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ARGINE

Sarà una domanda scontata ma la cosa mi incuriosisce: come mai "Argine" ?
-|-|-» Corrado:
La parola “argine” in senso figurato significa barriera, freno, riparo. Probabilmente quando ho pensato di dover dare un nome ad un progetto che sapevo mi avrebbe accompagnato per la vita pensavo dovesse esprimere questo significato. Effettivamente lo scrivere e l'esprimermi attraverso la musica rappresenta per me un'ancora di salvezza, un riparo da quella parte del mondo che non mi piace. Inoltre c'era anche qualcos'altro che mi spinse a chiamare così il gruppo. Mi piaceva una metafora di Pirandello che paragonava la vita ad un fiume che scorre, le esperienze della vita ai detriti in fondo al fiume. Continuai su questa linea di ragionamento e pensai di aggiungere la metafora argine-uomo. L'argine contiene le acque, ma quando il fiume è in piena queste ultime devastano tutto fino a ritornare alla fine ad un nuovo stato di quiete e l'argine riemerge. Così l'uomo contiene la vita che a volte “esonda” lasciandoci attoniti, quasi persi, ma quando meno ce lo aspettiamo la natura delle cose tende sempre all'equilibrio e riusciamo nuovamente a contenere, “controllare” la vita. È un concetto di speranza in cui credevo molto e in cui credo tutt'oggi.
Sembrerebbe che fin dai vostri albori nel 1992 la ricerca di un sound svincolato dagli stili canonici abbia caratterizzato il vostro percorso. Qual è l'ispirazione principale a cui fate riferimento?
-|-|-» Corrado:
Oggi non facciamo riferimento a nulla di particolare. Seguiamo il nostro istinto musicale ed attingiamo linfa vitale dal mondo e da ciò che ci circonda e dal nostro stato interiore che in qualche modo reagisce agli impulsi esterni. Per quanto riguarda gli esordi il nostro background era fatto di new wave italiana, post punk, Joy Division.
Indipendentemente dalle scelte individuali, cosa ricordi con maggior piacere della collaborazione con Marco Consorte e cosa invece non hai eventualmente accettato?
-|-|-» Corrado:
Io e Marco abbiamo scritto i brani degli Argine (tranne sporadici episodi di altri musicisti che hanno collaborato alla stesura di qualche canzone). Il più delle volte ognuno portava il proprio brano per arrangiarlo con la band, ma sempre dopo esserci consultati a vicenda, sia per una forma di rispetto professionale che per la voglia di sentire i pareri reciproci. Nel primissimo periodo passavamo mesi a casa di Marco a registrare spunti ed idee che furono poi il seme che diede vita a «Mundana Humana Instrumentalis». Poi forse le esigenze di lavoro di Marco hanno fatto sì che alla fine dal 2001 restassi da solo con Edo (violino) ed Alessio (batteria) con i quali ancora oggi ho il piacere di suonare. Non credo si possa non accettare qualcosa, nella vita ci sono degli eventi che cambiano il corso delle cose e bisogna accettarli e basta. Comunque gli Argine esisteranno fino a quando esisterò o comunque fino a quando avrò ancora voglia di propormi al pubblico. I dischi degli Argi ne esisteranno per sempre come una qualunque opera d'arte. La ricerca dell'arte è un po' la ricerca dell'immortalità.
La musica degli anni '90, periodo di evoluzione degli Argine, è stata da sempre considerata di "transizione", non avendo essa una personalità ben collocata ed una propria identità. Quali elementi stilistici dell'epoca hanno contribuito alla vostra crescita e quali al contrario avete volutamente tralasciato?
-|-|-» Corrado:
Effettivamente gli anni novanta sono stati molto diversificati nei generi, ma comunque devo dire che non credo che gli Argine abbiano attinto molto da quegli anni se non magari per quel connubio di tribalismo dei ritmi associato alla ricerca della melodia tanto caro a gruppi come i Sol Invictus. Per il resto come già ho detto il nostro background attingeva da cose precedenti.
Una curiosità: è stato semplice adattare una voce come quella di Lucia Vitrone di derivazione hardcore-cyber-punk alle melodie morbide ed introspettive della band?..Raccontaci...
-|-|-» Corrado:
Devo dire che con Lucia ci frequentavamo spesso in quella “calamita” che era il Centro Sociale “Tien a ment” che fu occupato proprio dai Contropotere di Lucia e compagni. Lei all'epoca oltre a cantare nella sua band recitava nella compagnia di Martone. Oltre che un personaggio ed una grande artista, ci legava una forte simpatia dovuta al fatto di essere persone molto sensibili, in qualche modo fragili e questa probabilmente è stata ed è tutt'oggi la nostra grande forza. Le proposi di cantare su delle basi di chitarra classica e violino, cosa che non aveva mai sperimentato in passato ma era il fascino di quest'ibrido (e chi conosce i Contropotere e la voce di Lucia può capirmi) a far sì che realizzassimo questa collaborazione. La feci cantare in modo dolce e suadente in «Le rose», la feci recitare in «Solitudo» e “cantare” (urlare) in pieno stile Contropotere in «La lunga strada per Tule». L' esperimento ritengo sia riuscito in pieno.
Federico Fiumani, Diaframma. Indiscutibile pioniere ribelle alle convenzioni musicali. In che misura ha segnato il cammino ispirativo e tecnico degli Argine?
-|-|-» Corrado:
Ho amato molto la musica dei Diaframma e tutt'ora apprezzo quello che ha ancora da dire Federico con i suoi dischi. Un giorno ci incontrammo a Napoli in occasione di un suo concerto e gli chiesi se avesse voluto collaborare con noi alla realizzazione della cover di «Marisa Allasio», brano degli stessi Diaframma ma cantato in precedenza su disco da Miro Sassolini (voce dei primi dischi della band fiorentina). Realizzammo un vinile trasparente in 7”. Registrammo con un otto piste a Bergamo nel camerino di una discoteca prima di un suo concerto. Una collaborazione in pieno stile Diaframma, un ricordo meraviglioso, che non cancellerò mai.
L'anno 2000 ha siglato per la band una virata verso sonorita' più elettroniche, complice la collaborazione con Cristiano Santini dei Disciplinatha. Come è stata impiegata tecnicamente questa innovazione? Quali strumentazioni avete aggiunto all'allora apparato acustico?
-|-|-» Corrado:
In realtà la collaborazione con Cristiano Santini era finalizzata alla realizzazione del remix del brano «Memorie», inserito nel MCD omonimo che anticipava il nostro secondo album in studio «Luctamina in rebus». C'era l'intenzione di dare un taglio elettronico a tutti brani inseriti in quel lavoro. Infatti tra i vari brani c'è anche il remix di «Corpo ed anima» affidato ad Alessandro Izzo. Non abbiamo aggiunto nulla, abbiamo semplicemente eliminato quasi tutti gli strumenti originali dalle varie tracce sostituendoli con pulsazioni ed arrangiamenti elettronici, senza tradire però lo spirito dei brani proposti. Ad ogni modo il MCD non voleva rappresentare un vero e proprio cambio di rotta, fu soltanto un piacevole esperimento. Tra l'altro con Cristiano Santini mi sono incontrato poco tempo fa, credo ci sia la voglia e la possibilità di collaborare ancora.
Il vostro storico sembra contrassegnato da una vasta moltitudine di collaborazioni, alcuni dalla nobile estrazione...Elena Previdi, Camerata Mediolanense?...
-|-|-» Corrado:
Conobbi Elena dopo l'uscita del nostro primo album 10 anni fa. Mi propose per lettera (quelle che si scrivevano ancora a mano) uno scambio di CD, fui molto lieto di fare la sua conoscenza e di entrare in contatto con una band che stimo moltissimo e che ho fortemente voluto al festival organizzato ad Itri a settembre da ARK Records e da Cineteca Atomica del Garigliano anche se in versione Dame Mediolanensi. Quando chiesi di suonare la fisarmonica nel finale del brano «Memorie» (versione album) Elena accettò ben volentieri e non deluse le mie aspettative perché sapevo che avrebbe impreziosito un brano a cui tengo moltissimo.
Il violino di Alfredo Notarloberti è evocativo ed allo stesso tempo struggente. Che mi dici di lui?
-|-|-» Corrado:
Edo lo conobbi grazie alla mia caparbietà, fu un incontro non casuale. Nella vicenda Argine quasi niente è stato ed è affidato al caso. Volevamo un violino perché sentivamo che era quello che avrebbe dato virtuosismo e lirismo ad un suono già evocativo e sognante. All'epoca però io ero allievo del Conservatorio di Benevento (facevo il pendolare tutti i giorni da Napoli), così conoscevo violinisti di quella città e dintorni, impossibile chiedere di entrare in un gruppo ad un ragazzo che abita a 60 km dalla sala prove. Decisi allora di mettermi davanti all'uscita del Conservatorio di Napoli con un walkman ed una cassetta di registrazioni casalinghe degli Argine. Sottoponevo a chiunque uscisse dal Conservatorio con un violino l'ascolto delle nostre canzoni e dopo svariati rifiuti e risate in faccia di persone divertite e attonite ci fu il fatidico e perentorio “Sì” di ‘edo. Da allora abbiamo lavorato sempre con grande piacere e continuiamo a farlo e a condividere questa grande avventura insieme. Le sue qualità non le scopro io, annovera tantissime collaborazioni in tutti i generi di musica. ‘edo in veste di violinista “dark” però si può tranquillamente dire che è una mia creazione, infatti da quando esordì con noi tutti o quasi i gruppi della scena oscura partenopea e non solo hanno chiesto ed ottenuto una collaborazione con lui.
A cosa state lavorando ultimamente?
-|-|-» Corrado:
Stiamo finendo di mettere a punto il nuovo disco che uscirà spero entro maggio del 2008. Credo sia un lavoro maturo in cui ho ritrovato il piacere per la musica minimale anche se il suono è comunque riconoscibile e riconducibile ad uno stile che è solo nostro. Avremo modo di parlarne più approfonditamente in futuro.
Tutto il vostro repertorio è maturo, ben edificato, mai banale. Ho in mente un brano in particolare che mi tormenta l'anima: "Rifrazioni". Cosa mi racconti riguardo questo specifica traccia?
-|-|-» Corrado:
Sono sempre stato attratto dalla storia e dalle vicende della seconda guerra mondiale. Mi interessa l'aspetto umano di quelle vicende ed è per questo che spesso in passato mi facevo raccontare dai miei parenti le esperienze vissute allora. In particolare mia madre raccontava di quando a Firenze era costretta spostarsi di continuo da un rifugio all'altro e raccontava anche di persone, piccole storie, aneddoti e così anche mio padre raccontava, anche se lui era a Napoli. Dai loro racconti e dai filmati di vita quotidiana che mi venivano “trasmessi” dalle loro parole creai le sensazioni del brano a cui ti riferisci. Lo scrissi da solo di getto in un pomeriggio d'inverno. Il protagonista del brano è mia madre che guardandosi allo specchio oggi, rivede come in un cortometraggio quel periodo. Quello che mi colpiva ascoltando quei racconti era quel senso di pesantezza che incombeva sulla gente ma anche la profonda speranza che aleggiava silenziosa, a volte espressa con uno sguardo reciproco, un gesto.
Come vivete le esibizioni live? Giudicate il vostro pubblico recettivo al 100% ?
-|-|-» Corrado:
Il live è il momento in cui incontri chi si interessa a te e esprimi quello che sei oltre che con la musica anche con il corpo con il movimento. Musica e parole diventano tridimensionali, anche un gesto aiuta la gente a recepire il messaggio che vuoi dare come meglio non si potrebbe. Gli Argine live sono sempre stati molto energici sia come suono che come intenzione, mettiamo in luce il nostro background post-punk anche quando suoniamo in acustico. Ogni concerto è un ricordo unico e un momento irripetibile, un incontro, qualcosa da cui non potremmo mai prescindere. Abbiamo sempre avuto un pubblico recettivo, se poi oltre al nostro pubblico ai concerti in discoteche c'è chi è lì solo per ballare ed è disinteressato all'evento live, pazienza, oggi c'è anche questa tendenza.
Un tuo parere sul panorama musicale underground italico....
-|-|-» Corrado:
In Italia ci sono tanti gruppi validi e citarne qualcuno non farebbe giustizia ad una scena viva a cui Rossana ed io crediamo di dare un valido contributo come ARK Records.
Domanda diabolica: se una major, ad esempio la Virgin, vi sottoponesse un contratto con l'unica opzione di commercializzare il vostro stile in cambio di ori e onori, che fareste?...
-|-|-» Corrado:
Commercializzare? Bah è una parola interessante in quanto significa fare commercio di un disco e questo oggi che esiste internet che sta letteralmente flagellando le già esigue forze e risorse della musica indipendente, non sarebbe male. Gli Argine però non riuscirebbero ad essere diversi da quello che sono e dalla musica che fanno questo è sicuro. Ad ogni buon conto esiste per fortuna l'ARK Records che è molto meglio della Virgin! ?
Cosa prevedi nel futuro degli Argine?
-|-|-» Corrado:
Per ora un altro disco e tanti altri concerti, poi mi auguro di continuare a portare avanti il nostro percorso musicale, in piena onestà artistica (di questo sono sicuro, un disco ogni quattro anni ne è una prova tangibile) come sempre abbiamo fatto.
Un immenso grazie da parte nostra e dei lettori Dside...Con quale augurio ci salutate?
-|-|-» Corrado:
Vorrei fare un augurio di serenità a tutti coloro che ci stanno leggendo affinché possano “arginare” tutte le tempeste della vita e continuare il proprio cammino con grande fiducia nei propri mezzi. Ciao e grazie a voi.
Maxymox '07 |