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Cocteau Twins

» Il concetto del rosa opaco

Le highlands scozzesi cullarono in grembo una band che introdusse il pubblico all'interno di una nuova dimensione sonora, il dream pop, che in seguito avrebbe diramato le proprie possenti radici in molteplici rifrazioni stilistche che ancora oggi possiamo denotare in svariate nuove combinazioni. I Cocteau Twins, discepoli diretti di un'evoluzione repentina del post punk early 80's, adottarono immediatamente un atteggiamento ed un approccio differente nei riguardi di un segmento artistico proiettato da retroilluminazioni riconducibili a Siouxsie & the Banshees e da dissolvenze pseudo gothic.
Siamo a Grangemouth e cronologicamente nel 1982, squarcio spaziotemporale che condusse una minuscola, fragile creatura chiamata Elizabeth Fraser (vocals) alla sinergia con un opulento Robin Guthrie (guitars/keyboards), ed un terzo elemento, Will Heggie (bass), sostituito in seguito da Simon Raymonde (bass/keyboards/percussions). Determinanti per il decollo della band furono i due elementi chiave che consentrono ai CT di spiccare il volo, ovvero la stretta collaborazione con la label londinese 4AD che curò l'immagine e la distribuzione puntando su neocredenziali di grande rilievo ed il fiuto di un grande nome come Nick Cave che all'epoca militava nei Birthday Party, che li propose come new talents.
Il connubbio innovativo tra i vocals femminei multiarticolati e onirici sussurrati da Elizabeth, i riff chitarristici dilatati di Robin, le trasversalità echeggianti unite alle cascate diamantine di tastiere, diffusero velocemente un aurea di appassionata innovazione attorno ai gemelli Cocteau, i quali riuscirono a sfruttare magistralmente l'opportunità riflettendo su quello schermo grigio asettico policromatiche simmetrie sonore. La discografia CT rivela time after time una ammirevole complicità intesa quale elemento di coesione del triangolo scozzese, che produsse inevitabilmente un sinergico e prolifico interplay esaltando le affascinanti intonazioni vocali di Elizabeth e coniugando contemporaneamente le amare espressioni del suono dark con le intransigenze del post punk.Cocteau Twins
La loro personalissima visione dell'ethereal contribuì inoltre a soggiogare un pubblico estremamente recettivo a nuove conversioni della matrice new wave costituendo inoltre l'archetipo di riferimento per molti schieramenti successivi che, più o meno direttamente, adottarono nelle proprie composizioni i meccanismi espressivi della band. La CT's music emana anche nelle proprie più energiche simmetrie un ampio raggio di pacatezza onirica, di morbida suggestione crepuscolare, riuscendo sempre a distanziarsi da irruenze sonore troppo abrasive, nonostante le violenze espresse in certune liriche e le distorsioni pentagrammatiche psichedeliche esalate in altrettanti episodi. Il suono nella sua complessità, tesse fitte relazioni con liquescenti melodie che inondano cumuli di sedimenti after punk, stemperandol, dissezionandoli in tonalità più cristalline e imbastendo intricate personalizzazioni del suono dream pop. La band riuscì a ridefinire l'ordine di quei fattori che si muovevano entro coordinate modulari di linearità retorico-darkeggiante, giungendo alla composizione di ibridi sonici di indicibile espressività artistica. L'elemento di primaria importanza è costituito dalla voce celestiale di Elizabeth, che in tempi futuri stringerà fervide collaborazioni con Craig Armstrong, Peter Gabriel e Massive Attack, assumendo inoltre un ruolo di spicco nel primo paragrafo dei This Mortal Coil; la grammatica eterea, i colloqui sonori educati, i fraseggi alfabeticamente astratti e gutturali che intrersecano chitarre estese ora all'infinito, ora in arpeggi distanti e surreali, le strutture ritmiche affidate alle drum machines della gloriosa Roland 808 dal timbro morbido, fanno del suono Cocteau una quasi soprannaturale trasfigurazione della musica 80's underground.
La band si sciolse nel 1997, dopo quindici anni di graduale ascesa, periodi di immobilità creativa e successive riprese stilistiche, disseminando il percorso di ineguagliabili capo lavori ma anche di pretenziosità fini a sè stesse, prigioniere di un sound talvolta cronicizzato nelle dinamiche, supersfruttato e in certuni episodi, poco convincente. Cio'non toglie alla band scozzese di permearsi di un'eterna sacralità elettiva che posizionerà i Cocteau Twins tra le bands che hanno saputo tradurre in pratica armonie mesmerescenti e profondità espressive fino allora irraggiunte.

» Le perle, gli echi, i tesori

Nel 1982 venne pubblicato l'esordio su 12 pollici 'Lullabies', extended version fondamentale per proporre alle masse l'innovativa impronta dei Cocteaux non esente da aleggianti reminescenze Joy Division / New Orderiane per introdurre il contemporaneo album 'Garlands' in cui si agitava febbrile e distorta un'allucinata 'Wax and wane', ed un'intera title track tormentata da onnipresenti ombre gothic che perpetrarono la loro influenza anche nel passo successivo rappresentato nel 1983 daL 12' 'Peppermint pig' e da 'Head over hells', LP tenebroso e di possente calibro carismatico in grado di esteriorizzare appieno un turbinoso senso di claustrofobia assieme ad un intrico di emozioni affascinanti e sgomente.
Paesaggi inquietanti come 'Musette and drums', oppure 'In our angelhood' che trascendono dalle sfuocate abrasività dell'album debutto, volgono lo sguardo verso posizioni meno drammatiche favorendo scelte tecniche più tastieristiche, esaltando la chitarra acustica e diminuendo l'impatto del basso granitico che supportava il precedente stile: anche i vocals di Elizabeth subiscono una prima metamorfosi divenendo più suadenti, ammalianti, ingentilendo i toni che così diverranno pindalici voli iridescenti.
Sempre nel 1983 esce 'Sunburst and snowblind', un EP quattro tracce che segnerà l'addio ai CT dell'elemento bass Will Heggie, siglando un assestamento stilistico più orientato verso armonie aperte, impavidi meccanismi drumming e chitarre brillanti ed addolcite. 'From the flagstones' meglio rappresenta questa importante variazione di rotta, mesmerizzando l'ascoltatore attraverso un mellifluo spartito melodico più pop e meno conteso tra dark e post punk e architettando evoluzioni scollegate da cadenze eccessivamente introspettive. Dopo un buon esempio di virtuoso stile costituito da un EP quale 'Pearly-dewdrops'drops' del 1984 e da un affresco cantilenante titolato 'Spangle maker', esibisce la sua magnificenza 'Treasure', full lenght di eccezionale sensibilità ove risiedono gemme multico lori com e 'Ivo', o 'Lorelei', ad ancora la gothic memory di 'Aloysius', irreali propagazioni sonore che innalzarono di un ennesimo livello i credits dei CT che incorporarono nella stesura del disco Simon Raymonde alle percussioni, sottoponendo il sound ad un ulteriore iter purificatore da residue parossistiche contaminazioni punk e glorificando la voce Fraseriana sempre debitrice ai riferimenti tecnici ispirati da Robert Wyatt e alle inclinazioni innegabilmente near Kate Bush.
Giunge il 1985, periodo in cui la band esibì uno strepitoso dodici pollici EP 'Aikea Guinea', considerato meritatamente una delle più belle creazioni dei CT debordante di partiture tastieristiche fascinose e di interludi vocali in crescendo che seducono istantaneamente facendo chinare il capo anche all'utente più pretenzioso. 'Pink Opaque', antologia di dieci tracce venne pubblicata nel 1986, incluse anche una stupenda versione remix delle celeberrima 'Wax and wane', proponendo un'accurata selezione di inestimabile valore della produzione fino allora giunta. 'Victorialand' del 1986 si rivela saldamente contestualizzato all'universo acustic-ambient, edificandosi in congetture no drumming, vocals smeraldini, fiati di velluto ed incantati arpeggi affidati alla chitarra di Robin.
'Love's esay tears', altro EP datato 1986 riafferma già dalla stessa sleeve l'importanza e la validità del supporto immagine affidato alla storica 23 Envelope artefice di incommensurabili prodigi fotografici di tutta la sezione 4AD. Le quattro tracce che compongono la title track riassumono in pratica i toni caratteristici della formazione cristallizzandosi in un perfetto equilibrio stilistico incentrato su schemi già vissuti in passato. La parabola discendente incominciò con l'insipido new ager 'The moon and the melodies' del 1986 realizzato in collaborazione con Harold Budd, grande compositore americano, con cui il trio Fraser/Guthrie/Raymonde creò un tappeto sonico di oscillante levatura qualitativa, con songs mediocri ed impallidite sotto i raggi glaciali di una luna muta che, fatte le debite eccezioni per tracce interessanti quali 'Sea, swallow me' e 'She will destroy you', non procede oltre una discreta stesura di atmosfere rarefatte che non offrono molto se non l'ineffabile soddisfazione di possedere un disco che esula solo di poche lunghezze dall'impronta standardizzata del trio.
1987, una compilation splendidamente concepita intitolata 'Lonely is an eyesore' conterrà tra le altre madreperlacee creazioni una struggente 'Crushed', epigono di deviante, innocente fascino incastonato perfettamente all'interno di un'opera protesa verso orizzonti di illimitata grazia. Un anno dopo, nel 1988 si ripropongono co il più convincente 'Blue bell knoll', giudicato da molti come il più accattivante ma proprio per questo anche controverso, per via di un disegno innovativamente più orientato su vocalizzi pseudo etnici meno affascinanti che un tempo e da interrogative ritmiche pop-jazzy. 'Iceblink luck', ennesimo ep del 1990 che passò semi ino sservato nonostante l'omonimo brano eloquentemente passionale ed orecchiabile. 'Heaven or las Vegas' privilegia liriche cantate in inglese decretando la fine di un percorso vocale composto da liturgie astratte, il suono diviene ancor più pop oriented sovrastato da quadrature lineari aperte verso una minor turbolenza, e conducendo il gruppo verso una scontata veste trendy che contribuì a far precipitare la band in un baratro colmo di regal banalità patinata e modaiola, assolutamente distante dalla carica espressiva che li aveva contraddistinti in passato.
'Iceblink luck', 'Fotzepolitic', 'Cherry coloured funk', sono songs che avrebbero potuto funzionare in ogni FM's chart,ma non ressero affatto al giudizio critico che sconsacrò i CT despodestandoli dal trono dorato su cui regnavano il dream pop. Nessuno dei due successivi albums, 'Four calendar cafè' del 1993 licenziato dalla label Fontana e non più dalla 4AD, per quanto propinasse un'eccellente 'Evangeline' distanziato poi da 'Milk and kisses' del 1995, riuscì comunque a riaffermare l'onnipotenza e la maestosa impronta iniziale che aveva fatto dei Cocteaux un teorema quasi ultraterreno in grado di tradurre in arte le emozioni, i drammi, le dolcissime nevrastenie esistenziali, la tormentata poesia, come loro la musa ispiratrice Jean Cocteau cercò di immortalare in dimensioni altrettanto surreali attraverso le pellicole di un tempo ormai troppo distante dalla nostra odierna concezione vitale.
'Lullabies to Violane', box set antologia del 2006 realizzata su quattro CD limited edition in 15000 copie, raccoglie all'appello alcune b sides non citate negli LPs e tracce dal trascorso incontrovertibilmente illustre, presentandosi su differenti versioni, una edita nel 2005 contenente singoli ed extended plays dal 1982 al 1996, una seconda del 2006 che include singles ed extended plays dal 1982 al 1990, ed una terza sempre del 2006 che raccoglie singles ed extended plays dal 1993 al 1996.

Non sono ben chiare le prossime intenzioni della band riguardo all a continuità del percorso produttivo, i preziosi ologrammi sonori dimostrati in passato, comunque, lasciano presagire un futuro di ricongiunzione artistica, nuovi ed inesplorati scenari di tagliente dolcezza e baci inumiditi di disarmante passione. Il Paradiso, si sa, può attendere.

» Discografia Essenziale

ALBUMS:
'Garlands' 1982
'Head over hells' 1983
'Treasure' 1984
'Victorialand' 1986
'The moon and the melodies' 1986
'Blue bell knoll' 1988
'Heaven or Las Vegas' 1990
'Four-Calendar cafè' 1993
'Milk and kisses' 1996

EP + SINGLES:
'Lullabies' 1982
'Peppermint pig' 1983
'Sunburst and snowblind' 1983
'Pearly-dewdrops'drop' 1984
'Aikea-Guinea' 1985
'Tiny Dynamine' 1985
'Echoes in a shallow bay' 1985
'Love's easy tears' 1986
'Carolyn's fingers' 1988
'Iceblink Luck' 1990
'Heaven or Las Vegas' 1990
'Evangeline' 1993
'Snow' 1993
'Bluebeard' 1994
'Twilights' 1995
'Otherness' 1995
'Tishbite' 1996
'Violane' 1996

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