EVENTILOCALIBANDSINTERVISTERECENSIONIARCHIVIOMEMORIELINKINTERACTFORUMNOTE&STAFF

-|-|-» SCHEDE CULT

-|-|-» CLAN OF XYMOX

» La danza frenetica delle raffinatezze: i Clan of Xymox

Non è facile scrivere dei Clan of Xymox, almeno nella sede critica/sociologica che ho scelto per raccontare la storia della massa musicale che passa sotto il riduttivo ma spesso giornalisticamente comodo nome di 'dark'.
Un gruppo per appassionati, un combo storico per l’ancor più storica 4AD, una musica che ha dato al 'gothic sound' una svolta che taluni osannano, altri recriminano. Ma soprattutto, un gruppo che è stato 'dei nostri' per un breve periodo, in pratica il lasso di tempo trascorso intorno alla pubblicazione del primo EP e dei due album successivi, ed in seguito omologato - con il cambio di monicker, da Clan of Xymox al più semplice Xymox – ad una fruizione più 'easy' e modaiola; per riapprodare, qualche anno fa, alle origini con 'Hidden Faces' e le pubblicazioni a seguire, sulle cui copertine 'Xymox 'torna ad essere un 'clan'.
Bisogna scindere, perciò, il discorso Clan of Xymox dall’odissea pop Xymox. Ronny Moorings ha scelto di cambiare strada nell’89, ha avuto il successo che ha avuto, poi è tornato all’ovile. La moda gioca una grande parte in certe operazioni ed in certe epopee; i soldi non sono da meno. Ma ciò che produsse dall’84 all’86 fu grande, e quella che fa ora è un elettro-gothic dei più maturi e raffinati. Smentiamo subito, in questa sede, un luogo comune: i Clan of Xymox non hanno MAI 'copiato' dai Sisters of Mercy, essendo i due gruppi nati e cresciuti negli stessi anni, e – Piero Scaruffi di Rockerilla mi perdonerà! – c’è da dire che mastro Eldritch, per quanto sia una venerabile icona, con lo Steinman, il suo voodoobilly e il Dr.Avalanche non ha mai raggiunto le vette di raffinatezza di un disco come 'Medusa'. L’unica cosa che avevano in comune i primi dischi dei due istrioni nerovestiti erano alcuni titoli riecheggianti nomi femminili, peraltro tra i migliori episodi di entrambe le produzioni: Louise e Michelle per i Clan, Alice, Marian e Lucretia per i Sisters.
Forse l’influenza dell’inferno gutturale eldritchiano si può notare in alcuni brani dei recenti 'Creatures' e 'Notes from the underground', ma è anche vero che, col tempo, la voce di Moorings si è spostata su un registro naturale molto più basso.

» L’incontro fatale

Formatisi ad Amsterdam nel 1984, i Clan of Xymox (allora Ronny Moorings, Anka Wolbert e Pieter Nooten) realizzano un primo demo, 'Subsequent pleasures'. Il disco è ancora acerbo e a tratti ammorbante, ma contiene in vitro alcuni tra i singoli che fecero la fortuna del combo, come 'A day' e 'Muscoviet Musquito'. Andati a Nijmengen per promuovere con un concerto il lavoro autoprodotto, in un ristorante avviene l’incontro. Il gruppo di Ronny era seduto, per caso, allo stesso tavolo di Lisa Gerrald e Brendan Perry, aka Dead Can Dance e – con il reverendo Ivo Watts-Russell- mentori della succitata 4AD. Erano lì per supportare il tour dei Cocteau Twins. Si diedero appuntamento dopo lo show, e Ronny diede una copia di 'Subsequent pleasures' a Brendan. In seguito una torunèe come supporters dei Dead Can Dance, poi nell’85 il contratto con Ivo e l’uscita del primo, omonimo capolavoro.

 

» I primi lavori

I Un disco in cui c’è tutto il germe dell’elettronica dark anni 90: gli Xymox di 'Xymox' non si limitano a clonare il synth-pop di Kraftwerk ,OMD e Depeche mode, anzi, realizzano un’elettronica infarcita di chitarre e di melodie 'rock' esasperatamente decadenti. D’impatto distruttivo 'A day' con lo storico insistente riff di chitarra, poi coadiuvato da un video dal montaggio frenetico; 'Stumble and fall' con il suo tema di sintetizzatore con un portamento 'stonato' e dolcissimo, e la poetica 'No human can drown', i Clan of Xymox avviano il loro discorso verso una leggerezza infarcita di beat ed isteria, una potenza decadente e vellutata che rasenta la perfezione del pop. Non c’è ancora tristezza, solo la sana malinconia di quei primi anni 80 che vedevano schitarrate pazze eppure così dolci, come quella di 'No words', che ricorda 'I ran' degli A flock of seagulls per tecnica esecutiva. Ma Moorings era già un tipo esageratamente attento agli arrangiamenti e alle orchestrazioni, dosando bene le tastiere e i cori nella struttura portante della canzone, e offrendo il brano '7th Time' alla splendida e calda voce femminile del gruppo; alternando, magari, nel crescendo di 'Cry in the wind' il riff, semplice quanto assolutamente perfetto, dal synth alla chitarra con una naturalezza – per l’epoca – impressionante. Concedendosi episodi progressivi in 'Stranger' e suggestioni da cantautorato in 'Equal ways'.
'Muscoviet Musquito', rifatta, apparve nell’87 in una compilation voluta da Ivo, 'Lonely is an Eyesore'. Dentro c’erano Cocteau Twins, Dead Can Dance, Wolfgang Press, Throwing Muses, This Mortal Coil.
Poi, nello stesso anno, uscì 'Medusa', ovvero il trionfo della leggerezza in musica.
Chi conosce il disco sa cosa voglio dire. La dolce e rosea vacuità che percorre le dieci tracce del disco, dieci piccoli capolavori, completi e tristissimi, i cui sofisticati eppure scorrevoli arrangiamenti reggono ancora oggi il confronto con le migliori produzioni del genere. Anzi, in questa sede dirò assolutamente di più: è difficile trovare dischi come 'Medusa' al giorno d’oggi. In un’epoca di sfruttamento elettronico spesso troppo mirato ad un certo tipo di 'botto' poco di classe, come gli anni ’80, 'Medusa' si mantiene un disco pulito e garbato; di fronte all’esplosione di certe sperimentazioni digitali fine a sé stesse e alla ricerca della suggestione futuribile o ipnotica (ma nessuno si è ancora seccato del 'suono ipnotico' di certa noiosissima lounge?) Medusa mantiene un sapiente bilanciamento di ritmo e melodia decadente.
L’intro, 'Theme I' è epico ed intimista allo stesso tempo, una sorta di ouvertùre cinematografica, assolutamente da lacrime. 'Medusa' e 'Michelle' sono i primi brani in mid-tempo, con stacchi percussivi e riffs di sintetizzatore che sono il trionfo della semplicità al servizio del 'genio pop'. In 'Medusa' fa capolino un meraviglioso vocoder 'd’arredamento', un artifizio decorativo da brivido che Moorings aveva già sperimentato sul primo album in 'Stranger'.
Forse in 'Theme II' si può cogliere l’unico episodio mediocre di tutto il disco, con il campione del gridolino femminile che davvero non si sa cosa ci stia a fare. Ma tant’è, il brano dura pochissimo e dà subito spazio all’epocale 'Louise', forse – e qui sono pronto ad accettare ogni critica di sorta – il brano electro-gothic in assoluto più vicino alla perfezione.
Ha un giro di accordi complesso, un tema che ricorre a sbalzi, una costruzione assolutamente dispari negli episodi, e soprattutto dei repentini cambi di tonalità – in terza o in quinta – che contraddistinguono ogni corta strofa. Sembra la descrizione di un brano progressive-rock, o di musica classica. Invece è pop, è 'il' pop. Su un tappeto di tastiere, cori, synth morbidi e la classica schitarrata acustica, che sembra essere da sempre un marchio di fabbrica Xymox, e – non ultima – una melodia da far accapponare la pelle.
Poi Lorrentine, che una mia amica definì un brano 'a volo d’uccello sull’oceano'. E via l’escursione in territorio decisamente più popolare con 'Agonized by love', che sarebbe potuto essere un brano da classifica. Seguito però dalla splendida 'Masquerade', come da tradizione unico pezzo dell’album con cantato femminile, che sulla metà sale in crescendo con l’ingresso della batteria, e che la ripetizione 'Masquerade, masquerade' suggella e chiude inesorabilmente come altro piccolo capolavoro. Gli ultimi due brani sono un’altra esperienza di cantautorato mooringsiano, la lentissima 'After the call', ed un brano gothic classico, 'Back door' a chiudere il chiavistello.

» Il periodo techno-pop

'Medusa' purtroppo non fu replicato, e rimase un disco destinato a distribuire singoli per le compilation celebrative del goth. Due anni dopo, nel 1987, i Clan of Xymox si concedettero alla fagocitazione delle masse. Passarono alla Wing records, una sottoetichetta che distribuiva per la Polydor, sotto l’egida dello stesso Ivo Watts-Russell. E pubblicarono 'Twist of shadows', un disco ben più accessibile, che li fece conoscere, con il nome di 'Xymox', anche in territorio statunitense. Preceduto dal singolo 'Imagination' coadiuvato da un video eighties che più eighties non si può (sembrano gli Spandau Ballet o i Transvision Vamp!) e da 'Obsession', il disco ha ancora qualche episodio gradevole, ma si mantiene perlopiù su un’area di generale piattezza. Synth-pop, senza infamia e senza lode, quelle canzoni che ricordano una stagione, ma nulla più. Apprezzatissimo invece nelle dance-hall: cominciava a questo punto la controversa avventura della musica da club, che finì con gli anni per coinvolgere buona parte della scena dark.
Ancora per la Polydor fecero 'Phoenix' due anni dopo, nel 1991, sempre come Xymox; il 1992 e il 1993 videro Metamorphosys ed Headclouds, e qui siamo in territorio assolutamente techno. Un discorso che potrà piacere a chi si nutre solo ed esclusivamente degli ultimissimi exploit dell’Ebm: ma qui stiamo parlando di paralipomeni del dark, quindi passiamo pietosamente avanti.
L’epopea techno andò a suggellarsi nel suo più naturale santuario, un disco di remix uscito nel 1994 sotto Zok records e dall’esplicativo titolo 'Remix'. Sinceramente, non voglio assolutamente scagliarmi contro la musica da ballo, ma Ronny Moorings stesso, in futuro, avrà a dire «quel periodo per noi fu contrassegnato da una grossa crisi creativa e d’identità».

» Il ritorno dei Clan of Xymox

Per fortuna le cose non vanno sempre male, e quando si ara il fondo ci si può solo rialzare. Nello stesso 1994 accadde qualcosa, nella vita di Moorings, che lo convinse a voltarsi un attimo indietro, a guardare ciò che aveva fatto e ciò che aveva perso. Subito dopo 'Remix' uscì qualcosa di completamente differente: sto parlando della ristampa di Subsequent Pleasures, quel demo stampato nel 1984 in Olanda a nome Xymox. Chi aveva seguito le prime evoluzioni del gruppo capì allora che c’era qualcosa in corso.
Difatti. Nel 1997, sotto Tess Records, vede la luce 'Hidden Faces', di nuovo a nome Clan of Xymox.
Il suono è ancora una volta cambiato, le suggestioni techno e più commerciali dei primi ‘90 sono state sistematicamente abbandonate. Il 'Clan' torna ad essere profondo, raffinato, anche se senza per forza di cose tornare indietro nel tempo. In 'Hidden faces' c’è dell’industriale, c’è dell’elettronica moderna, c’è molta melodia ed arrangiamenti curatissimi, ma c’è anche il dark. Non è un capolavoro, ma canzoni come 'The child in me' e 'Your vice' sono gradevolissime, c’è la profondità di 'November' e 'The story ends', se non più purgatori di sofferenza, raffinati e adulti affreschi di solitudine. C’è spazio per le stranezze, come l’aria da operetta di 'Wailing walls', con baritono e arpeggiatore a fare il verso a Stockausen. E c’è, seppur piccolo, anche il genio: sto parlando di 'It’s all a lie', con la sua struttura raffinata ed obliqua, e quei toni di tastierina a canticchiare improvvisamente un motivetto prima della fine del ritornello, una pennellata assolutamente inaspettata.
Nel 1999 esce 'Creatures', altro esempio, se non di genialità, di grande maestria nel comporre. Gli arrangiamenti si fanno più progressivi, la voce scende repentinamente di tono per avvicinarsi al vocalizzo eldritchiano in alcuni punti. 'Jasmine and Rose' è un pezzo veramente alla Sisters, ma è l’unico: grandi canzoni sono 'Waterfront', un po’ industriale, un po’ Cure. Poi 'Taste of medicine', 'Undermined', dove ancora c’è la voce alla Eldritch, ma la musica è molto ben strutturata. La palma di miglior brano, come direbbe un mio amico fanzinaro, va alla strumentale 'Without a name', pezzo orchestrale molto atmosferico arrangiato in un giro tonale di terze e quarte, che si alternano salendo e scendendo, creando un abisso e una 'nebbia' estremamente avvolgente.
'Notes from the underground', 2001, però, non sembra convincere così come il suo predecessore: si sposta su territori EBM ma non 'sfora'. Più successo ha avuto forse 'Remixes from the underground', dove diversi gruppi EBM e non hanno remigato i brani dell’ultimo disco per l’utilizzo smodato nelle dancefloor. Ma chi mi conosce sa che non amo questo genere di cose, quindi tralascio di parlarne e passo alla discografia.

» Discografia

- Subsequent Pleasures (Xymox) Xymox (198328-2501) NL [mini- album limitato a 500 copie]
- Clan of Xymox (Clan of Xymox) 4AD CAD 503 CD France 4AD CAD 503 CD UK 4AD GAD 503 CD Re-Release UK Megadisc 08-023354-20 NL 4AD CAD 503 UK [nella ristampa del ’99 c’è la bonus-track Muscoviet Mosquito (1987- version) il CD contiene remixes di "Stranger" e "A Day"; Si dice esista un promo giapponese colorato]
- Medusa (Clan of Xymox) 4AD CAD 613 CD UK 4AD GAD 613 CD Re- Release UK Jade CY 4656 Japan 4AD CAD 613 CD France Megadisc MD 7943 NL 4AD CAD 613 UK 4AD/ Rough Trade RTD 44 Germany [nella ristampa del ’99 ci sono le bonus- tracks:Blind Hearts (1987- version)A Million Things (1987- version) Scum]
- Twist Of Shadows (Xymox) Wing Records 839 233-2 Germany Wing Records 839 233-2 USA Wing Records 839 233-1Germany Wing Records 839 233-1 USA [Nell’edizione statunitense troviamo una diversità.. "In The City" invece di "In A City"]
- Phoenix (Xymox) Polydor 849293-2 Germany Polydor POCP- 1107 UK Wing Records 848 516-2 USA Wing Records848 516-1 USA Polydor 849 293-1 NL
- Metamorphosis (Xymox) X-ult Records XY CD 1001 UK SPV084- 08812 Austria BM G35 826-2 USA Sound and Vision SV 18193NL [nell’edizione austriaca ci sono queste bonus- tracks:Dream On (Dance Mix)Soul FreeDream On (Instrumental Mix)]
- Headclouds (Xymox) Zok Records ZCDXY 004 UK Zok Records ZVIXY 00 4UK
- Remix (Xymox) Zok Records ZCDXY 006 UK
- Subsequent Pleasures (Xymox) Pseudonym Records CDP 1013 DD Netherlands [Seconda ristampa]
- Hidden Faces (Clan of Xymox) Tess Records Tess 15 Germany Tess Records Tess 15 Promo Germany Tess Records Tess 15 USA ['Hypocrite' nella versione americana è sostituita da 'Troubed Soul']
- Creatures (Clan of Xymox) Pandaimonium Pan-5 Germany Pandamonium Pan- 5 Promo Germany Metropolis MET 128 USA
- Live (Clan of Xymox) Pandaimonium Pan-15 Germany [Il CD2 include video di 'Jasmine and Rose ' e 'Stranger']
- Subsequent Pleasures (Clan of Xymox) Pandailectric Pan-18 Germany Metropolis MET 204 USA [Terza ristampa]
- Notes From The Underground (Clan of Xymox) Pandaimonium Pan-17 Germany Pandaimonium Pan-17 Promo Germany Metropolis MET 222 USA
- The John Peel Sessions (Clan of Xymox) Strange Fruit SFRSCD 102 UK
- Remixes From The Underground Pandaimonium Pan 22 LTD Germany Pandaimonium Pann 22 Germany (Release Date 10.5.2002) [La 'Limited Edition' contiene un video CD con un’intervista a Ronny e Mojca sulla TV olandese. Limitato a 2500 copie]

[ per la discografia si ringrazia Clan of Xymox Fanbase] e Luigi Porto

| DSide.it | Goth, EBM, Industrial, Neofolk.. in Italia - ©2000- 2011 all right reserved