| -|-|-» ECHO & THE BUNNYMEN

» Liverpool: Ian, Pete, Julian, il trio cruciale.
Probabilmente pochi conosceranno l'appellativo 'Crucial Three'.
Cio'non costituisce affatto una limitazione ma solo la mancata possibilita'di aver celebrato con Ian Mc Culloch i fasti relativi ai preludi di una band che in seguito avrebbe assunto il nome di Echo & the Bunnymen. Convertiamo la macchina del tempo a ritroso fino a giungere all'anno 1977, la neonata e bollente scena new wave britannica vide materializzarsi il progetto composto da Ian Mc Culloch/ Pete Wylie/ Julian Cope/ Stephen Spence denominato appunto Crucial Three che potrebbe passare alla storia come il meno longevo, infatti dopo soltanto sei settimane la band si sciolse definitivamente.
Come spesso succede nell'universo musicale, la scissione dell'originale line up permise il perfezionamento di successivi episodi che videro Pete Wilie divenire membro attivo degli Wah! e Julian Cope essere assorbito dai leggendari Teardrop Explodes. Mc Culloch, mente fervida ed instancabile, creo'assieme al chitarrista Will Sergeant il buon bas sista Les Pattinson ed infine il drummer Pete de Freitas coloro che identifichiamo con il nome Echo & the Bunnymen.
'Echo', la drum machine successivamente sostituita da un batterista in carne ed ossa, si incorpora agli 'uomini coniglio' creando un sound di chiara derivazione post punk. In quel periodo le influenze prettamente rock divergono dalle scelte stilistiche di molte bands che creeranno un movimento musicale legato ad un rapporto meno sanguigno e piu' artefatto del concetto di rock, appunto. La'new wave', termine per descrivere un genere non meglio precisato ma assolutamente caleidoscopico, affonda le sue radici nel punk reinventando e mescolando nel contempo numerosi altri generi come la psichedelia ed il funky, proponendo un suono che portera' un' intera generazione a seguire le evoluzioni di bands carismatiche come gli E&tB.
Essi riuscirono a combinare con grande maestria un apparato stilistico innovativo per l'epoca quello tra pop e british psichedelia, toccando vertici di melodia ben distanti dall'ovvieta'.
Dopo un periodo di perfezionamento nasce il primo singolo: 'Pictures on my wall' cupissimo prologo supportato da phatos stile film horror mediante rilievi d'organo ammiccanti le influenze della band di Jim Morrison, anche se non sfuggono i riflessi e gli arrangiamenti riconducibili a certi episodi made in Joy Division, 13th Floor Elevators e Television.
La label destinata a proiettare i primissimi E&tB fu la Zoo, la Sire Records ed in futuro la Korova assieme alla WEA; la carriera degli uomini coniglio sara'lunga, a tratti tormentata,tuttavia sempre e per sempre destinata a non farsi mai dimenticare.
» Cocodrilli, Paradisi, Oceani e Sorrisi.
L'inizio del decennio 1980 segnera' l'uscita del primo lp uficiale della band.
Negli studi di registrazione Rockfield Studios ed in seguito negli Eden Sudios si incide 'Crocodiles' diretto tecnicamente dall'ingegnere Hugh Jones in collaborazione con Rod Houison. Esso erige un bellissimo monumento darkwave punteggiato da episodi di rara ed oscura bellezza quali'Going up', 'Rescue' oppure l'affascinante 'Stars are stars' in grado di tendere la mano all'ascoltatore per condurlo in territori tenebrosi e claustrofobici, il basso elaborato da Les Pattirson e le chitarre di Will Sergeant supportano magnificamente il vocalist Ian Mc Culloch e le sue virulente, disperate espressioni. Il lavoro raggiungera'vette di gradimento superiori alle aspettative trascinando la band verso le altolocate posizioni delle charts d'oltremanica e tessendo ragionevolmente le trame per un futuro sforzo produttivo.
Intense e numerose furono purtroppo le incomprensioni e le divergenze tra i membri del gruppo che rallentarono successivamente un sereno processo di creazione e di libera espressione individuale.
Sempre nel 1980 escono: il 7' 'Do it Clean', 'Rescue' sia in versione 7' che 12' ed infine 'The Puppet' sempre in 7'. L'ascesa e' rapidissima, Mc Culloch & C. trascorrono un anno intensissimo tra nuovi progetti e live sessions finche'nel Giugno 1981 licenziano 'Heaven up Here' lp regale che sigilla al secolo il nome E&tB tra i gruppi piu' rappresentativi del nuovo decennio, chitarre post punk ritmica robusta e vocals psicotici, in grado ancor oggi di sucitare le medesime oscure emozioni dell'epoca, due singoli, inoltre, fanno schizzare ancora piu'in alto gli indici di gradimento: 'The back of love' e 'The Cutter'.
Quasi simultaneamente verra pubblicato il 7' 'A Promise' ed il 12' 'Shine so hard'.
Bisognera' attendere il 1983 per riscoprire la formazione britannica con un nuovo eccellente 'Porcupine', in cui fanno esplodere letteralmente ogni peculiarita'del gruppo, i vocals si fanno iperespressivi, i riffs di chitarra per fezionati tanto da oscurare il precedente lp gia'di per sè notevole e conquistando le seconde posizioni nelle classifiche U.K & U.S.A.
Il parallelo con i contemporanei Wire Train e R.E.M. è calzante; songs come'Back of Love' rappresentano inscalfibili pietre dure dall'accecante riverbero psichedelico, 'Heads will roll' in particolare incanta con un refrain di assoluto effetto ed una ritmica incalzante e travolgente.
Sempre nell''83 esce il 12' 'Echo & the Bunnymen' (la band battezzo'con lo stesso titolo un lp qualche anno piu' avanti...), questo maxi singolo si presenta con 5 tracce tra cui una versione live di 'Do it clean'ed il 12' 'Never stop (Discoteque)', molto apprezzato nelle charts internazionali ed un VHS con 6 tracks filmati a Liverpool e Iceland tra il Novembre e il Dicembre 1982.
La spinta propulsiva del gruppo e'al massimo, siamo nel 1984, viene alla luce 'Ocean Rain' dalla sleeve color cobalto fotografata da Brian Griffin. Il genio creativo dell'ensemble introduce attivamente intere ssanti elementi acustici ed orchestrali, con il cello ed il piano di Adam Peters: la produzione è affidata agli stessi E&tB e Gil Norton. L'album non si discosta mai dal consueto tracciato compositivo tipico della band ma sorprende per rinnovata freschezza ed eleganza. Epica è 'The killing Moon', singolo intelligente di bellezza disarmante, 'Seven seas' dalle cadenze arabeggianti edita su 7', (sulla cui side 'b' è incisa una deliziosa cover di 'All I need is love' dei Beatles supportata da bongos, clarinetto, saxofono, harpsichord...), successivamente disponibile anche in formato mix ed in veste 'Life at Brian's-Lean and Hungry'.
Nell'Aprile 1984 Mc Culloch & friends realizzano il 7' 'Silver', song egregiamente modulata da ritmiche vivaci ed accompagnata dall'immancabile violino di Peters. 'The killing moon', orecchiabile e congegnata ad hoc viene proposta sia in 7' che in due 12' di cui uno denominato 'All night version' che differisce dalla prima edizione unicamente per la presenza della track 'Do it clean' in versione live: segnera'un momento magico per la band che con l'album 'Ocean Rain'dimostro' di saper esprimere le proprie armonie anche con testi molto piu' maturi rispetto ai precedenti lavori.
14 Novembre 1985 ,la label Korova licenzia il 12' 'Bring on the dancing horses' prodotto da Laurie Latham, il singolo sfoggia un popwave di non difficile assimilazione e adattissimo per i club anticipando l'album raccolta 'Songs to learn & Sing', pietra miliare dell'intera discografia.
Le tensioni tra il drummer Pete De Freitas ed il resto della band diventano insostenibili, cosi'egli abbandona gli Echo & the Bunnymen che sostituirono l'apparato ritmico con l'ex batterista degli Haircut 100 Mark Fox e realizzando nel 1987 l'lp omonimo 'Echo & the bunnymen'edito dalla Sire.
La stabilita' del gruppo incomincia a vacillare, l'album non convince, nemmeno il singolo 'Bedbugs and Ballyhoo' ne' 'Lips like sugar' riescono a risollevare la band dalla polvere, cosiche'anche Ian Mc Culloch nel 1988 lascia gli Echo che soppiantarono il vocalist con Noel Burke, le drums con Damon Reece e le tastiere con una vecchia conoscenza, ovvero Jake Brockman che collaboro'con la band nella formazione originale.
Nel frattempo un 7'compone la soundtrack del film 'The lost boys', si tratta di 'People are strange', sempre nel 1987 che propone nella side 'b' una versione live di 'Run,Run Run'. 'The game', ennesimo 7'e 12' non crea alcuno spunto degno di nota. Ian Mc Culloch, (appellato anche 'Mac'...) tenta un percorso da solista, nel 1989 pubblica 'Candleland' che si avvalse della collaborazione della singer dei Cocteau Twins Elizabeth Fraser per un album tiepido e sotto molti aspetti trascurabile, come del resto gli episodi successivi: 'Mysterio' del 1992 e 'Sideling' del 2003. Mc Culloch si accorpa nel 1995 con Will Sergeant fondando il poject Electrafixion che vede Ian vocalist ed alle chitarre, Will anch'egli alle chitarre, auto-harp, programming, Tony Mc Guigan alle batterie e Leon de Sylva al basso. Realizzarono 'Bu rned' su cd componendo un discreto prodotto targato 1994 ed un 7' intitolato 'Baseball Bill'.
Bisognera' attendere fino al 1990 per ritrovare gli Echo & the Bunnymen di nuovo in opera con un cd titolato 'Reverbration'.
La nuova line up raggruppa Les Pattirson all basso e piano, Adam Peters al cello e piano, Damon Reece alle drums, John Leach al cembalo, Will Segeant alla chitarra, loops e autoharp e Shanker Ganguly all'harmonium. Dieci tracce meno cupe che un tempo, vivacizzate da un'intesa meno osticizzata da incomprensioni e rappresaglie. L'album riflette un carattere apprezzabile sotto quasi ogni punto di vista,un test di bravura per quanto privi del leader Mc Culloch.
Nel 1991 esce su cd una BBC Radio Live in Concert seguito dal remake su 7'di 'People are strange' dei Doors, un 12' con 'Pictures on my wall' poi in edizione cd maxi. 'Ballyhoo' del 1997 e' un cd best of comprendente 18 tracce relative a gloriose post produzioni che conquisteranno nuovi proseliti grazie all'accurata selezione di brani di spicco del repertorio Bunnymen; seguira' un maxi single con 'I want to be There (When you come)' mixato da Mark Spent subito dopo realizzato anche in formato 7' contenente una versione acoustic live di 'The killing moon'.
Nello stesso 1997 escono ben tre differenti edizioni di 'Nothing Lasts forever' rispettivamente due su cd maxi recanti il primo una title track con in aggiunta 'Watchtower' e 'Polly' ed il secondo 'Colour me in' e 'Antelope'piu'una su 7' comprendente nella side 'b' 'Hurricaine' e 'Jonny'. 'Evergreen' del 1997 sfrutta un percorso creativo a meta' tra la manovra di rilancio della band ed una concezione ulteriormente maturata della vena compositiva realizzando un dignitosissimo compendio di dodici canzoni accattivanti e ben costruite riscattando l'appiatimento generatosi nei periodi precedenti.
1999, altro singolo: 'What are you going to do with your life?', ballata lenta ed intensissima su sette pollici, 'Rust'che anticipa un cd album sampler promo del 2001 molto bello q uanto succinto, infatti conterra'solo quattro tracce 'Make me shine', 'Buried Alive', 'Supermellow Man' e 'It's Allright'. Ben 70 tracks entrano a far parte del 4 cd set americano 'Crystal Days 1979-1999' realizzato nel Luglio del 2001 offrendo molte live ed original versions di successi piu' o meno acclamati. Nel corso dei primissimi anni del nuovo millennio le labels Sire e Warner UK renderanno disponibili su cd 'Porcupine', 'Crocodiles', 'Echo & the Bunnymen' e 'Heaven up Here'. Sempre nel 2001 esce l'album 'Flowers' prodotto da Mc Culloch e Sergeant, e' un ottimo disco, le atmosfere diventano sensibilmente piu' romantiche ed eteree. 'King of Kings', song melodica e finemente rockeggiata stile heights vibra di passione mentre 'Make me shine'approccia un love theme sincero e privo di compromessi, l'Echo decolla e la critica promuove lo sforzo e l'innovazione.
La label Cooking Vinyl licenzia un cd maxi single appellato 'It's all right'con tre songs tra cui 'Marble Towers' e la versione Mindwinder's mix di 'Rescue' remixata da Joe McKechnie. Eccoci 2005, il cd maxi single promo 'In the Margins' introduce l'album 'Siberia' che uscira' in Settembre che si avvarra' del contributo ingegneristico di Andrea Wright,Hugh Jones, (anche produttore e Matt Edge). Incantevoli le songs 'Everything kills you' e 'What if we are?', restiamo rapiti dal cello di Hilary Browning, dalla viola di JR Shepley ed il violino di Kate Evans e Martin Richardson. Undici tracks complessivi che denotano una potente e rinnovata sinergia tra il genio visionario di Mc Culloch e la tecnica impeccabile di Sergeant. Il suono ricade nell'oscurita' ma questa volta piu'poetica, meno tetra e fine a se' stessa. Il brano 'In the Margins' e' lo specchio dei migliori drammi creati dai Bunnymen, molte liriche sono affidate allo stesso Mc Culloch che le calibra con timbro molto vicino alla disperazione, le chitarre ripropongono i celebri contappunti delle migliori annate. Viene pubblicato su 7' il singolo 'Stormy Weather' in veste 'edit' accorpata a d una side 'b'con l'acoustic version di 'Make me shine'.
2006, ecco un cd live registrato allo Shepherds Bush Empire of London ovvero 'Me, I'm all smiles', edificato con 19 tasselli dall'illustre passato vissuti e recitati da un maturo Ian and friends con indimenticabile passione, quasi trent'anni di sofferta carriera inclusi in un cd imperdibile per chi ha amato questa eccellente band, perfetto contrassegno della new wave piu'rappresentativa. Sempre nel 2006 ecco Un altro doppio cd 'Never stop: live in Liverpool', segna un ennesimo passaggio fondamentale nella produzione dal vivo degli E&tB, merito di 20 songs con ben sei extra unissued live tracks. Scopriamo inoltre un bel cd maxi single, 'Scissors in the sand' del Giugno 2006, canzone graffiante stile brit pop non priva di fascino che tuttavia passera'semi inosservata sia dal pubblico che dalla critica. Sempre nel 2006, in Settembre, la label Korova si distingue per la pubblicazione di un cd compilation + un prezioso DVD: 'The very best of Echo & the Bunnymen - More Songs to Learn and Sing' contenente 20 tracce e 8 tracce video dirette da ottimi registi del calibro di Brian Griffin, Bill Butt, Anton Corbijn e Norman Watson. Quasi infinite inoltre le presenze della band di Liverpool all'interno di compilations (..'UK Pop Classics', 'Powerhaus Classix', 'Retro Night', 'Movie hits', 'Dressed in black'...) ed in due unofficial releases, ovvero 'What's up doc? Live in the Carrot Patch' ed in 'Wave 180: Book two', entrambe su doppio vinile.
Siamo consapevolmente pronti a scommettere che il torbido sogno degli uomini coniglio non e' affatto terminato.
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