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-|-|-» [ RECENSIONI / Review ]

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- PUNISH YOURSELF/ SEXPLOSIVE LOCOMOTIVE -

I Punish Yourself appartengono al filone che non ama etichette e in cui estetica e suoni predominano in egual misura.
Sono tuttavia rintracciabili in/consci riferimenti a realtà quali Ministry, KMFDM e Alien Sex Fiend. I terreni su cui ci si muove sono quelli cari alla classica triade sesso, droga e rock and roll come già si evince chiaramente da alcune titletrack (Gimme cocaine e Gay boys in bondage). A livello meramente estetico la band è sicuramente di forte impatto: illuminati da luci nere e completamente ricoperti di colori fluorescenti i Punish Yorself spiazzano visivamente lo spettatore un po' come oltre vent'anni or sono i loro argentati conterranei Rockets ;-) Musicalmente il progetto è difficilmente descrivibile: il combo francese manipola crudamente elettronica, energia punk e rumore in una sorta di vis primordiale e grezza via via irritante e/o piacevole.
Questa sorta di humus sicuramente si sprigiona al meglio dal vivo (com'è anche intuibile dalla traccia MPEG acclusa al lavoro) lasciandoci nel dubbio fra l' aver capito tutto o il non aver capito nulla...
-|-|-» Geni o impostori: artisti o cazzari... in ogni caso una band che fa parlare di se' e che fa dell' anticonformismo il suo vessillo anche a costo di divenirne schiava...

 

- A/V / TANZ DER NACHT -

Abbondantemente sopra la media i FAQ con "The world is cold enough" e i Namnambulu con "Memories": questi due pezzi da soli tengono su l' intera compilation con picchi di grande pregio. In particolare il pezzo dei FAQ si è rivelato estremamente efficace e apprezzabile con il suo mood malinconico e wave e un riff che non stanca neppure dopo numerosi ascolti. All' altezza anche i citati Namnambulu con un brano che sa farsi voler bene sin dal primo ascolto: decisamente ottimi!Il resto non è propriamente allo stesso livello: da citare sopra la media comunque le prove di Blutzukker (peccato per la voce filtrata che dopo un po' annoia...), Diary of Dreams (anche se sembra un po' che rifacciano lo stesso pezzo da qualche annetto...) e Cell Division (buon vecchio gothic alla Breath Of Life). Palma del peggiore a Der Eremit: ma che c'entra con tutto il resto?
-|-|-» Nel complesso una discreta compilation che forse avrebbe reso meglio con qualche esclusione in più...

 

- SUPREME COURT/ YELL IT OUT -

Garanzia di professionalità e serietà sono le sensazioni suscitate dai primi ascolti di questo "Yell it out".
Un lavoro onesto e robusto che mette in campo un' elettronica di stampo prettamente teutonico secondo la collaudata formula che prevede sonorità austere e melodie crepuscolari attraversate da linee vocali fredde e vagamente distorte.
I contenuti dei testi odorano di un certo nihilismo ma sono un po' limitati dalla semplicità dei concetto dovuta ad un inglese piuttosto scolastico. Quanto ai brani le prove più convincenti sono la classica electro "Corroded brains",l' aggessiva "Mass Media Murder" che vede anche la collaborazione del DJ Rexx Arkana e il potenziale hit "Never again" che non deluderà i fan di band più note quali Solitary Experiments o Accessory.
Unico ma non insignificante limite l' incapacità di svettare sulla massa: "Yell it out" non ha pecche particolari ma non ha ancora quell' impronta che rende un sound inconfondibile; questo naturalmente senza nulla togliere alle peculiarità positive già presenti allo stato attuale.
-|-|-» Band promettente ma che deve sviluppare maggiormente una propria direttrice musicale per distinguersi nella massa delle band electro/EBM

 

- KUTNA HORA / OBSESSION FAITH PERSEVERANCE -

Nome ambizioso per questa band argentina che evoca uno dei luoghi più mistici ed evocativi di tutta Europa nel cuore della Repubblica Ceca. E sin dal primo brano si capisce che non sarà solo il nome della band a fregiarsi di questa effigie ma altresì l' intero album e le sue linee sonore. Interessante il contrasto tra l' acusticità degli strumenti e la presenza di synth o voce filtrata nello stile degli In My Rosary,tanto per mettere un termine di paragone. Gli elementi folk vengono mischiati ad altri più wave e pop confezionando un CD sicuramente suggestivo e originale. Forse in alcuni punti l' album non è sufficientemente fluido ma questo non significa che decada nella noia o nella banalità: occorre tuttavia lavorare sulla voce poiché soprattutto nei brani dove è maggiormente in primo piano deve dimostrarsi più graffiante e saper impressionare più poderosamente l' ascoltatore. "Obsession faith perseverance" non è comunque un album da primi e distratti ascolti :il prodotto va ben elaborato prima di essere giudicato sbrigativamente e ad un' attenta analisi si rivela molto meno scontato di tanto materiale più noto e sponsorizzato.Da segnalare in particolare "Stay","Our Lady of Sedlec","If I could ride my horses","Holy" e "O.F.P.". Interessanti, curati e tuttaltro che banali i testi.
-|-|-» Progetto interessante con validi arrangiamenti e concept finalmente non abusati: il prossimo album, con un' adeguata post-produzione,p otrebbe valorizzare la band come merita.

 

- PSYCLON NINE / INRI -

Lavoro piuttosto deludente sulla falsariga di band note e stranote quali Suicide Commando e Hocico.
Si salvano alcuni lampi di synth suggestivi ma il grosso limite della band permane ed è rappresentato delle linee vocali giˆ troppo sentite, risentite e abusate. Il tutto purtroppo è quindi orientato consequenzialmente all' insegna della carenza d'inventiva e della (mancata) rielaborazione di un concept originale o quantomeno adeguatamente personalizzato.
Inri e' un intro solenne e promettente ma il cantato è pittosto scontato e sottotono. Gli altri brani scorrono senza impressionare:una spruzzata di VAC quà e là ma mancano follia e originalità. Con la terza traccia la parte vocale si orienta più sugli Hocico e sugli Amduscia ma senza la necessaria dose di cattiveria. Da porre in evidenza giusto qualche brano che risulta quantomeno accattivante: in particolare Harlot, Faith:Disease e Behind A Serrated Grin.
-|-|-» L'album non raggiunge la sufficienza

 

- BIRTHDAY MASSACRE / VIOLET -

Birthday Massacre si presentano con grande personalità e convinzione nei propri mezzi: un gradevole senso di easy listening (nel senso buono della definizione, è la imaginary Goth-MTV per intenderci) attraversa alcune tracce di questo lavoro rendendolo fresco e pimpante e lontano da alcuni dei consueti clichè della scena. Si sente che la band non è europea in quanto i riferimenti sonori identificabili sono tutti canadesi o americani: è comunque evidente che tali riferimenti sono stati ben amalgamati in una miscela ricca di personalità e stile all' insegna dell' originalità. Particolarmente graffianti 'Lovers End' e 'Happy Birthday' alle quali vedrei ben associato un video misto real/manga con immagini nevrotiche e sensuali su luci nere, viola e rosa. In 'HorrorShow' la voce libera da artifizi sintetici si muove bene su sonorità electro/goth-metal: brano godibile e convincente! Da citare anche l' alchimia accattivante di 'Video Kid' e l' amarezza contagiosa di 'Holiday'. Una release nel complesso assai ben curata che desta l' impressione di trovarsi al cospetto una band di esperienza molto maggiore rispetto a quella effettiva.
-|-|-» Lavoro altamente consigliato!

 

- CHIRLEISON / A WHISPER -

La Fossil Dungeon presenta, con un digipack di tutto rispetto: elegante nel suo style soft ed allo stesso tempo accativante per le sue immagini cimiteriali, un progetto tutto italiano dal nome Chirleison.
Atmosfere morbide, mondi avvicinabili grazie a melodie di facile trasporto che rievocano antiche epoche o lande immaginarie ma sopratutto, un grazie a nome personale per la scelta della lingua italiana per uno dei brani che, darà un bel calcio sulle gengive a tutti quelli che denigrano la nostra lingua nazionale commentandola a malo modo (gente da business nh!?). Chitarra acustica di sicuro effetto per Daniele Serra, accompagna flauto e voce raso-malinconica di Alessia Cala, e si armonizza con Mara Lasi alla drum machine e sintetizzatore.. non da tralasciare, la produzione curata da Barry Galvin (Mephisto Walz). La fluibilità dei musicisti rende limitante simbolismi con correnti piu conosciute quali neofolk o medieval, il CD tutto ci riporta agli albori dei tempi, soffice ed intenso, musica per menti libere, adulte ed attente, sicuramente l'Italia ci stupisce nuovamente.
-|-|-» Da sperimentate, assolutamente.

 

- ELUSIVE / THE GREAT SILENCE -

Meglio un po' di sana tradizione senza fronzoli che tanta elettronica avveniristica che ammicca solo alla massa e al denaro.
Direttamente dalla Scandinavia (terra da tenere musicalmente molto d'occhio), gli Elusive tornano con un nuovo cd 'The Great SIlence' che bissa l'inno al vecchio gothic rock che trovò la sua massima espressione nei Fields of The Nephilim e nei Mission (che non a caso gli Elusive accompagneranno in tour quest'inverno). Nessuna eclatante novità, nell'ascoltare questo cd e questo gruppo in genere. Rispetto al precedente 'Destination Zero' si apprezzano la maggior cura degli arrangiamenti, ed una potenza più incisiva della sezione ritmica. Ma si chiude anche (per ora) il cerchio che ci fa subito individuare l'ispirazione a cui questi norvegesi attingono, e la stessa linea compositiva che caratterizzava anche il precedente lavoro. Calibrata alternanza di pezzi vivaci e di ballate, temi di ampio respiro che richiamano spazi sconfinati ed eterni, esperienza di vita interiore, e una melodia sempre curatissima: ascoltare cd come questo è sempre come “sentirsi a casa”, a nutrire le nostre parti più sensibili e solitarie. 'TGS' è anche, rispetto a 'DZ', un lavoro più di concetto, con una sua precisa storia, imperniata sull’idea di un viaggio solitario (probabilmente più dell’anima che del corpo). Inevitabile innamorarsi di 'Lost in the Rain', resa straordinariamente potente anche grazie alla voce pastosa e melodica del cantante Jan K. Barkved. La titletrack è un richiamo fin troppo palese (ma apprezzatissimo) ai padri Mission, mentre 'She's a River' e 'Coming Home' sono quasi auto-citazioni dal precedente disco, poco originali ma comunque efficaci. Pezzi invece come 'Passage' e 'Outskirts' virano verso quel tipico gothic gloom che ha fatto la gloria di questo genere musicale.
-|-|-» Non si grida al miracolo, ma non si può non apprezzare la passione con cui gli Elusive compongono e suonano. Decisamente un peccato che il loro tour a fianco dei Mission non includerà le date italiane. Gruppi così dal vivo possono riservare grandi sorprese.

 

- VIGILANTE / THE HEROES' CODE -

Schema sonoro solido e senza fronzoli che evoca i Front Line Assembly della svolta rock: stilettate di elettronica crepuscolare si alternano così a chitarre graffianti e virili in un patchwork ben assemblato e decisamente all' altezza del compito.
Sono diversi i gruppi che sul finire degli anni novanta hanno intrapreso questo tipo di ricerca musicale ma i Vigilante hanno seguito un percorso completamente diverso: la band nasce infatti nel 2004 in Cile ed è quindi fatalmente meno legata alle tipiche influenze germaniche del "genere". Tra i brani più convincenti il remix in stile feindflug di "the Other Side":potenziale hit da discoteca dal primo ascolto,"Still Alive" col suo incedere irresistibile,"One Good Reason" tra raffiche contrapposte di chitarre e synth,un' inattesa "Answers" à la Project Pitchfork d' annata e la nihilista "Before" in cui le sonorità si fanno più sofferte e lacerate. Completa il lavoro la sezione multimediale che include il video di "One Good Reason".
-|-|-» Esordio incoraggiante per una band che promette molto bene!

 

- CHRISALLYS / REBORN -

'Reborn' è il primo album della band argentina Twilight Records); abbiamo sottomano dodici tracce che richiamano espressamente gothic rock e metal con diverse influenze che vi divertirete a scoprire all'ascolto.
Il CD, che non è registrato perfettamente, si apre con 'Dark Embrace' dalle pesanti chitarre stile Rammstein, per poi volgere subito a melodie piu avvolgenti e romantiche con 'The Ghost in you' (perfetta per charts e sicuramente perfetto stile che ritroveremo anche in seguito per la melodiosa voce di Billy), la terza proposta è invece 'Born in Bondage'.. curiosa scelta di stile profondamente 'aggressive'; con 'Night has Fallen' torniamo su circuito gotich rock ed idem per 'Through your dreams', 'Everything is Gone' e le altre a venire.. quale piu quale meno. Da sottolineare la partecipazione di Claudia Rolando (Lamia) come vocalist molto discreta nelle sue apparizioni e quella di Juan Andreas Celasco (Lamia) come co-produttore e assistente alla programmazione; ed è forse per questo che negli ultimi tre brani ('Shadow Haunting', la struggente 'Forsaken' dove assaporiamo una Claudia un'po piu presente e 'Process Completed') possiamo distinguere una forte prevalenza d'influenze synth pop, ebm.
-|-|-» Avrei gradito meno chitarre.. eppure alcune intuizioni come le citate 'The Ghost in You', 'Night has Fallen', 'Everything is Gone', hanno tutte le carte per un sicuro successo, di mercato.

 

- MISSION / LIGHTING THE CANDLES (DVD) -

La raccolta video che ancora mancava nella discografia dei padri del gothic rock.. “Lighting the candles” ha qualcosa di magico e allo stesso tempo di nostalgico, nonostante il materiale live, a parte dei gustosissimi bootlegs di gioventù, non vada più indietro del 2004. Ha indubbiamente del commovente vedere, infatti, vedere Wayne Hussey riaffrontare tutto il suo pesante/importante passato cercando di ricreare emozioni affini a quelle di 20 anni fa avendone 50. Ed è incredibile scoprire come la maturità abbia arricchito quelle vecchie hits. Se poi volete calarvi subito nei tempi che furono, correte subito ai “Clasic Video Clip”! Il live principale (Colonia, aprile 2004) è per la maggior parte pacato, inizia con i titoli di testa come un film, ed ha un setting sobrio, fatto di giochi di luce ed immagini curate, quasi organizzato per essere ripreso. Mancano la rabbia e il sudore del rock and roll (lo potrete apprezzare nei bootlegs). E questo dimostra come forse non si vogliano rivendere per buoni gli antichi bagliori di gioventù: questo è soprattutto il DVD dei Mission oggi, una raccolta di memorie rivisitate per celebrarsi, ma poi andare oltre. E noi non possiamo che goderne ed aspettare fiduciosi. Per vecchi estimatori, ma anche per scoprire, un po’ in ritardo, chi sono i Mission. Oltre al live di Colonia del 2004, una golosa raccolta di video hits, sprazzi di vita on tour, interviste, i bootleg inediti dalla personale raccolta di Hussey, foto, dietro le quinte, una carrellata di live della carriera solista di Wayne, e un esclusivo cd live registrato durante il “Breathen Tour” del 2004. Proposte anche due nuove canzoni (che lasciano sperare in un nuovo album): “Breath me in” e “Lighting the candles”.

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