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-|-|-» [ INTERVISTE ]

VIDI AQUAM

VIDI AQUAM

Fabio, Daniele ed il front man Nikita: ecco i Vidi Aquam. Benvenuti su Dside, ragazzi. Che rapporto avete con le zine in genere?

-|-|-» Fabio: per i generi musicali che ascolto e suono, anche al di fuori dei Vidi Aquam, tutti piuttosto di nicchia, il rapporto con le fanzines/webzines è molto stretto, per non dire indispensabile, a più livelli. Se poi aggiungi la mia collaborazione per Rosa Selvaggia (fondata dall'amico Nikita) iniziata nell'ormai lontano 2001, puoi chiamarmi tranquillamente "collega".
-|-|-» Nikita: Per una band come la nostra le 'zines sono abbastanza importanti infatti è anche grazie al loro supporto che il pubblico ha potuto conoscerci. Ho sempre creduto che il contributo delle zines alla divulgazione della scena oscura sia fondamentale ed è per questo che nel 1997 ho fondato la mia fanzine, Rosa Selvaggia. La fanzine è uscita in 31 numeri cartacei dei quali alcuni con cd allegato. Dal 2006, a causa della chiusura della maggior parte dei negozi che la distribuivano, ho dovuto trasferire tutti i suoi contenuti all'interno del sito web www.rosaselvaggia.com, già attivo dal 2000 ma solo come piccolo contenitore. Ora quindi Rosa Selvaggia è una vera e propria webzine in continuo e costante aggiornamento anche grazie all'aiuto di numerosi collaboratori (tra cui Fabio) che credono nel progetto e danno il loro contributo con passione. In passato anche Daniele aveva collaborato saltuariamente.

"Vidi aquam egrediéntem de templo...", come mai la scelta del vostro nome è ricaduta sul canto con l'aspersione pasquale di acqua benedetta?

-|-|-» Nikita: Il nome non deriva da questo canto poiché quando fu scelto non sapevamo nulla della sua esistenza. La nostra scelta ha un’origine più pagana. Nel 1995 il Comune di Milano organizzò la rassegna "Milano Estate" all'interno della quale furono allestiti diversi spettacoli. Uno di questi "Vidi Aquam: Id est Benacum" consisteva in giochi d'acqua accompagnati da musiche create da Ennio Morricone. In seguito questa colonna sonora fu raccolta in un cd.

Nikita, tu sei il nucleo organizzativo della band. Noto che avete cambiato line-up per ben quattro volte partendo dalle origini del 1994...errori di percorso?

-|-|-» Nikita: Non c’è stato nessun errore di percorso ma solo una continua evoluzione del progetto.
Quasi tutti i cambiamenti sono avvenuti in modo naturale dal momento che alcuni collaboratori hanno preferito intraprendere altri percorsi musicali oppure hanno accantonato la musica per mancanza di tempo. L'unico superstite della line up originale sono io ma ciò non vuol dire che agisca come se fossi il capo. Tutti i brani incisi sono stati fatti in buona sintonia.
Considero l'attuale line up la migliore. Daniele suona con me dal 1998 e Fabio dal 2001, con loro si è instaurato un ottimo rapporto e l'alchimia musicale che ci lega è unica.

Come si predispone tecnicamente l'attuale line-up? Riuscite sempre a lavorare in perfetta sintonia?

-|-|-» Nikita: La nostra line up è molto semplice. Io canto, suono il synth e ho realizzato gran parte delle basi. In un vecchio brano, che a volte viene riproposto dal vivo, suono il timpano.
Fabio suona il basso e ha programmato delle parti di batteria elettronica. Daniele, oltre ad essere il nostro chitarrista, a volte canta un paio di vecchi brani riproposti durante i concerti. Anche lui si è dedicato alla programmazione di alcune parti di batteria elettronica. Quando ci esibiamo dal vivo la maggior parte dei brani assume sonorità più grezze dal momento che non suono il synth. Le divergenze ci sono in qualsiasi gruppo. Noi le abbiamo superate confrontandoci e scambiandoci consigli costruttivi. Penso che questo modo di affrontare i problemi sia quello che rende professionale un gruppo.

Il vostro percorso artistico ha subìto viraggi dapprima ritual-esoterici con l'omonimo demotape del 1995, in seguito dark ambient sulla scia della Cold Meat Industry a mezzo del secondo demotape del 1996 "9.96" e con il mini cd "Queen of Spades" del 2000. Maturazione o semplice desiderio di cambiare genere?

-|-|-» Nikita: I nostri lavori non sono mai stati costruiti a tavolino ma le atmosfere che li caratterizzano, e non li rendono omogenei, sono dettate sia dall'alchimia che nasce sia dal confronto tra le idee che proponiamo sia dalle influenze musicali che hanno caratterizzato alcuni periodi della nostra vita. I nostri lavori sono in continua evoluzione perché crediamo che solo in questo modo e solo attraverso la sperimentazione si possa raggiungere un buon livello musicale e non cadere nell'errore di molte band che per mancanza di idee o per paura di deludere il proprio pubblico non fanno altro che incidere lo stesso disco da anni cambiandone solo il titolo.

Quale collocazione musicale hanno oggi i Vidi Aquam?

-|-|-» Nikita: Oggi la nostra musica può essere collocata tra il post-punk e la dark wave con influenze rituali. La caratteristica principale che ci distingue è quella di passare da sonorità potenti e incisive ad altre più ricercate attraverso un senso di teatralità che fa del nostro sound qualcosa di personale e unico.

Tornando ancora alle origini: avete sfiorato eccellenze compositive attigue alla storica label 4AD. Quali bands appartenenti all'etichetta londinese hanno particolarmente influenzato il vostro stile?

-|-|-» Fabio: Sicuramente Xmal Deutschland, Cocteau Twins e il primo album dei Dead Can Dance, sia per il mio modo di suonare il basso molto semplice e geometrico, sia per il suono stesso, sempre condito da flanger o chorus.
-|-|-» Nikita: Xmal Deutschland con " Fetisch e Bauhaus con "In The Flat Field" su tutti. Poi ovviamente i Dead Can Dance.

Quanto e come è stata utile la vostra partecipazione a ben sette compilations?

-|-|-» Nikita: Partecipare a diverse compilations ci ha dato più visibilità ma non è stato essenziale. Comunque credo, che grazie a questa esperienza, sia stata positivo e costruttivo confrontarsi con gli altri gruppi inclusi nei samplers. Negli ultimi anni le compilations hanno perso il loro scopo. Ora per le bands, poco conosciute, è più veloce crearsi un seguito tramite internet (myspace, youtube e lastfm) anche se in questo modo non c'è più selezione e si perde di vista la qualità. Io penso che una compilation possa essere considerata un “gioiello” solo nel momento in cui chi la compila riesca, dopo un’attenta e accurata ricerca, a selezionare le bands solo per la loro bravura e originalità e non per altri motivi.

Amate suonare dal vivo. Basta dare un'occhiata al vostro trascorso calendario per rendersi conto che non potete fare a meno del pubblico! Quali sensazioni provate sul palco? Percepite sempre un buon feeling tra la gente oppure vi capitano anche serate "no"?

-|-|-» Fabio: Le sensazioni sul palco cambiano soprattutto a seconda del pubblico, ed in secondo luogo dipendono da altri fattori, tecnici ed emotivi. Ovviamente possono capitare anche delle serate "no", penso che questo succeda a chiunque, ma devo ammettere che con i Vidi Aquam sono stati prevalenti i concerti complessivamente positivi, con un pubblico attento e sinceramente coinvolto.
-|-|-» Nikita: Non posso che essere soddisfatto dai nostri live, il pubblico che ci segue è raffinato e percepisce tutte le emozioni che gli trasmettiamo. Suonare dal vivo è la nostra linfa vitale e non ne possiamo proprio fare a meno. Se fosse per noi suoneremmo di più ma purtroppo, a causa della crisi, molti clubs hanno ridotto le serate live prediligendo quelle danzerecce e così si fa molta fatica a trovare date per suonare.

Il 28 Marzo suonerete allo Shelter Club di Colturano (MI). Come mai i vostri concerti restano circoscritti al Nord Italia ed in Svizzera?

-|-|-» Nikita: Purtroppo siamo riusciti a suonare a Roma solo una volta, nel 2001. Poi abbiamo ricevuto un paio di offerte dall'estero ma non sono andate a buon fine. Nel 2000 avremmo dovuto suonare al Wave Gotik Treffen ad una giornata dedicata solo a gruppi italiani. Purtroppo l'organizzazione fece bancarotta e vennero organizzate solo due delle quattro serate che erano in programma, lasciando bands e pubblico esterrefatti. La nostra serata fu annullata all'ultimo momento e ce lo comunicarono quando ormai, su un bus affittato da tutti noi per l'occasione, eravamo già all'altezza di Monaco. Fu una brutta delusione, difficile da digerire, e tornammo in Italia a malincuore.
Nel 2002, invece, ci proposero di suonare ad un festival austriaco dove avremmo diviso il palco con i Sex Gang Children (gruppo headliner della serata). Decidemmo di rifiutare poiché il giorno prima avevamo in programma, ormai da mesi, un concerto a Modena in un castello, e dal momento che la nostra esibizione in Austria si sarebbe tenuta alle 14 (probabilmente di fronte a poca gente) fare 780 km in una notte ci sembrò massacrante. Così preferimmo dare il massimo di noi al concerto di Modena.
La nostra speranza è che in futuro ci arrivino degli inviti dall'estero, dal sud-Italia e perchè no ancora da Roma.

Nel 2006 avete pubblicato il free download relativo all'ep "Ombre Sonore". Come è stata questa esperienza? Ha dato i risultati che aspettavate?

-|-|-» Nikita: La proposta della Bennekea di fare un lavoro in versione free download mi è sembrata molto interessante. Avevo del materiale inedito del primo periodo, inciso e ideato da me, quindi ho pensato che questa fosse l'occasione giusta per farlo conoscere. Si tratta di una piccola colonna sonora che si muove tra ambient e sperimentale. I risultati sono stati abbastanza positivi. Noi preferiamo pubblicare su supporti reali come CD e vinile, tuttavia non è detto che un domani se si dovesse ripresentare l’occasione, non replicheremo.

Il vostro debutto fu realizzato in versione demotape, la vecchia e nostalgica "musicassetta". Oggi la tecnologia rende tutto più velocemente fruibile dando agli artisti la possibilità di caricare in rete le proprie creazioni sottoforma di files audio/video. Come giudicate questo enorme salto qualitativo? Esiste, secondo voi, un lato negativo in tutto ciò?

-|-|-» Fabio: Certo che esiste il rovescio della medaglia, è evidente ormai che molti utenti, troppi, scaricano l'impossibile con criteri puramente quantitativi, in un'assurda foga al possesso di tonnellate di gigabyte audio e video. Quante ore al giorno ci vorrebbero per riascoltare ed assimilare come si deve non dico tutto, ma almeno gli album o i brani che sembrano davvero interessanti? E così anche lavori meritevoli e di qualità perdono totalmente di valore, diventando solo un sottofondo evanescente e subito dimenticato. E' il trionfo totale della cultura dell'usa e getta, del tutto dovuto, un boomerang che si può ritorcere contro gli stessi artisti, e sinceramente preferivo l'epoca delle cassette e dei vinili, pur essendo anch'io parzialmente succube delle nuove tecnologie

Nel 2007 avete remixato una traccia dei Dirty Actions, "Il museo di Lombroso". Riedizionare una song deve essere divertente; se poteste scegliere senza limitazioni, quale altro brano sognate di poter remixare?

-|-|-» Nikita: Abbiamo totalmente stravolto la versione originale proponendone una electrodark in cui abbiamo mantenuto solo la voce e la batteria originali e inserito due synths suonati da me e Fabio. Un'operazione senza dubbio interessante che ci piacerebbe ripetere se ci fosse l'occasione giusta, ovviamente reinterpretando secondo il nostro gusto il brano proposto. Personalmente mi piacerebbe remixare "Mask" dei Bauhaus o "Station to station" di David Bowie.

..progetti imminenti o a lunga scadenza?

-|-|-» Nikita: Stiamo lavorando al nuovo album che speriamo di ultimare al più presto.

come giudicate l'attuale stato di salute del settore underground italiano e, più ampiamente, internazionale? Cosa non va?

-|-|-» Nikita: In Italia ci sarebbero gruppi interessanti ma purtroppo non tutti vengono valorizzati poiché, come nel resto nel mondo, l'attenzione è rivolta solo a bands “cloni” o modaiole che mancano di originalità e gusto. Per fortuna a volte ci sono delle eccezioni che ci fanno credere ancora nella musica.

Cosa significa oggi essere e rimanere artisti alternativi?

-|-|-» Fabio: La parola "alternativo" non significa più niente ormai, è solo un vocabolo terribilmente abusato e pretenzioso, specialmente da chi si autodefinisce tale. A costoro chiedo: "alternativi a chi e a cosa?".

Avete mai ricevuto proposte più ambiziose?

-|-|-» Nikita: Quando uscì il primo demo-tape, l'Avantgarde Music ci propose di incidere un cd per loro (avevano appena fatto uscire il cd degli Ataraxia "Il fantasma dell’Opera"). Purtroppo la cosa non andò mai in porto e non abbiamo ancora capito il perchè. Si suppone che la label avendo prodotto sempre metal non riuscì a crearsi un pubblico dark e quindi rinunciò al progetto.

Milano, la vostra città, ha spesso rappresentato un crocevia di molteplici culture musicali dalle quali sono nati interessanti progetti, alcuni addirittura di culto. Conoscete personalmente qualcuno di essi?

-|-|-» Nikita: A metà degli anni '90, noi e altri gruppi muovevano i primi passi a Milano (Weltschmerz, Northgate, Camerata Medilanense, Kyrie, etc), ovviamente essendo una piccola scena ci conoscevamo tutti. Ho realizzato le foto di copertina e dei booklet per il cd "Symptomes De Ruine" di Weltschmerz e "Musica Reservata " dei Camerata Mediolanense, mentre con Northgate e Kyrie abbiamo diviso il palco in alcune occasioni.

Ora, ragazzi, è d'obbligo rilasciare una dedica ai lettori di Dside...Vi ringraziamo per il tempo concesso. Alla prossima occasione!

-|-|-» Vidi Aquam : Grazie a tutti quelli che leggeranno questa intervista. Nella speranza di avervi incuriosito e spinto a conoscerci meglio vi invitiamo a seguire i nostri prossimi passi sul nostro mypace www.myspace.com/vidiaquam. Grazie a voi per averci dato l’opportunità di parlare di noi e del nostro progetto!

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