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-|-|-» AND ALSO THE TREES

» La genesi degli alberi.

1979.
Quattro fronde oscure si agitano nel vento tra le foreste soniche underground di un villaggio inglese nello Worcestershire, Malvern Hills. Questi nomi risplenderanno in seguito di una nuova, tenebrosa luce: i fratelli Simon Huw (vocals) e Justin Jones (guitar), Steven Burrows, (bass) e Nick Havas, (drums).
La band riflette da subito la matrice post punk conglobandone l'essenza ideologica mediante ispirazioni tratte dai Public Image Limited, Gang of Four e gli stessi Joy Division. La loro iniziale impronta, marcatamente controcorrente e ben impiantata nell'emisfero goth, si stempererà nel corso degli anni soppiantata da un ben più esclusivo sound che li contraddistinguerà da moltissimi altri flussi espressivi.
Basso, drumming conciso ed essenziale, liriche darkeggianti e tesissime, rappresentano le peculiarità di quell'AATT's style che la memoria ci consente di ricordare ed apprezzare per la connaturata profondità e carisma assoluto. Come spesso accade anche a bands di rilevante elevatura stilistica, il percorso carrieristico degli AATT ha subìto nel corso del tempo fasi altalenanti, contese tra significativi traguardi e presunte cadute di stile, comunque tutt'altro che disonorevoli.
Questa band è un satellite a sè stante, un insieme di emozioni perfezionate durante un lungo sentiero denso di ispirazioni bucolico-rurali ed oscure alchimie after punk, un quartetto che suggerisce, a nostro avviso, una meritata considerazione .

» Foglie, rami e suono.

Un Evento fondamentale che segnò le sorti del gruppo fu la collaborazione con i Cure nel 1981. Infatti gli AATT seguirono la band di Robert Smith come supporter durante un tour in Inghilterra. Laurence Tolhurst, batterista e tastierista dei Cure fu il più recettivo riguardo le potenzialità espresse dallo schieramento in esame, tanto che nel 1983 produsse il loro primo singolo su 7" titolato "Shantell"/"Wallpaper Dying".
Nel 1984 esce il full lenght di otto tracce "And also the trees", per la Reflex Records, disco curato nella produzione dallo stesso Tolhurst e diretto ingegneristicamente da David Motion. La discendenza tipicamente post punk, per quanto inflazionata all'epoca, trovò nella personale coordinazione degli "Alberi" una rinnovata energia stilistica, tanto che a prova della validita' della band, John Peel li invitò nell'Aprile 1984 ad una delle sue celebri sessioni radiofoniche.
Nel medesimo anno tornarono in tournè con i Cure e ciò costituì un supplementare e significativo sigillo alla lor o ascesa professionale estendendo e sviluppando i rapporti e le conoscenze con nuove persone influenti nel circuito discografico, nonchè ad un utile perfezionamento delle capacità compositive della band.
Sempre 1984, esce il 7" "The secret sea", seguito più tardi dalla versione omonima su 12"con cinque tracce e prodotto in collaborazione con Barry Sage.
Nel 1986 una realizzazione su cd intitolata "A retrospective 1983-1986" eleva successivamente gli AATT grazie al'innovativa pulizia del suono ottico e 14 brani tratti dal loro triennio artistico.
Con il 12""A room lives in Lucy" si denota l'introduzione di un nuovo elemento che caratterizzerà i successivi lavori, ovvero il mandolino. Il suono si fa più tenebroso, freddo, le propulsioni Joy Division si muovono sempre più nitide e taglienti. Acclamato all'unisono il secondo lp del 1986 "Virus Meadow" (Reflex Records), rimane uno dei capisaldi dell'intera formula creativa, nonostante alcuni l'abbiano giudicato troppo "sinfonico"e tedioso. La produzione è curata dagli stessi AATT in collaborazione con Mel Jefferson e Richard Waghorn, che diressero anche la sapiente regia ingegneristica. L'album accoglie finalmente i plausi delle critiche rappresentando una dimostrazione di gran competenza e preparazione in ognuna delle otto tracce. Inoltre quest'ultimo lavoro, oltre che ad un alto contenuto di struggenti arie pagane, spicca per un drumming di chiara appartenenza gothic che attechirà magnificamente nell'indice di gradimento preteso dai fans. Questo titolo sarà pubblicato in cd version sempre nel medesimo anno.
Ancora una compilation, questa volta appellata romanticamente con il correlativo in francese "Et aussi les arbres". Nove brani tra cui la sempreverde "Shantell", "Twilights Pool", "Scarlet Arch" ed in più una versione inedita di "Maps in her wrists and Arms", diversa da quella contenuta in "Virus Meadow" ed inclusa nell'lp compilation del 1985 per la Sweetbox "Abstract Magazine Issue 5".

1987, esce il 12" "Shaletown" ,un tre tracce registrat o negli studi The Abattoir poi pubblicato anche come 7" e seguìto da lì a breve dal 12" "The critical Distance". Anno prolifico il 1987, infatti si assiste all'uscita di "The evening of the 24th", un live registrato al Dolce Vita Lausanne nell'Ottobre del 1986, un'ottima esibizione che ritrae il singer in grado di affascinare e di donare corpo perfetto alle evoluzioni canore con eleganza, phatos e solida preparazione.
1988, ecco il 12""The house of the Heart"a cui fa ruota l'immancabile versione 7", poco più tardi e nello stesso anno è la volta dell'lp e del cd "The Millpond years", dove risiedono sempre più distinte le arie malinconiche che distinguono ulteriormente la band da molte altre, nessuna finzione, nessun compromesso. L'evocazione drammatica che gli AATT riescono ad offrire è autentica arte, chitarre armoniche e melodie sensuali fanno di questo disco un prodotto di effetto. Il titolo fu pubblicato sempre nell'88 in una seconda versione cd "album".
Ancora un lp nel 1989, "Farewel to the sha de", in due versioni: vinile (by Reflex Records e by Normal), ed una cd "album".
Prosegue il percorso carrieristico degli Alberi alla volta di soluzioni oscure e non affatto commerciali, profondamente ispirati da letteratura e poesia. Le tracce sono permeate da una cold wave di matrice neoclassica, la drammaticità è l'elemento trainante, le arie sono spesso inquietanti, tese, malinconiche ("Machbeth's head"), eccellente anche "Lady d'Arbanville", song di Cat Stevens, superbamente riedizionata e riproposta poi anche su 12".
"Pear tree", una delle tracce preferite dalla band che troveremo anch'essa su dodici pollici contenente la versione denominata "Sweet" remixata da Mark Saunders e Robert Smith, più una bella versione live di "Lady d'Arbanville" registrata a Colonia nell'inverno del 1989.
Una raccolta di singoli 7"e 12", extended versions e live viene pubblicata nel 1990, si tratta di "Boxed set" che al suo interno contiene un pieghevole con i commenti della band relativi ad ogni traccia. La label Normal pubblica la versione cd "album" di "Farewell to a Shade" e nel 1991 la Reflex U.K. accorpata alla New Rose Records licenzia il cd "The evening of the 24th", seguìto dal formato musicassetta.

Giungiamo al 1992, troviamo il cd "And also the Trees", riedizione del loro primo studio work che non deluderà nemmeno le aspettative di un nuovo e più giovane pubblico che fruirà del suono digitale per meglio acquisire il sound degli Alberi: le vibrazioni disperate propagate da songs superbe come "So this is silence" provocano dolorose lacerazioni all'anima, le atmosfere sono decadenti, maledettamente oscure ammaliano ancora, benchè abbiano sulle spalle ben otto anni.
Tre formati anche per il live "Green is the Sea", lp, cd e musicassetta. Siamo sempre nel 1992 e la band sembra prediligere l'etichetta Normal per le pubblicazioni. L'opera è registrata al Live House di Cornwall e fu mixata nel Gennaio'92 negli studi The Chapel nel Lincolnshire. "Virus Meadow" uscirà in seconda stampa su cd mentre nel 19 93 viene proposta una collezione di singoli inclusi nel periodo 1983-1992 con 13 songs nella versione lp e ben 18 nel formato cd dig.
E' l'ora di "Klaxon", pubblicato sia in versiione compact che lp. E', a dire il vero, un lavoro molto controverso che sembra segnare una battuta d'arresto nella vena compositiva degli AATT. Concepito come una svolta nel concept espressivo del gruppo questo disco divide fortemente la critica: da un lato lo si giudica orchestralmente evoluto, romantico, con quelle chitarre alla Morricone ed arie da film noir mescolate ad effluvi di livide albe blues con tanto di tromba ed organo Hammond. Dall'altro viene giudicato come la partenza di un processo terminale della band.
1994, solo 1000 copie vengono stampate per il cd limited edition "Le Bataclan"un altro live album registrato durante un video tour.
1996, la label Mezentian licenzia "Angelfish", registrato nell'estate del 1995 al New Polzeath and the Diary, undici songs che perlustra paesaggi geografici americani utilizz ando smesse chitarre anni '50, ricreando la percezione tutta inglese del concetto figurato "americano".
La struttura è curatissima, irresistibilmente poetica, le raffinate malinconie vocali si articolano tenebrosamente a ritmiche jazz/blues, stupefacendo i sensi. La neo label omonima And also the Trees diffonde nel 1988 il maxi cd "Nailed" con sette tracce di cui tre registrate tra il 7 e 10 Maggio '98 al Bad di Hannover e al Kantine do Koln. Il compact include inoltre l'Electric Kool Aid remix di "Highway 4287".
"Silver Soul" viene pubblicato nel 1998, un altro viaggio estatico attraverso nuove concezioni dell' AATT's sound: i bongos percossi da Nick Havas ("Blue Runner"), la tromba di William Waghorn e l'organo, aggiungono elementi di ulteriore arricchimento nel già consolidato stile della band.

Novembre 2003, esce il cd "Further from the Truth" mixato da Mattew Devenish. Nonostante gli sforzi per dare corpo ed anima a questo lavoro, la formazione inciampa nello sterile virtuosismo di una rapprese ntazione musicale che probabilmente non appartiene alla loro genetica. L'impianto chitarristico è comunque sempre sostenuto, le liriche sono poetiche e descrittive ma l'impatto non convince coloro che hanno seguito l'evoluzione degli Alberi fino a quel momento. Non mancano tuttavia episodi degni di menzione come "The man who ran Away" con l'innesto di un ottimo sintetizzatore programmato da Justin Jones, "Reply"e "The Willow".
Altro cd compilation, ecco "1980-2005", con 18 songs tratte dallo storico archivio.
2006: un bellissimo dvd "Live in Geneva", registrato durante una live session nel Dicembre 2003, si incastona perfettamente nell'intera macchina produttiva del gruppo con ben 17 tracce video ritratte magistralmente; nello stesso anno il vocalist Simon Huw Jones collaborò con Bernard Trontin degli Young Gods ad un progetto chiamato November, come il mese del 2007 che da la luce a "(listen for) The Rag and Bone Man", decimo album in studio: tredici tracce ancestrali tessute con cetra, contrabbass o, pianoforte.

Il contatto con il pubblico rappresenta per la band un elemento di fondamentale importanza, i concerti sono sempre un'esperienza coinvolgente sia per le irrequiete Fronde che per gli spettatori, phatos, melodrammi struggenti sono vissuti in presa diretta attraverso le liriche, le note, le immagini.

Gli AATT rimangono un progetto storico che ha ancora molto da esprimere ed altrettanto da trasmettere, sentimento e poesia.
Non è escluso che qualche futura generazione su questa Terra trarrà ispirazione da qualche allora semidimenticato brano del repertorio And also the Trees, chiedendosi, senza risposta, quale geniale mente abbia mai potuto concepire parole, concetti e melodrammi sonici così intensi.

L'incanto degli Alberi continua, si diffonde, inebria.

http://andalsothetrees.co.uk

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