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CHRISTIAN DEATH

» Gotico (?) americano
L'Europa non è stata la sola patria del suono 'oscuro'. L'espressione della decadenza in musica non parla soltanto i dialetti dei sobborghi di Manchester e di Londra. A dire il vero, se si scavasse nella tradizione (per usare una frase che piace molto ai miei amici estimatori del neo-folk) ci si renderebbe conto quasi subito che, prima dell'agonia punk, la scintilla che ebbe a segnare la biforcazione del linguaggio pop - in due sentieri, a mio parere: quello della tecnica e della composizione pura alla ricerca della suggestione positiva/diegetica, e quello dell'interiorizzazione del 'brutto' metropolitano e del suono mimetico - scaturì da un prodotto artistico innovativo e malato proveniente dal nuovo continente. Sto parlando di quel 'The Velvet Underground & Nico' che assestò un colpo molesto e corrosivo al panorama uditivo del dopoguerra popolare. Di questo lavoro ad un tempo semplice e complesso, grezzo e raffinatissimo, cercherò di discorrere in maniera più esauriente in futuro. Ho preferito citarlo perché credo molto importante, per il neofita che si avvicina al vastissimo genere di cui ci riteniamo estimatori, distinguere le varie cosiddette 'scuole', che vanno ben al di là di certo tipo di impostazione sonora, vocale e quant'altro, ma si differenziano territorialmente spesso in maniera estremamente rilevante.
Questo a causa della caratteristica, propria di questo metodo di approccio alla musica, di riflettere specularmente - spesso distorcendo o caricaturizzando - l'ambiente in cui si sviluppa. I quartieri suburbani inglesi erano popolati da una certa classe proletaria-conservatrice, che viveva con occhio disilluso e spesso rassegnato la situazione di stallo suggerita dalla cornice storica. La sofferenza delle masse disagiate e mal rappresentate era interiore e contegnosa. La città americana, invece, aveva più spinte architettoniche, era sviluppata in altezza, tendente al mito del capitale. Il popolo newyorkese, al tempo dell'uscita dell'album con la banana warholiana, era una massa informe e multicolore. Per eredità ideologica, ogni governo mirava a tenere comunque alto il morale del cittadino a stelle e strisce. La guerra fredda era al suo apice, l'America era l'incarnazione del suo sogno perché così si era detto dovesse essere. Non doveva esserci infelicità in America, nel continente di Las Vegas. Il volto espressionista del male e della corruzione statunitense venne svelato, in primis, dai deliri di Lou Reed & Co. Dapprima passato in sordina, per diversi anni, poi improvvisamente scoperto da quelli che, in seguito, porteranno sul capo lunghe creste verdi e giubbini ricolmi di svastiche nichiliste. Di quello che ne seguì in Inghilterra ho già parlato. Ora è la volta di spiegare come si rapporta l'America con tali multiformi eredità, e di come nasce la creatura dal nome Christian Death.
» Christian Death
Un nome che, di per sé, è già una beffarda e nera caricatura: si tratta infatti della storpiatura del nome dello stilista Christian Dior. Il personaggio al quale venne in mente di tirare su un gruppo, dopo aver passato diversi anni ad ascoltare Reed, Bowie, Iggy Pop e il punk si chiamava Roger Alan Painter, ed era un ragazzo californiano, nato a Pomona il 6 novembre 1963. Nel mondo della musica fu conosciuto però con un nome che aveva letto un pomeriggio su una lapide, durante una passeggiata nel cimitero: Rozz Willams. Personaggio ad un tempo introverso e frenetico, il giovane Rozz, che aveva ricevuto un'educazione fortemente religiosa da parte di due genitori protestanti battisti, fonda verso la fine degli anni 70 una serie di gruppi dai nomi curiosi ed invettivi (Crawlers to No, Upsetters, Asexuals, Daucus Karota), dove canta, suona la chitarra e spesso anche l'organo. Ma fu dopo aver conosciuto un personaggio abbastanza estremo del calibro di Ron Athey (tra i due ci sarà una relazione sentimentale) che, con i Premature Ejaculation, comincerà a farsi conoscere dal pubblico californiano a causa di una serie di performance al limite dell'horror (crocifissioni sul palco, flagellazioni, esibizione di frattaglie animali e amenità del genere).
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Gli inizi della carriera
I Christian Death all'epoca erano già nati, ma la carriera ufficiale della band cominciò con l'ingresso nel gruppo di uno strumentista che si era fatto un certo nome suonando nel gruppo punk Adolescents: Rikk Agnew, chiamato a sostituire il precedente chitarrista Jay. Con George Belanger alla batteria e James McGearty al basso, il combo si esibisce in numerosi locali. Le composizioni di Rozz erano un misto di disperazione punk e horror-rock alla Play Dead. Inizialmente sotto contratto con la Enigma Records, per la quale incisero un EP ma pubblicarono solo un brano, 'Dogs' in una compilation dal nome 'Hell comes to your house', nella quale suonava anche il gruppo di Eva O. Quando quest'ultima conobbe Rozz, i due divennero amanti, e andarono a vivere in una casa assieme a Ron (un bel triangolo amoroso!). L'EP venne pubblicato qualche anno dopo sotto etichetta Normal, col titolo 'Deathwish' e uno degli artwork più profondi e pungenti della storia della musica (nessun colore è mai riuscito ad essere più spaventoso di quel giallo/arancio).
Dopo l'incontro, fondamentale, con i capoccia di un'etichetta discografica che sembrava più seria e disposta a rischiare, la Frontier, il gruppo incise un disco che sarà destinato a rimanere punto di riferimento per la scena del nuovo continente, Only Theatre of Pain (1982). Un lavoro che inventa un nuovo genere, e dà piena autonomia ad un certo modo di intendere il punk e tutto un tipo di espressionismo musicale. Rozz canta con vari registri vocali, ma sulle tubature di basso e sui riff di chitarra di Agnew - strumentista raffinato, a tratti rigoroso interprete del punk, spesso sorpreso a lavorare su fraseggi di terza maggiore come i Joy Division, altre volte ancora fautore di ombre metal minimali - il suo è quasi sempre un recital sofferto, patetico e malatissimo. Espliciti i riferimenti alla droga e alla religione, con incedere apocalittico da predicatore televisivo 'Talk about sugar with the six fingered beast/conversation of the holes in your hand', così come frequentissime le citazioni teatrali, la poetica Christian Death è un particolare nell'universale, un'esplosione di sofferenza che non è più, come in Europa, pura rassegnazione, ma bensì grido soffocato, disperato ed incredulo, come di chi muore sotto il sole della California - come di chi vive in America e non è felice. Si dice che Rozz abbia inciso le tracce vocali di Only Theatre of Pain durante due giorni di reclusione in sala registrazione al buio, con qualche candela, qualche birra e della droga.
Prima dei Christian Death c'era stato l'horror-rock dei Cramps, contemporaneamente a loro c'erano i Play Dead, ma quello era uno spettacolo già più di facciata: la differenza che passa tra il combo di Rozz e questi gruppi è, in sostanza e in proporzione, simile a ciò che divide il vuoto dei Joy Division dal dark'n'roll fantasioso dei Bauhaus. Le cose però non erano tanto semplici, per un gruppo abituato a lanciarsi contro i tabù, nel continente delle associazioni dei genitori e dei succitati predicatori del piccolo schermo. Only Theatre of Pain era troppo blasfemo, bisognava combatterlo, e si arrivò a bruciarne alcune copie in diretta TV. Tutto normale, siamo nel regno degli pseudo-puritani da avanspettacolo. Rozz rimase immediatamente solo.
» L'incontro con Valor
C'era in California una congrega di strani tipi, a metà tra horrorofili e freak, che vivevano in un pulmino e si chiamavano Pompeii 99, un nome ispirato allo storico concerto dei Pink Floyd. Il loro leader era Valor Kand, un personaggio controverso ed atipico, sicuramente abbastanza originale. Avevano al loro attivo un disco inciso per la Nostradamus, 'Look at yourself'. Rozz conobbe Valor nel corso di un concerto, e i due decisero di fondere le due realtà. Rozz avrebbe voluto cambiare il monicker della band, ma al gusto kitsch di Valor 'Christian Death' si abbinava perfettamente. Con una vocalist-pianista d'eccezione come Gitane De Mone, il gruppo, nella sua formazione storicamente più matura ed equilibrata, produsse 'Catastrophe Ballet' (1984). Con gli arrangiamenti visionari e surreali di Valor, che aveva fatto suo lo stile di Rikk Agnew miscelandolo con la psichedelia, le liriche di Rozz che nel frattempo si erano fatte più melodiche e psicodrammatiche, ed i testi celebrativi di certo universo dadaista - il disco è dedicato ad Andrè Bretòn - Catastrophe Ballet fu qualcosa di spaventosamente originale. A parte gli echi vampireschi europei che si possono cogliere in 'Sleepwalk' e 'As Evening Falls', i brani sono il massimo della vitalità espressiva di un artista visionario con un debole per la psicanalisi e il 'metodo mitico' alla Eliot 'we were made to fill our shoes with clay/to sleep on river beds/I awoke, Electra descending/mounts the bridal gown of Jocasta' che realizza un'elegante e glaciale poesia decadente. Melodie oblique su tappeti di tamburi e arpeggi distorti - in America, quando si parla di dark rock, il chorus britannico viene caricato di crunch overdrive - organo da chiesa e momenti di puro concretismo (The Fleeting Somnambulist, cinque minuti di rumori e voci alludenti all'Olocausto 'they can be made transparent'), Catastrophe Ballet, inciso per l'Invitation au Suicide, è la porta d'ingresso del successivo lavoro, Ashes (1985), con una realizzazione però più sofferta e discontinua, causa i problemi di droga del gruppo. Ashes sembra un EP, ci sono solo sette brani, ma in ognuno c'è una piccola storia barocca. C'è il pianoforte voodoobilly della title-track, uno dei pezzi più oscuri mai ascoltati nella storia della musica, con un ritornello che si chiude in se stesso quando invece sembra debba aprirsi; la teatralità soffocata e cantilenante di 'The Luxury of Tears', addirittura una marcetta da circo cantata in tedesco, 'Lament - Over the shadows'. Ed un'anticipazione di quello che sarà il lavoro solista di Rozz d'ora in poi, la visionaria e sanguinante 'Of the wound'.
» Dall'87 al 90: la decadenza
L'armonia all'interno del gruppo si era consumata in brevissimo tempo. Rozz se ne andò, credendo di portare con sé il nome Christian Death, e lavorò per un periodo con i riformati Daucus Karota, i Premature Ejaculation ed un progetto gothic rock più commerciale, Shadow Project.
Valor, con gli ex membri dei Pompeii 99, incise Atrocities (1987). Il disco, esattamente a metà tra espressionismo coloristico barocco (il suono delle chitarre del disco ha il colore viola) con pianoforte ed orchestra di sottofondo e trash-punk amelodico ed atonale, segna, insieme a 'Insanus, Ultio, Proditio, Misericordiaque'(1990) il momento della decadenza, dello strappo nel passaggio tra i Christian Death equilibrati ed il predominio kitsch di Valor. In questi due lavori, pubblicati entrambi per l'italiana Contempo (il primo ripubblicato all'estero, il secondo disponibile solo in edizione limitata o nelle orribili ristampe della Candlelight, spesso è passato inosservato fuori dal Belpaese) il bello e il brutto sono parte di uno stesso amalgama. Più acustico ed esistenzialista Atrocities, con la famosa cover di 'Gloomy Sunday', dove Valor non è ancora del tutto scaduto nell'immaginario gotico pecoreccio e halloweeniano del nuovo continente, proprio a causa della sua permanenza in Europa; ci sono picchi di bravura come la contemplativa e teatrale Strange Fortune, o le esplosioni cattedralesche di Silent Thunder e Chimere de-ci-de-la, ma anche preoccupanti avvisaglie della completa mancanza di creatività che lo contraddistinguerà in seguito ('Strapping me down'). 'Insanus, Ultio, Proditio, Misericordiaque', come da manuale per un disco di transizione, pone gli accenti su varie componenti: l'elettronica-industriale di 'Malus Amor', la dark-ambient della suite 'Mors Voluntaria-Vita Voluntaria', la canzone dark alla Bowie berlinese ('Somnum', 'Venenum'). Il punto cardine di questo disco è la produzione, dove Valor riesce a mostrare gli ultimi brillanti slanci della sua creatività. I riverberi completamente chiusi, le rifrazioni sui bassi e le risonanze di fondo rendono gli otto brani di 'Insanus
' metallici, stridenti e duri, la batteria di David Glass è kraut-rock, anche un semplice warmpad viene trasformato mediante sovraincisioni in un incubo risonante e cavernoso. Altre particolarità: Il brano introduttivo, 'Sevan us Rex' è una lunga messa nera dedicata al figlioletto di Valor (che ha cantato anche in un altro brano dei CD, 'I Hate You', ed ora pare abbia un gruppo tutto suo
) 'Infans Vexatio' è il remake di un brano di Rozz, 'Lullabye', con la voce di Williams filtrata sulle medie frequenze. Forse anche quella che canta nel meraviglioso controcanto punk dissonante di 'Venenum' (brano in tonalità maggiore, solare ed oscuro, ultimo sprazzo di intelligenza di Kand) è la voce di Rozz, ma se lo è, nessuno lo dice.Qualcosa di buono c'è ancora in 'All the love, all the hate' (1989) pubblicato per la Jungle: tutto ciò che viene dopo è un'altra storia, che comunque non si avvicina minimamente a quanto scritto nelle pagine degli originali Christian Death.
» 'Christian Death Featuring Rozz Williams'
Valor continuava a suonare la sua musica, affogando sempre di più nell'immaginario dettatogli dal mix di eroina e droghe psicoattive. Rozz gli rimproverava di non aver tenuto fede all'impegno di abbandonare il nome Christian Death. Su ciò che accadde allora esistono diverse scuole di pensiero. La versione più accreditata sembra essere quella che vede Valor promettere a Rozz di non utilizzare più il monicker, e in gran segreto e in tutta fretta svolgere le pratiche di registrazione del marchio. Il disco che uscì subito dopo la diatriba, 'The wind kissed pictures' (1988) doveva essere a nome 'Sin and Sacrifice'. Invece sulla copertina dell'LP che ritraeva il corpo di Ophelia galleggiante, al posto del nome del gruppo apparve la seguente frase: 'For Sin and Sacrifice must we die a Christian Death'. Sì, avete letto bene, Valor aveva inserito il logo 'Trade Mark', oramai la ragione legale era sua. Da allora tutti i dischi uscirono con il marchietto TM sulla scritta Christian Death, ogni anno sempre più sanguinolenta e vicina ad un immaginario black metal. All'interno del disco la dedica 'To the memory of Rozz Williams' (evidente provocazione, visto che Rozz al tempo era vivo e vegeto).
Rozz aveva bisogno di soldi. Era in contatto con la Cleopatra, e fresco di un allucinante e disperatissimo lavoro di spoken word, 'Every King a Bastard Son' (1992) tentò il tutto per tutto: incise gli ultimi due veri dischi a nome 'Christian Death Featuring Rozz Williams', due gemme di barocchismo, 'The Path of Sorrows' (1993) e 'The Rage of Angels' (1994), quest'ultimo con Rikk Agnew, Eva O, Paris degli Shadow Project e due musicisti dei Cradle of Thorns. 'The Path of Sorrows' è abissale, medievaleggiante, acustico ed estremamente depresso (da segnalare all'interno la cover di Venus in Furs dei Velvet Underground).
Una depressione alla Rozz, che assomiglia tanto ad un 'canto del cigno' disperato, su tappeti di chitarre elettroacustiche e le solite solistiche ultrariverberate che sono oramai un marchio indissolubile. In un paio di brani (la romanza 'A Widow's Dream' e il mantra funereo e autoflagellante 'Mother') c'è anche un meraviglioso pianoforte. L'altro è un disco di puro death rock rococò, con i testi più intimisti della carriera del profeta californiano ('Bad Year', 'Procession', e una cover di David Bowie, 'Panic in Detroit'). Entrambi risentono dell'estremizzazione dello sperimentalismo vocale di Rozz, che oramai incide anche quindici tracce vocali in contemporanea, con riverberi, reverse ed effettistica varia. Nel primo aprile del 1998, all'età di trentaquattro anni, si suicida. Anna-Varney, il transessuale leader dei Sopor Aeternus and the Ensemble of Shadows, che aveva conosciuto Rozz in un pub berlinese, il Negativ (locale frequentato da gente non proprio allegra
) gli dedica un intero album. La dedica è 'to 1334', uno dei numerosi nomignoli che Rozz si affibbiava (indica l'anno dell'esplosione della grande epidemia di peste in Europa).
» La pagliacciata continua
Dopo lavori grezzissimi come 'Sexy death god' (1994) dove forse un po' si salva la cavalcata gotica di 'Eternal Love', 'Sex & Drugs & Jesus Christ' (1995), concept confusi come 'The Scriptures' dove la noia prende quasi subito il sopravvento, 'Prophecies' (1996), 'Pornographic messiah' (1998) e altre amenità più vicine al hard rock e al thrash infarcito di industriale, con una formazione diversa che vede al basso Maitri, nuova compagna di Valor Kand e puntuale pin-up porno-fetish di artwork sempre più tamarri, il baraccone Christian Death appartiene oramai al mondo del satanismo americano black metal. Addirittura degli ultimi tempi è il sodalizio con Dani Filth dei Cradle of Filth. Non è quindi per snobismo o estrema fedeltà a Rozz (che molti dimostrano, ignorando l'apporto costruttivo di Valor negli anni in cui questi era 'savio') che tralascio di parlarne, ma questa storia non ci riguarda davvero più..
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Discografia
Only Theatre Of Pain (Francia) L'Invitation Au Suicide / Suicide Différé N° 1 LP 1981
Only Theatre Of Pain (GB) Future / Cherry Red Recs. LP 1981
Only Theatre Of Pain (Germania) Normal Records LP 1982
Only Theatre Of Pain (US) Frontier Records LP 1982
Only Theatre Of Pain (US ristampa, b / w cover) Frontier Records LP 1982
Only Theatre Of Pain / Deathwish Frontier Records CD
Deathwish (Francia, promo) L'Invitation Au Suicide /Suicide Différé N° 4 MLP 1983
Deathwish (Francia + booklet) L'Invitation Au Suicide / Suicide Différé N° 4 MLP 1983
Deathwish (Germania, copertina gialla) Normal Records 84 MLP 1984
Deathwish (Italia) Contempo Records MLP 1984
Deathwish (Italia, vinile bianco, ltd. 1.000) Contempo Records MLP 1988
Catastrophe Ballet Live (ltd. 500, vinile multicolore) Invitation Au Suicide N° 0 LP 1984
Catastrophe Ballet Live (ltd. 500, vinile nero) Invitation Au Suicide N° 0 LP 1989
Catastrophe Ballet (Francia) L'Invitation Au Suicide / Suicide Différé N° 5 LP 1985
Catastrophe Ballet (US) LSR Records LP 1989
Catastrophe Ballet (Italia) Contempo Records LP 1986
Catastrophe Ballet (Italia) Contempo Records pic LP 1991
Catastrophe Ballet Normal Records CD 1984 (la scritta Christian Death ora ha il lettering di Valor...)
Ashes ('MPO Echantillon' promo) L'Invitation Au Suicide / Suicide Différé N° 7 2 x 12' 29 gennaio 1985
Ashes (Francia) L'Invitation Au Suicide / Suicide Différé N° 7 2 x 12' 29 gennaio 1985
Ashes (Germania, prima stampa) Normal Records LP 1985
Ashes (Germania, ristampa) Normal Records LP 1985
Ashes Normal Records CD 1985
Ashes (US) LSR Records LP 1989 (Valor cambia il viso del personaggio in copertina sostituendolo con quello di Rozz)
The Wind Kissed Pictures (Italia) Supporti Fonografici 12' 1985
The Wind Kissed Pictures (Past & Present) Normal Records CD 1986
The Wind Kissed Pictures (ristampato con il titolo Past, Present and Forever e l'artwork - ovviamente - diverso, contiene i brani originali del disco con in più due versioni di 'Lacrima Christi': una delle quali cantata da Valor in italiano
.) Supporti Fonografici CD 1986
The Decomposition Of Violets (vinile bianco, ltd. ???) Contempo Records LP 1990
The Decomposition Of Violets (live) Contempo Records CD 1985
Atrocities (Germania, promo) Normal Records 18 LP 1986
Atrocities (Germania) Normal Records 18 LP 1986
Atrocities Normal Records CD 1986
An Official Anthology
(GB, prima stanca An Official Anthology
(GB, vinile rosa) Jungle Records LP 1986
An Official Anthology
(GB, copertina viola) Jungle Records LP 1986
(copertina bianca e gialla) Jungle Records LP 1986
The Scriptures + 7' (Germania) Normal Records LP 1987
Jesus Christ Proudly Presents (ltd. 6.000) Normal Records 6 x 7' 1987
Sex And Drugs And Jesus Christ (Germania) Normal Records LP 1988
Sex And Drugs And Jesus Christ (vinile rosso) Jungle Records LP 1988
Sex And Drugs And Jesus Christ Jungle Records pic LP 1988
Sex & Drugs & Jesus Christ Jungle Records CD 1995
Church Of No Return Normal Records 7' 1988
Church Of No Return (Germania) Normal Records 12' 1988
What's The Verdict (Germania) Normal Records 12' 1989
25 Jan 90, Café Europa, Bielefeld (Germania) Bootleg pic LP 1990
Insanus, Ultio, Proditio, Misericordiaque Contempo Records LP 1990
Tales Of Innocence, A Continued Anthology Cleopatra Records CD ?
Iron Mask (limitato a 1.500 copie, contiene una sola lunga traccia, 'Skeleton Kiss', ma è l'embrione della rinascita dei Christian Death di Rozz) Cleopatra Records pic LP 1992
The Iron Mask Cleopatra Records CD 1992
The Iron Mask ( ltd. 1.500) Cleopatra Records CD 1992
Iconologia Triple X Records CD 1993
Invocations (1981 - 1989) Cleopatra Records CD 1993
Mandylion Apollyon Records CD 1993
Sleepless Nights (Live 1990) Cleopatra Records CD 1993
The Path Of Sorrows Cleopatra Records CD 1993
Sexy Death God Bullet Proof Records CD 1994
The Doll's Theatre (Live 31 ottobre 1981, ltd. / numerato) Cleopatra Records CD 1994
The Rage Of Angels Cleopatra
Amen (promo) Century Media 2 x CD 1995
Amen Century Media DCD 1995
Records CD 1994
Death In Detroit Cleopatra Records CD 1995
Spiritual Cramp 7' (split con Sex Gang Children) Cleopatra Records 7' 1992*
Prophecies Jungle Records CD 1996
Pornographic Messiah Jungle Records CD 1998
The Bible Jungle Records CD 2000..
Luigi Porto |