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-|-|-» [ INTERVISTE ]

KANNONAU

KANNONAU

Ringraziamo i Kannonau per aver accettato la nostra intervista. Dside da anni sostiene attivamente il panorama Neo Folk e siamo lieti di avervi oggi tra noi. La vostra musica richiama nel contempo antichi rituali magici e tangibili riferimenti sonici di appartenenza mediterranea. Qual'è esattamente il concept che riesce ad accomunare ambedue le correnti ispirative?

-|-|-» K: Grazie a voi per il sostegno che continuate a darci nonostante il nome dei Kannonau non sia sotto i riflettori già da qualche tempo.
I Kannonau dei tempi di Initium erano un' unione alchemica di tre figure, tutte egualmente affascinate da passioni comuni, che ognuno di noi lasciava confluire liberamente e senza alcun controllo all'interno della nostra musica. L'amore per le nostre origini e l'interesse per un certo misticismo furono gli argomenti che ci ispirarono nella composizione delle nostre musiche, e che sicuramente continueremo ad utilizzare, seppur in una concezione più ermetica e teatrale.

Stilisticamente siete riconducibili ad un neo-folk allineato ad arie di impronta Death In June, Nurse With Wound, Current 93 ed altri capisaldi del genere. Il suono dei Kannonau, ed è vero, risulta però scorporato da ogni eccesso rumoristico tipico di molte bands alle quali vi ispirate. Avete voluto rinunciare deliberatamente ad una certa alchemica sperimentazione oppure ritenete che il vostro sound, per quanto austero e geometrico, sia da ritenersi anche esperenziale?

-|-|-» K: Le primissime registrazioni dei Kannonau erano fortemente istintive, molto corporee e selvagge, ma poco attinenti al concept che volevamo trasmettere, dunque negli anni il nostro suono si è progressivamente smussato ed evoluto in una direzione certamente più comunicativa e riflessiva rispetto al passato. Se volessimo fare un ideale parallelismo, potremmo dire che inizialmente eravamo il braccio, e successivamente siamo divenuti la mente! Inizialmente l'essere paragonati a formazioni fondamentali come Death in June e Current 93 era un onore per una giovane band come la nostra, ma nel momento in cui il nostro suono si è arricchito di una tragicità decadente che ne caratterizza buona parte delle nostre composizioni, ritengo che i nostri riferimenti stilistici ormai siano altri, seppur i nomi da te citati restino chiaramente un punto di riferimento per tutti noi.

Quanta fortuna vi hanno portato le 100 copie del primo ed omonimo cd-r del 2006?

-|-|-» K: Quel CDr si rivelò un vero e proprio trampolino di lancio per noi, in quanto la band a quei tempi era poco più che sconosciuta, iniziavano a circolare alcuni voci incontrollate sulla provenienza di uno dei membri dai The Well of Sadness, ma tutto era avvolto nel mistero, così non appena furono disponibili, le 100 copie stampate andarono immediatamente sold-out, alimentando ancor più la curiosità sul progetto. Nonostante ci fossero molte cose che non andavano in quella release, rimango convinto che sia stato un passo fondamentale per il seguito della nostra carriera.

Daniele, il tuo solo-project The Well Of Sadness è attualmente ancora attivo oppure è esso definitivamente accantonato? Da cosa differisce sostanzialmente dalla piattaforma Kannonau?

-|-|-» K: Con i The Well of Sadness sono al lavoro all’ultimo disco “Maybe i Disappear” , sarà il disco più intimo e triste della mia carriera. Sostanzialmente non ci sono grandi differenze a livello musicale tra i due progetti, in quanto in entrambe i casi sono l'unico compositore di tutte le musiche. Con Kannonau mi sono avvalso diverse volte di aiuti esterni al gruppo, special modo per le parti di chitarra, ma anche in occasione della registrazione, ai tempi del CDr, della D'annunziana Tragedia d'amore e di morte, per la quale ci pregiammo del contributo vocale dell'amico Vinz dei Ballo delle Castagne. A livello lirico ci sono diverse differenze tra i due progetti, in quanto nel mio progetto solista prediligo trattare temi molto personali, mentre per quel che concerne i Kannonau, di buona parte delle lyrics se ne occuparono i miei compagni d'avventure.

Cosa rappresenta effettivamente la "marzialità" delle vostre opere? Un innato rigore insito nel vostro carattere oppure uno specifico ed intenzionale dettaglio inserito per rendere le songs maggiormente incisive?

-|-|-» K: La marzialità a cui fai riferimento fa sicuramente parte del nostro modo di essere e di concepire la musica, forse il termine più appropriato sarebbe austero, in quanto il termine marziale è stato fin troppo abusato in passato per generi musicali ben lontani dal nostro. In ogni caso ci tengo a precisare che le nostre composizioni nascono spontanee e senza nessuna premeditazione, ne tantomeno prefissandoci alcun risultato, dunque sarebbe stato assai difficoltoso aggiungere in un secondo momento un'atmosfera, che in principio mancava, non credi?

Originariamente eravate composti da tre elementi; ora siete in due. Chi ha lasciato e, se è possibile saperlo, perchè?

-|-|-» K: Purtroppo alle volte gli eventi della vita portano a prendere decisioni che solo in un secondo momento si possono valutare obbiettivamente. Purtroppo, per il carattere strettamente personale della vicenda, non mi sento di aggiungere dettagli che comunque non penso interessino a nessuno dei nostri ascoltatori.

L'uscita di scena di questo membro della band apporterà al futuro progetto nuove strategie oppure sarà soprattutto motivo di difficoltà tecniche?

-|-|-» K: Tecnicamente poco o nulla è cambiato, mentre dal punto di vista strettamente personale, l'allontanamento di uno dei membri della band è stato senza dubbio un forte scossone.

"Initium" ha rappresentato il vero exploit dei Kannonau nella scena alternativa, riscuotendo un apprezzabile scia di consensi da parte della critica specializzata. Auto-analizzando freddamente il vostro album quali difetti, semmai ce ne fossero, riuscireste tuttavia ad evidenziare?

-|-|-» K: Purtroppo l'album venne pubblicato nel momento in cui i problemi interni alla band erano al loro apice assoluto, e la condizione interna si ripercosse automaticamente sulla promozione del disco che, a parte il notevole sforzo profuso dall'etichetta, non venne parimenti supportato dal gruppo, senza nessuna data dal vivo o altre attività promozionali. Nonostante la nostra assoluta incuria, l'album ebbe un discreto successo sia da parte del pubblico che da parte dei numerosi addetti ai lavori. Come ogni artista che si gira in dietro per giudicare il proprio operato, potrei evidenziare una grandissima quantità di accortezze, piccoli difetti o migliorie che sarebbe stato opportuno fare, ma che per problemi di tempo o forse anche per pigrizia, non vennero mai fatti. Se dovessi comunque evidenziarne uno su tutti, direi che forse abbiamo curato poco le vocals, che difatti si sono rivelate il maggiore argomento di discussione della critica musicale.

Ritenete la vostra label capitolina Misty Circles un veicolo idoneo a diffondere in modo mirato il vostro stile? Lavorate con essa in soddisfacente autonomia oppure esistono elementi di varia natura che ridimensionano anche in minima parte le vostre potenzialità?

-|-|-» K: Ritengo la Misty Circle ed i ragazzi che ne fanno parte, una delle labels più professionali in Italia, non posso far altro che ringraziarli per tutto quello che hanno fatto per noi e non penso che abbiamo mai avuto grossi problemi di limitazione del nostro stile con loro. Purtroppo la post-produzione del disco non ci ha soddisfatti pienamente, ma anche in questo caso, un intrecciato concatenarsi di guai ci ha portato a non poter dedicare l'attenzione necessaria in un momento così importante.

Le vostre liriche sono cantate in italiano ed in larga parte anche in lingua inglese. E' una scelta di adattamento dei testi ad una specifica musicalità o è solo una soluzione "istintiva"?

-|-|-» K: La scelta della lingua da utilizzare per i nostri testi varia in relazione a diverse varianti, ma in particolar modo a seconda delle atmosfere presenti nei brani, così è più facile trovare il cantato in Italiano nelle parti più teatrali, mentre per le ballate sarà più convenzionale l'uso di lyrics in Inglese. In futuro penso che ridimensioneremo ulteriormente l'utilizzo di testi in Inglese fino al progressivo abbandono, in quanto abbiamo intenzione di focalizzare la nostra attenzione su composizioni molto evocative, per le quali l'uso dell'Inglese si rivelerebbe inappropriato o quantomeno riduttivo.

So che state realizzando un nuovo ep. Il minimo che posso chiedervi è di parlarcene..

-|-|-» K: Come appena accennato, siamo al lavoro sui nuovi brani che andranno a comporre un ep di futura realizzazione. Le canzoni fino adesso composte sono decisamente più oscure ed intimiste rispetto ad Initium, tetre orchestrazioni minimali per un viaggio occulto e raggelante. Sicuramente si tratta del materiale più cupo che i Kannonau abbiano mai registrato. Presto saremo in grado di fornire più informazioni al riguardo.

Tornando a discorrere di illustri riferimenti del passato, quali gli stessi Death In June, Einsturzende Neubaten..., si può serenamente affermare che con essi incominciò un'epoca musicale stilisticamente ben definita, qualcosa che ha siglato pienamente una sorta si "start" nel mondo musicale sotterraneo. Secondo voi, i nuovi artisti nati, cresciuti ed influenzati da questo stile, riescono effettivamente ad evolverlo verso nuove forme oppure è molto più semplice per essi adattarsi semplicemente a linee prefigurate o schemi sonori ricalcanti le trascorse e comprovate reminescenze?

-|-|-» K: Sicuramente non sono la persona giusta per parlare della nuova scena che si va creando, in quanto il mio cantante preferito è morto circa cinquant'anni fa, dunque ti lascio immaginare quanto posso essere aggiornato sulle new sensations. Il periodo da te citato fu molto particolare, in quanto le formazioni che andavano nascendo in quegli anni erano figlie della decadente scena punk, ormai ridotta alla parodia di se stessa e priva di un qualsiasi interesse musicale, così venne delineandosi il cosiddetto post-punk e la prima musica Industriale di formazioni gloriose come Throbbing Gristle, SPK, Psychic TV e Einsturzende Neubauten.Tutte queste celebri formazioni si trovavano in un momento storico ben definito – ma soprattutto nella condizione di dover crearsi autonomamente il proprio stile dal nulla – non avendo nulla da cui attingere. Non vorrei dilungarmi troppo in una risposta che, chiunque conosca la storia del genere, troverà di poco interesse, ma ritornando alla tua domanda, posso dire tranquillamente di preferire la scena degli albori, sia per la genuinità delle intenzioni, che della musica stessa, mentre al giorno d’oggi ognuno di noi ha la possibilità con niente e senza alcuna nozione musicale, di crearsi una band, un pagina myspace ed il gioco è fatto. Troppa gente non ha nulla da dire o ancor peggio si limita a ricalcare orme lasciate da altri, consapevoli di non aver apportato nulla di nuovo o di personale. Se la scena odierna è questa, non me ne vogliate se rimango fedele al mio compianto Beniamino Gigli.

Più globalmente, reputate la scena alternativa ormai definitivamente satura di idee oppure intravedete la possibilità che in futuro possa nascere una innovativa quanto mitica espressione musicale?...cos'altro insomma si potrebbe inventare?

-|-|-» K: Nonostante le polemiche appena espresse, non sono particolarmente pessimista per la nostra scena, sono certo che del buono ne verrà fuori molto presto,ci sono comunque ottime bands in giro che hanno ancora molto da dire. Non so ben dire cosa ci sia ancora da inventare, ma penso che anche senza inventare nulla di nuovo, e semplicemente sviluppando quel che si conosce, ci sia ancora molto da lavorare.

Quale grado di coinvolgimento riuscite a comunicare sul fronte live? Avete la percezione che il pubblico assimili concretamente l'essenza del vostro suono oppure esso risulta parzialmente ostico?

-|-|-» K: Sfortunatamente i Kannonau ad oggi non hanno mai calcato un palcoscenico, dunque mi viene particolarmente difficoltoso rispondere, ma posso dirti che i motivi che fino ad ora ci hanno tenuto lontani dal portare la nostra musica on stage, sono proprio riconducibili alla particolare atmosfera che sprigionano alcuni dei nostri brani, che forse si presterebbero meglio ad una rappresentazione teatrale che ad un semplice esibizione in qualche birreria.

Cosa pensate delle ormai incalzanti e sempre più numerose net-labels? Sembrerebbe che il futuro della musica passi attraverso esse. Può darsi che tra non molti anni non riusciremo più a guardare la distribuzione musicale con gli stessi occhi. Bene o male?

-|-|-» K: Sinceramente aborro una simile idea e farò di tutto per non vedere mai i Kannonau distribuiti su qualche anonima net label. Non c’è nulla di più avvilente per un artista, che girare sul web e poter scaricare gratis la propria musica da siti improponibili, nei quali non c’è alcuna notizia del gruppo e addirittura, come mi è capitato qualche tempo fa, di trovare i titoli delle proprie composizioni modificati o ancor peggio scritti male. Siamo di fronte alla semi-legalizzazione della pirateria, ma ancor prima dell’aspetto meramente legale legato agli artisti, ci troviamo di fronte alla degradazione di una nobile forma d’arte, zippata e compressa in una cartella da 60 MB. Come sarà possibile apprezzare la qualità del suono se la musica circola esclusivamente su mp3? E cosa ne sarà dei testi delle canzoni se non esisterà più un vero e proprio booklet? Ad ogni modo riconosco che il futuro della musica andrà in questa direzione, e mi auguro che il diffondersi di mp3 non sostituirà completamente il vecchio caro supporto digitale, ma che semplicemente si limiti ad affiancarlo e aiutarlo nella sua diffusione.

Trovo il video di "Third Level" molto evocativo. Chi l'ha realizzato? Qual'è esattamente il senso delle scene girate in black & white che si susseguono? Da quale pellicola sono estratte le immagini più "datate"?

-|-|-» K: Il video di “Third Level” è stato concepito, girato e montato da noi stessi. Il brano parla della purificazione attraverso i quattro elementi naturali. Abbiamo cercato di renderlo molto didascalico affinché potesse esprimere nel modo più diretto e chiaro il concept della song, così abbiamo effettuato una ricerca tra le nostre visioni cinematografiche ed abbiamo selezionato alcune scene tra “Cabiria” di Fosco e il “Settimo Sigillo” di Igmar Bergman, ad esse abbiamo alternato alcune scene girate in un fortino difensivo abbandonato, molto suggestivo, sorto sul versante aspromontano dello Stretto di Messina in un periodo compreso tra il 1884 e il 1892. L'area, infatti, era considerata uno degli elementi nodali della difesa nazionale oltre che punto nevralgico della navigazione commerciale nel Mediterraneo.

Quale altra forma d'arte, oltre che musicale, potrebbe interpretare il vostro disegno espressivo?

-|-|-» K: I Kannonau hanno sempre supportato diverse forme d’arte in quanto alcuni dei nostri membri coltivano interessi che vanno dalla pittura, all’architettura, la fotografia, il design, la musica lirica ed il teatro, la scultura e non ultima l’enologia. Qualche tempo fa iniziammo a lavorare alla realizzazione di un libro di ricette tradizionali, per il quale stiamo ancora lavorando, che abbiamo intenzione di pubblicare in un lussuoso cofanetto con tanto di vino e formaggi.

Giungendo ai saluti vi invitiamo ad una riflessione dedicata ai lettori di Dside. Avete carte-blanche.. Ringraziandovi per la disponibilità vi auguriamo un prospero futuro. Alla prossima, Kannonau!

-|-|-» K: Innanzitutto cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno apprezzato i nostri dischi e che hanno creduto in noi, tutti coloro che ci hanno supportato e soprattutto tutte le persone che fino ad oggi ci sono state vicine nella realizzazione dei nostri albums, tutti i musicisti coinvolti e tutta la gente che continua a seguirci. Stiamo lavorando al nuovo materiale che speriamo di pubblicare molto presto e di riuscire a portarlo su un palcoscenico quanto prima. Grazie per lo spazio concesso e per il supporto, molto apprezzati!

Maxymox '10

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