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-|-|-» [ INTERVISTE ]

EDO NOTARLOBERTI

EDO NOTARLOBERTI

E' un vero piacere ospitarti tra noi, Edo!

-|-|-» Edo: E' un vero piacere avere la possibilita' che mi offrite di poter parlare di me e del mio nuovo lavoro, la mia prima intervista da “solista” non poteva essere migliore.

A bruciapelo: in che stato di salute versa il filone neofolk/goth partenopeo?

-|-|-» Edo: Ti sembrera' strano ma probabilmente sono la persona meno indicata a rispondere a questa domanda. Nel mondo neofolk mi ci trovo decisamente per caso, da quindici anni, ma per caso, quando una mattina fuori al conservatorio Corrado Videtta (leader Argine) con Walkman e cuffiette alla mano mi convinse, dopo aver gia tentato con altri violinisti, a prendere parte al neonato progetto degli Argine. Ne allora e ne oggi ascolto musica neofolk, la suono ma non l'ascolto. Se ti dovessi dire qual'e' lo stato di salute della scena neoflok/Goth Napoletana direi che tale scena e' ormai stata sostituita da una scena piu moderna legata al folk, etnico come il progetto Corde Oblique. Devo dire che a mio parere la scena Napoletana rimane comunque quella con piu diligenza musicale ed inventiva.

Si parla molto delle tue virtù violinistiche ma si sa meno della tua formazione e del tuo storico percorso. Anche sul web si legge ben poco in tal proposito. Sei davvero così riservato oppure vuoi concederci l'onore di una cronologia del tuo operato?

-|-|-» Edo: Ricordo la musica prima di quando i miei ricordi prendano forma in immagini: Probabilmente mio padre faceva ascoltare musica classica a mia madre in gravidanza. Ci sono musiche (ad esempio il concerto di saint seans per violino ed orchestra n.3) che sono nel mio Dna. Da questo potrai capire che per me la musica classica e' l'apoteosi dell'espressione musicale. A 5 anni cominciai con il pianoforte poi il violino ad 8. Accanto agli studi classici in conservatorio affiancavo le prove in cantina con sgangherati gruppi di heavy metal (altra grande passione) ma in quei casi suonavo la chitarra. Un giorno qualcuno mi convinse a mettere un pick up al violino (non so se per le scarse qualita' chitarristiche o per le mie qualità' violinistiche) e da allora la cantina ed il conservatorio divennero un'unica entita' di espressione musicale. Le mie esperienze da quel momento furono diverse: Musica popolare, musica irlandese, musica blues, rock, dark e via dicendo. Ricordo che il mio maestro di conservatorio ingelosito dal mia frenetica attivita musicale non mi permise di diplomarmi, ma questo fu l'ennesima conferma di quanto quell'istituzione sia lontana dalla musica suonata. Gli Argine poi mi aprirono le porte sul mondo neofolk e tutta la scena ad esso correlata. Gli Ashram poi sono divenuti l'ambiente emotivo e musicale in cui il mio animo ha trovato la sincronia perfetta.

Le tue preziose collaborazioni con gli Argine, Ashram, Corde Oblique, tanto per citare alcuni nomi, hanno accresciuto la stima dell'ascoltatore riguardo il tuo talento. Che opinioni conservi di queste esperienze?

-|-|-» Edo: C'e' una netta differenza tra il mio apporto tra i gruppi da te citati. Con Corde oblique la mia collaborazione, si traduce ad un apporto Live e sul disco alla matrice musicale e ideativa di Riccardo Principe al quale inoltre mi lega anche una bella amicizia. Il discorso e' diverso con Argine e Ashram. In questi progetti non c'e' collaborazione ma e' un essere dentro creativamente e musicalmente. Con Argine prima e con Ashram oggi la mia dimensione musicale ha trovato un equilibrio ed una connotazione precisa. In particolar modo con Ashram la musica e' soltanto il piu evidente risultato di un legame profondo Fatto di amicizia, musica ed anime all'unisono.

Ti ricorda qualcosa il brano "La carrozza di Hans", rielaborato poi in "La carrozza di Franz" ( Di Cioccio...), suonata in occasione dei 20 anni musicali di Enrico Capuano?...

-|-|-» Edo: Enrico Capuano e la Tammuiriata Rock e' un'altra esperienza di grandi emozioni. Musicalmente e' fantastico suonare Rock con musicisti del rango Fabiano Lelli, Claudio Clementi o Stefano Ribeca (rispettivamente chitarra basso e Flauto della band di Enrico) In quel contesto mi piace rendere il violino non solo un elemento melodico del gruppo ma anche di sostegno armonico utilizzandolo come una chitarra prendendo a prestito fraseggi di metal o rock ed adattandoli allo strumento, rendendolo appunto a tutti gli effetti una seconda chitarra solista. L'esperienza con Franz di Ciccio e' stata entusiasmante. Suonare con lui i pezzi della PFM come appunto la carrozza di Hans e' stato come entrare in Un luogo sacro accompagnati da un sommo sacerdote. Quello che piu ricordo di quell'esperienza e' stato l'entusiasmo incontenibile di Franz che aveva la voglia di suonare di un ragazzino al primo concerto. Incredibile. Una lezione di vita.

"Silent Prayers", il tuo nuovo cd. Orchestrato all'ennesima potenza e dal potenziale emotivo incalcolabile. Quanto hai affidato a Valentina "Judie" e a Salvio Sammartino come vocalist? Introducili a noi...

-|-|-» Edo: Valentina e' stata fondamentale nel concepimento e la realizzazione dei brani da lei cantati In silent prayer e Preludio on my skin la linea vocale e' stata quasi interamente concepita da lei. L'apporto della sua voce inoltre ha impreziosito l'intero disco. Salvio e' un giovanissimo vocalist di cui mi ha impressionato da subito la sua voce calda e la sua impeccabile intonazione. E' riuscito ad interpretare al meglio la mia idea di malinconia e passione nei brani da lui cantati. E' davvero un giovane talento.

Martina Mollo al piano, Giampaolo Nigro al violoncello. Parlaci di loro...

-|-|-» Edo: Martina Mollo e' incredibile per la sua maturita' artistica nonostante la sua giovane eta'. Il peso che riesce ad avere sul pianoforte ed allo stesso tempo la varieta' dinamica abbinata ad un estrema sensibilita' ha fatto si che il disco suoni all'unisono emozionale tra il pianoforte, il violino. Con Martina ho la fortuna di portare avanti anche un progetto dedicato al Tango di piazzolla esperienza che ci ha permesso di affinare l'intesa musicale per poi approdare al disco stesso in cui le influenze della musica Argentina sono evidenti in brani come Dark tango. Inoltre il brano Mon reve'.. e' fondamentalmente scaturito da un idea di Martina alla quale io ho soltanto dato un apporto nel ritornello cadenzato. Giampaolo e' stato compagno di battaglie “orchestrali” ai tempi del conservatorio. Il suo suono caldo e la sua sensibilita' musicale hanno amalgamato il suono dell'intero disco donandogli quella veste cameristica che desideravo.

Pare che tu abbia puntato molto su questo lavoro licenziato dalla Ark Records. Quanto tempo hai impiegato per realizzarlo?

-|-|-» Edo: Piu' di un anno. Il lavoro e' stato spesso minato dalla mia cronica attitudine a cominciare le cose e mai portarle a termine. Piu che puntare su questo lavoro in realta' per me rappresenta una “cosa importante realizzata” E' un punto di arrivo da molti punti di vista ed e' allo stesso tempo un punto di partenza. La cosa piu importante e' che mi rappresenta a pieno. Rappresenta parti di me e della mia vita e questo davvero lo investe di un affetto “paterno” Che mi emoziona.

Quale target conti di sensibilizzare con questo album?

-|-|-» Edo: A dire il vero non e' una domanda che non mi sono posto. Ho sempre pensato che l'unico target a cui dovesse rispondere il disco fosse una mia “approvazione” sia musicale che “spirituale”. Mi ritengo piuttosto severo nei miei confronti e pensare di aver prodotto un disco che mi possa piacere, per me e' davvero un grossissimo risultato. Mi auguro che il disco possa far risuonare l'animo di chi l'ascolta questo sarebbe sufficiente a prescindere dal target.

Al di là dell'indiscutibile valenza tecnica, cosa dovrebbe estrapolare chi si accosta a "Silent Prayers" dalle sue struggenti note?

-|-|-» Edo: Ho imparato che ogni canzone. Ogni musica, dal momento del concepimento lascia l'animo del compositore e si introduce in quello degli altri ed in essi si trasforma in mille altre sensazioni. Per cui mi auguro che il mio disco sia fonte di mille emozioni diverse. Da un punto stilistico invece mi auguro che si possa notare l'unita' stilistica del disco. Partendo dal progetto ashram dal quale il disco ha ereditato l'impianto strumentale cameristico ho voluto che il disco rappresentasse un “manifesto” dello stile neo romantico enunciato nella sua orchestrazione classica (trio con pianoforte) applicato alla forma canzone (strofa strofa ritornello). Lo stile neo romantico per me rappresenta un potentissimo mezzo in cui la struttura strumentale classica puo trovare nuova forma di espressione nel minimalismo e nella struttura classica della forma canzone. Mi auguro che dal disco si possa evincere questo.

Cosa intendi per "preghiere silenziose"?...

-|-|-» Edo: Il brano Silent Prayer e' una Ave Maria sull'Olocausto scritta da Carla Visone. E' da quel testo che nasce l'idea di intitolare l'intero lavoro Silent Prayers; In realta' ogni brano e' una piccola preghiera silenziosa dell'animo al tempo, all'amore o al dolore.

Avete scelto l'inglese come lingua di supporto per le liriche . E' più adatta alla musicalità esposta?

-|-|-» Edo: La scelta dell'inglese e' dovuta al fatto che mi piaceva l'idea che i testi potessero essere intesi da tutti pertanto la scelta di una lingua “internazionale”. Personalmente non amo l'inglese ne per la sua musicalita' e soprattutto per la limititatezza di “colori” linguistici che invece sono proprie di lingue com l'italiano , il francese o lo spagnolo. Non a caso per l'ultimo brano “l'extravagance” ho scelto la versione francese dopo averne registrate una anche in inglese per la dolcezza della lingua che si adattava perfettamente alla musica ed all'intenzione del testo.

Una curiosità, descrivici nel dettaglio il tuo violino...,cosa lo ha reso, a te personalmente, lo strumento più idoneo per esternare simili emozioni?

-|-|-» Edo: Beh parlare del mio violino mi imbarazza come se dovessi parlare della mia vita privata. Posso dirti che innanzitutto il mio violino e' una violino. E' donna, lo e' nel carattere, nelle forme femminee del fondo nella voce calda ed appassionata nel piglio nella gelosia ed altri tanti spetti che la rendono a tutti gli effetti un pezzo di legno vivo e femmina. Inoltre posso dirti che nella mia carriera ho provato piu volte a cambiare strumento non certo per insoddisfazione del mio violino ma per provare nuove sonorita' ma non sono mai riuscito a suonare piu di una prova con un altro strumento. E' il mio strumento mi accompagna ormai da 18 anni e siamo condannati l'uno all'altro.

Noto in MySpace che hai tenuto e terrai una nutrita serie di concerti: Campania, Puglia, Veneto..anche Olanda. Hai mai partecipato a qualche progetto in studio fuori confine?

-|-|-» Edo: No come esperienza mi manca.

Una domanda canonica riguarda i tuoi artisti preferiti di sempre!

-|-|-» Edo: L'artista che io prediligo, amo, ammiro venero e Bach, per me Dio fattosi compositore. Null'altro. Tutto il resto e' conseguenza di questa infinita passione per questo compositore.

Ho in sottofondo le note di "Marianna y la Melancholia"..., personalmente lo reputo un must nell'intero contesto. Come è nato esattamente questo pezzo?

-|-|-» Edo: E' stato uno dei primi brani che ho composto per questo disco. Il brano e' nato dalla linea di pianoforte in 5/8 che era un tentativo di trasporre musicalmente Il tumulto emotivo di un mio momento personale di qualche tempo fa. Ho imparato a conoscera la Malinconia a fondo, guadarla negli occhi e conviverci senza soffrirne ma lasciandomi avvolgere teneramente, lasciando che lo scorrere della vita e del tempo la porti via e nella consapevolezza che parte di essa sara' sempre parte di me. La malinconia per me rappresenta la trasformazione del dolore acuto. Il dolore non va via dall'anima ma si trasforma in qualcosa di diverso Piu lieve ma piu costante, la malinconia.

Sei un tipo particolarmente malinconico?

-|-|-» Edo: Tendenzialmente si anche se e' solo un aspetto del mio carattere “momentaneo” Sono malinconico quanto allegro e vivace.

Ho un'idea folle: Edo Notarloberti & In the Nursery...

-|-|-» Edo: Ho ascoltato grazie alla tua idea folle per la prima volta in the Nursery. Meravigliosi. Sarebbe un idea fantastica,ne sarei onorato ma come si fa? Io e la mia violino siamo qui pronti!

Hai progetti live anche per questa estate?

-|-|-» Edo: Si diversi, mi auguro di inserire anche concerti del mio disco solista Spero di farcela.

Gestire un suono come il tuo richiede senz'altro una continua fonte ispirativa. Quanto impieghi a radunare sufficienti elementi per poi trasformarli in musica?

-|-|-» Edo: L'elemento base e' l'ispirazione emotiva. Lo stato dell'anima detta alla mente le istruzioni per la composizione. Avolte basta un attimo al pianoforte (da cui partono la maggior parte delle idee) per comporre il tema principale od una strofa che saranno matrice del pezzo. Quando vedo che impiego troppo tempo per creare qualcosa di decente desisto immediatamente orfano di quell'ispirazione istintiva quanto per me indispensabile.

uanto tempo dedichi quotidianamente allo studio dello strumento?

-|-|-» Edo: Ahime quasi nulla. Fin da studente studiavo pochissimo. Altrettanto oggi. Ma suonando parecchio il rapporto con lo strumento e quasi quotidiano Sono in realta' un pessimo esempio per tutti i musicisti.

Un sogno di Edo non ancora realizzato?

-|-|-» Edo: Un musical su oceano mare.. sarebbe bellissimo.

Siamo felici di averti avuto tra noi. E'rituale una dedica a tutti i lettori di Dside...e magari una gustosa anteprima...

-|-|-» Edo: Saluto tutti i lettori di Dside e mi auguro di emozionarli con la mia musica questo sarebbe il dono piu grande che possa ricevere. Per l'anteprima : beh questo disco e' il primo di una trilogia, e sono gia a lavoro per il secondo disco.. parlera' di stagioni..

Bye, Edo. Alla prossima!

-|-|-» Edo: Grazie infinite ancora per la possibilita' concessami di parlare del mio disco. Ciao!

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