP1 non è il solo a essere coinvolto nella battaglia al tumore. Viaggia sempre in coppia con un’altra proteina chiamata ABLI.

Così nasce il cancro

Quando si verifica il danno nella cellula ABLI si sposta all’interno del nucleo e li dovrebbe trovare ad attenderla la sua compare, YAP1. Se ciò non avviene il sistema va in fili e la difesa non scatta. Alla luce di questa scoperta è evidente che chemio o radioterapia, che hanno la caratteristica di azzerare massa malata e massa sana, non rappresentano più l’unica risposta possibile. Il sogno, invece, è creare in laboratorio un farmaco mirato che permetta di “riaccendere” STK, impossibilitato, nel caso illustrato su Nature Medicine, a svolgere il suo compito di oncosoppressore.

Individuato il targa, dunque, la scienza deve ora progettare il drone. STK4 è una chinasi, un sottogruppo di geni o proteine. Oggi esiste già una library farmacologica fatta di composti chimici o anticorpi monuclonali che vanno a incidere sulle chinasi. Vengono usati nel trattamento del tumore al polmone, al colon e alla mammella ma si confida che presto sarà la volta del sangue.