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DORCHA

Dorcha in Gaelico significa Buio. Quanto ce n'è nell'anima della band?
-|-|-» Dorcha: E’ bene partire dal concetto che Dorcha sono io in tutto e per tutto. Oltre ad aver sempre scritto ogni testo e musica dei miei dischi, i musicisti che si sono alternati (a parte il batterista Simone Orsi con cui collaboro da molti anni) non hanno inciso più di tanto nel sound, né tanto meno su ciò che la band aveva da dire in termini di messaggi. Tornando quindi al sottoscritto, ho passato molti anni di buio sociale che hanno prodotto testi di grande tristezza, dolore, delusione e talvolta autentica disperazione. Nessun compiacimento in tutto questo disagio, ma sicuramente una fonte di ispirazione. Se sono allegro o sereno, semplicemente non scrivo. Faccio altro. Se l’ansia mi assale, ho bisogno di liberarmene il prima possibile per non soffocare. La musica è probabilmente il mezzo più naturale che ho per sublimare questa energia negativa. Non ti dico le prese per i fondelli che ho dovuto subire, quando ho cercato di spiegare questi concetti, da chi è abituato a frequentare
con impegno e dedizione locali di latino-americano..
Ufficialmente siete nati nel 2002, fateci una sintesi del percorso artistico..
-|-|-» Dorcha: Siamo passati dai demo ai dischi ufficiali, due per l’esattezza (Lo Specchio Nero e Darkology), cercando di cogliere tutte le opportunità offerte a chi non ha agganci nel mondo delle etichette (major o indipendenti) e non passa le sue serate a sbronzarsi nei locali, sperando di risultare simpatico a qualche produttore. Io, francamente, “a pelle” non sto simpatico proprio a nessuno. Quel poco che ho fatto, lo devo esclusivamente alle mie canzoni.
Per “opportunità” intendo i digital stores, i concorsi, le compilation. Abbiamo nuotato un po’ in questi ambiti, perdendo progressivamente slancio ed energie da dedicare alle pubbliche relazioni in campo discografico. In compenso il sound, a mio avviso, nel tempo è diventato più maturo e meglio suonato.
Quali differenze stilistiche interrcorrono tra i primi lavori ed opere successive quali 'Arba Fenice' ed 'Anelli'?
-|-|-» Dorcha: Le ultime canzoni sono suonate ed arrangiate molto meglio. C’è forse qualche idea in meno, meno freschezza intendo, ma i brani suonano oggettivamente meglio. Io sono molto migliorato nell’uso dell’effettistica, canto meglio ed ho imparato qualcosa di più anche a livello tecnico. Non posso dire lo stesso relativamente ai testi. Probabilmente le cose più interessanti le ho già scritte.
Avete collaborato anche con Mattia Stancioiu dei Labyrinth, parlateci di questa trascorsa sinergia..
-|-|-» Dorcha: Mattia è una persona adorabile. Anche se suona benissimo ed ha un curriculum musicale eccezionale, tutto questo non ha tolto nulla alla sua gentilezza, umiltà e disponibilità. Ci sono idioti che musicalmente hanno fatto molto meno e si atteggiano a divi.
Ultimamente incidiamo solo nell’Elnor Studio che lui gestisce e, quando è capitato, si è prestato molto gentilmente ad incidere qualche doppio pedale nei brani che più si prestavano ad atmosfere vicine al metal.
Il 2003 sembrerebbe ssere stato un anno di svolta nella band, noto inoltre un vostro singolo apparso in una compilation assieme ad altre band del calibro di Final Selection, Common Dream, Pulcher Femina.. che ci dite di tutto cio?
-|-|-» Dorcha: E’ stata una bella opportunità ed una discreta soddisfazione. Peccato non ci sia stato un seguito. Significa comunque che proprio schifo non facevamo.
Avete avuro rapporti sia con Label nazionali che transoceaniche, cito l'americana Initial Sequence Prodcution e l'australiana Dreamland Recordings. Quali elementi accomunano e quali invece dividono le etichette indipendenti italiane a quelle internazionali?
-|-|-» Dorcha: Oddio.. il nostro genere qui in Italia non interessa praticamente a nessuno, soprattutto dal vivo. All’estero c’è sicuramente più spazio, innanzitutto perché il Dark non è certo vicino, in termini di atmosfere, alla mentalità mediterranea. Sembrerebbe che un Italiano non possa essere un po’ malinconico. Deve passare le sue serate a cuccare sulla Riviera Romagnola o in qualche locale della Milano da bere..
Meno male che la Decadance Records di Roma ci ha inserito nel suo catalogo (Lo specchio nero) e successivamente la Ethnoworld di Milano ci ha messo sotto contratto.
Notiamo che le compilation sono un territorio entro cui vi muovete con una certa disinvoltura, non a caso ne contiamo almeno nove nel vostro storico, tra cui una data addirittura del 1999.. esiste una strategia ben precisa?
-|-|-» Dorcha: Le compilation danno un po’ di visibilità a band che cercano di farsi conoscere. Tutto qui.
Parliamo del vostro ultimo doppio 'Darkology'. Innanzitutto perche in Digital Release?
-|-|-» Dorcha: Perché in questo modo non dobbiamo sostenere i costi di distribuzione e perché tanto i cd non li vende più neanche Gigi D’Alessio.. tanto per citare un cantante che stimiamo moltissimo (si capisce l’ironia)?
In 'Darkology' conto ben ventisei brani nelle title track, indubbiamente un numero considerevole. Di cosa parlano queste songs?
-|-|-» Dorcha: C’è un po’ di tutto: brani dei primi demo (Araba Fenice, Anelli), pezzi vagamente pop, canzoni eseguite dal vivo. E’ un melting-pot di brani ed atmosfere che, nel bene o nel male, rappresentano tutto il percorso del progetto Dorcha dalla nascita ad oggi. I testi sono probabilmente l’elemento di continuità fra tutti i brani: uno più triste e personale dell’altro.
I brani portano tutti la firma di Stefano Gagliardo, tranne l'ultimo 'Slam the Drum' ove appare il cognome 'di Lucia'. Ne parliamo?
-|-|-» Dorcha: Lorenzo Di Lucia è un carissimo amico con cui ho iniziato a collaborare da qualche anno. Ha all’attivo brani per un numero incredibile di artisti, alcuni dei quali piuttosto quotati. Spero che riusciremo a scrivere molti altri pezzi insieme, visto che è bravissimo. E’ già “prenotato” almeno per un testo in tedesco (che Lorenzo parla perfettamente) per il prossimo cd.
La Line Up dei Dorcha oltre a Stefano, si compone di altri tre elementi. Come interagite nelle composizioni delle vostre musiche?
-|-|-» Dorcha: In realtà in questo momento siamo in fase di rimpasto. Stiamo suonando con alcuni bassisti per capire quale possa essere il più adatto a noi. Non escludo che la prossima line-up possa essere composta da soli 3 elementi. Sta di fatto che testi e musiche continuerò a comporle solo io.
A quali gruppi ritenete essere piu vicini?
-|-|-» Dorcha: Cure, Depeche Mode, Smiths e Nirvana.
I vostri testi sono tradotti in lingua inglese per meglio prestarsi al mercato discografico. Ne siete certi? Perche?
-|-|-» Dorcha: Non sono più certo di nulla. All’estero comunque l’Inglese non può che essere più vendibile dell’Italiano. Speriamo bene..
Che rapporti avete con il pubblico? Suonate molto dal vivo?
-|-|-» Dorcha: Suoniamo poco per mancanza di spazi (locali interessati, intendo dire) e soprattutto fruitori. Se prendi 100 persone, 99 non ascolterebbero dark neanche sotto tortura. E’ quindi faticoso trovare spazi adatti per mentalità, serietà ed equipaggiamento del locale. Ecco perché, non lo nascondo, siamo tuttora alla ricerca di un manager/agenzia seria che si interessi di questi aspetti al posto nostro. Vorrei dedicarmi solo a comporre e suonare, ma non è facile.
Le prossime mosse dell'oscuro pianeta Dorcha?
-|-|-» Dorcha: Ho terminato di comporre almeno una dozzina di nuovi brani. Da completare arrangiamenti e testi. Il sound è un pochino più duro rispetto ai precedenti album, ma credo che il risultato sarà molto interessante. Spero di iniziare ad incidere il nuovo lavoro almeno dopo l’estate 2007.
Se una Major vi chiedesse di incidere una canzone molto commerciale.. accettereste la proposta?
-|-|-» Dorcha: Sì. Servirebbe per ottenere i contatti ed il denaro necessari per poter proseguire a fare quello che mi piace con più mezzi.
Vi infastidiscono le critiche?
-|-|-» Dorcha: Se fine a se stesse sì. I consigli su come migliorare invece mi interessano dannatamente. Nell’uno o nell’altro caso, comunque, è importante che qualcuno si interessi al tuo progetto.
Una dedica ai lettori di Dside!
-|-|-» Dorcha: Siete degli eletti, perché amate generi musicali raffinati, difficili da apprezzare al primo ascolto e sconosciuti ai più. Fatevene un vanto e non curatevi di chi vi schernisce per i vostri gusti fuori dall’ordinario.
Grazie ai Dorcha, è stato un piacere. A presto!
-|-|-» Dorcha: Grazie infinite
Maxymox '07 |