|
DER FEUERKREINER

foto di
Giulio Di Mauro
I Der Feuerkreiner sono ormai un nome conosciuto del panorama Neofolk ed Industrial europeo. Raggiunto il traguardo dei cinque anni di attività e con alle spalle un disco, un DVD, un 12” e svariate tra collaborazioni ed apparizioni su compilation, con il nuovo anno, Federico e Valentina si apprestano alla pubblicazione del loro secondo lavoro dal titolo 'Unsere Zeit'.
Li abbiamo incontrati alcune settimane fa, in un dimesso pomeriggio autunnale per farci raccontare la loro storia come gruppo e magari raccogliere qualche indiscrezione sul nuovo, imminente lavoro. Ne è scaturita un’intervista piacevole e interessante, durante la quale i due non si sono sottratti all’incalzare delle nostre domande, dimostrando la loro disponibilità come persone e la loro professionalità come artisti.
E’ interessante la descrizione che fornisce Wikipedia di Martial music: 'Martial music also known as military pop and martial industrial, is a music genre originating in late 20th century Europe. It often borrows musically from classical music, neofolk, neoclassical, traditional European marches and from elements of industrial and dark ambient.'
Vi ritrovate in questa descrizione? La condividete in toto o volete fare precisazioni o distinguo? Soprattutto in considerazione del fatto che nella lista degli artisti di riferimento è presente anche il link al vostro sito.
-|-|-» Der Feuerkreiner: Innanzitutto è una sorpresa il fatto che Wikipedia abbia inserito il nostro nome nella lista dei gruppi di riferimento. Riguardo il discorso se ci ritroviamo o meno in questa descrizione, sinceramente non possiamo dirlo con sicurezza, ma crediamo di no; i primi lavori forse erano un po’ più indirizzati verso il discorso della Martial music, ma i brani del disco nuovo sono completamente diversi per esempio. Forse la descrizione di Wikipedia è troppo generica, Martial music come genere vero e proprio non ce lo vediamo, magari potrebbe essere classificato come una variante del Neo-folk. I Der Feuerkreiner sono comunque più identificabili con l'Industrial che col Neofolk di cui non abbiamo proprio nulla. Ultimamente ci hanno anche definito eso-industrial, dove il prefisso 'eso' sta per esoteric ed è legato a certi brani che hanno delle sonorità un po’ ripetitive, ma ogni volta danno una definizione diversa di quello che facciamo.
Dopo circa sei anni di attività del progetto Der Feuerkreiner, con responsi assolutamente favorevoli di critica e pubblico e il raggiungimento di una certa notorietà non solo a livello nazionale, quali sono le vostre considerazioni personali sulla strada fatta?
-|-|-» Federico: Entrambi veniamo da realtà musicali diverse rispetto a quello che poi i Der Feuerkreiner sono: io ho avuto un passato metal, mentre Valentina ha avuto esperienze di canto polifonico. Quando ci siamo conosciuti ero appena uscito dalla band con cui suonavo perché volevo orientarmi su un genere più elettronico, e all'epoca tutti e due stavamo attraversando un periodo di pausa, di riflessione. Quando abbiamo iniziato non ci siamo imposti modelli di riferimento, ho chiesto a Valentina di fare qualcosa insieme, senza però indirizzarci su un genere preciso. Poi solo in un secondo tempo la stampa di settore ha iniziato a dire che assomigliavamo a questi o a quelli.
Cosa significa il nome Der Feuerkreiner?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Assolutamente nulla. I testi del primo album contenevano molti giochi di parole e nonsense, quindi il nome del gruppo è venuto anche un po’ di conseguenza.
E gli auspici per il futuro?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Ultimamente stavamo pensando a qualche collaborazione dopo l’uscita del nuovo disco, mentre per
i live volevamo proporre concerti più curati con l’uso di videoproiettori e di installazioni video. Inoltre vorremmo potenziare la presenza di strumentisti sul palco, quindi sempre per i prossimi live dovrebbero suonare con noi anche due nostri amici musicisti, alla chitarra e alle percussioni.
Come più volte avete affermato, Christian Morgenstern è stato una fonte di ispirazione fondamentale per i testi delle vostre canzoni, comunque in 'La ’Nvidia' avete usato rime prese in prestito dalla tradizione dialettale della vostra terra. Una virata folk che lascia presagire nuove aperture stilistiche per il cantato, o solo un episodio estemporaneo?
-|-|-» Der Feuerkreiner: La scelta di scrivere 'La ‘Nvidia' è stata solamente una scelta casuale nel senso che ci siamo imbattuti nel pezzo, c’è piaciuto e l’abbiamo voluto fare; era una canzone popolare in dialetto ascolano che veniva usata per togliere il malocchio e l’idea di rivisitarla ci interessava molto. Comunque è stato un episodio a sé stante e per ora non abbiamo in previsione di ritornare su quel discordo, anche se l’uso del cantato dialettale ci interessa molto. Invece nel nuovo album ci saranno canzoni più violente, con il cantato urlato, ma anche pezzi melodici. Non useremo una lingua immaginaria e destrutturata come nel disco precedente, stavolta siamo partiti dal tedesco, da un libro di poesie di operai tedeschi scritte a cavallo delle due guerre. I testi contengono riflessioni sulla società dell’epoca e sull'impatto dell'industrializzazione, si parla soprattutto del significato della guerra nella vita e come la cambia.
Ma gli autori erano tutti operai?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Non solo, c’erano anche filosofi e intellettuali che si sono ritrovati a lavorare in miniera e nelle fabbriche.
Ho notato una particolare attenzione non solo alla veste grafica delle vostre produzioni, ma anche al supporto. Con tre sole pubblicazioni avere praticamente utilizzato tre differenti formati come il compact disc, il vinile ed il dvd. Ne deduco che esiste quindi una precisa volontà del progetto di sfruttare/sperimentare tutti i tipi di supporti audio/video?
-|-|-» Der Feuerkreiner: La scelta del supporto credo sia stata casuale per tutti i nostri lavori. Per esempio '“La ‘Nvidia' era stato pensato esclusivamente per l’uscita in 12”; successivamente abbiamo realizzato il cofanetto con il CD e il DVD del primo disco ed abbiamo incluso anche la versione in CD del singolo, anche perché ce l’avevano richiesta in molti. Inoltre, per il video che accompagnerà il nuovo disco abbiamo usato la pellicola, un altro supporto ancora, visto che il regista con cui abbiamo girato lavora solamente in Super 8, e poi ci piaceva l’effetto sporco e sgranato delle immagini.
In che misura la musica che proponete rispecchia voi stessi non solo come artisti ma anche come persone, ovvero, quanto il background culturale e le esperienze umane di Federico e Valentina influenzano lo stile dei Der Feuerkreiner? Come si sviluppa per esempio il ciclo creativo di un brano?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Le influenze sono molte: letteratura, cinema, arte, in misura diversa influenzano la nostra musica, tutti i nostri interessi culturali contribuiscono alla creazione dei brani. Ultimamente stiamo guardando molti film di cinema asiatico e avremo presto una collaborazione con uno scrittore giapponese di genere Cyborg, che ci ha mandato un testo già registrato in lingua giapponese. Poi faremo anche una cover, cantata in Mandarino, che comparirà sul nuovo film di Michele Senesi di cui abbiamo finito le riprese qualche tempo fa: è un lungometraggio che per la prima sarà proiettato in Italia e poi verrà presentato nei festival esteri.
Quindi la collaborazione con il cinema vi piace, e se vi proponessero una colonna sonora intera?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Magari! Per la colonna sonora del film di Michele abbiamo realizzato solo due canzoni, di cui una appunto in Mandarino, visto che la maggior parte della colonna sonora è composta da vecchi brani di un gruppo dell’anconetano, i Kurnalcool, i cui testi hanno anche ispirato il titolo del film. Senesi Michele ormai lo conosciamo da una decina di anni, quindi la prospettiva di nuove collaborazioni per i suoi film ci piace. Recanati è strana, ha molte situazioni interessanti di nicchia, musicali e non, vedi cinema appunto ma anche teatro, scultura, pittura; però le iniziative culturali sono poche e tutte girano solo intorno a Leopardi e in misura molto minore a Beniamino Gigli. Tutto il resto, per chi dovrebbe organizzare e stanziare i finanziamenti, non esiste, quindi quello che non gira intorno a Leopardi ha una vita a sé. I locali della zona ad esempio, propongono solo tribute-band perché sono solo interessati al biglietto d'ingresso, quindi i progetti alternativi hanno poche opportunità di farsi conoscere.
Quale è il vostro rapporto con le cover? Dopo la felice esperienza con il rifacimento di 'Donatella' della Rettore, avete in cantiere altri titoli da riproporre o pensate che il discorso musicale dei Der Feuerkreiner abbia delle linee guida ormai ben definite e che difficilmente ritorneranno su certe divagazioni pop?
-|-|-» Der Feuerkreiner: 'Donatella' era un pezzo che ci piaceva e decidemmo di realizzarlo perchè l’etichetta Musica di un Certo Livello ci aveva chiesto una collaborazione per una compilation di cover anni ‘80; la scelta doveva ricadere su canzoni che avevano avuto un significato nella vita dei musicisti che avrebbero partecipato al progetto. Comunque, sempre per una compilation, dovrebbe esserci in cantiere verso il prossimo anno un’altra cover italiana dagli anni 80.
Quale è la chiave di lettura giusta del messaggio che la vostra musica trasmette? Possiamo parlare di sperimentazione o reinterpretazione? Di linguaggio sonoro alternativo o evocazione di atmosfere che si rifanno a precisi momenti storici? Ci sono delle linee di confine percepibili o i linguaggi si compenetrano ridefinendosi vicendevolmente? Personalmente in alcuni passaggi sento un grande feeling con la fucina mitteleuropea di inizio Novecento.
-|-|-» Der Feuerkreiner: Sicuramente ci sono delle influenze inconsce, non volute, che attingono all’immaginario mitteleuropeo, però musicalmente è più giusto parlare di sperimentazione e non di reinterpretazione. Per esempio, nel nuovo lavoro abbiamo provato a separare le percussioni industriali dalle melodie neoclassiche, cercando di estremizzarne i suoni per poi unirli nuovamente insieme. Questo perché ci piaceva l’idea di sperimentare la fusione di due suoni completamente diversi una dall’altro.
Indiscrezioni e voci riferiscono dell’uscita del vostro secondo album nel breve termine. A questo punto è lecito chiedervi qualche anticipazione in proposito e, se nuovo album sarà, è verosimile aspettarsi un video musicale di una delle nuove canzoni? Magari con la collaborazione di Michele Senesi.
-|-|-» Der Feuerkreiner: Per il nuovo disco dobbiamo ancora finire una canzone, mentre le voci sono già tutte registrate. Anche la scaletta è già definitiva con 9, forse 10 tracce più qualche bonus. L'artwork c'è lo farà un ragazzo russo che collabora con Neuropa Records. Sicuramente questa volta non useremo foto antiche e sarà una copertina diversa delle precedenti. Ci sarà un video musicale in Super 8 girato da Monaldo Moretti. Monaldo collabora molto con il teatro di sperimentazione, fa parte di A. Zapruder Filmakers Group che ha ottenuto svariati riconoscimenti in capo internazionale e che collabora inoltre saltuariamente con le compagnie teatrali Fanny & Alexander, Raffaello Sanzio e altre. Il videoclip che abbiamo realizzato con lui avrà tutto un altro stile rispetto a quelli del nostro precedente dvd: è stato girato nelle zone intorno a Recanati, ci saremo noi e ci sarà molta architettura perché Monaldo ne è molto attratto. In futuro poi, vorremmo riuscire a creare un discorso più ampio: l’idea è quella di realizzare un video unico da proiettare su vari schermi durante i live, che comprenda tutte le tracce del disco.
La musica Nneo-folk, Iind-folk e chi più ne ha più ne metta.. sta riscuotendo molto successo in Europa ed il popolo degli appassionati è in costante crescita. Come giudicate l’approccio italiano a questo fenomeno musicale? Trovate che in ambito nazionale sia sottovalutato, sopravvalutato o valutato nella giusta misura dall’audience, dalla stampa specializzata e dai locali?
-|-|-» Der Feuerkreiner: In Italia la stampa specializzata ed il mercato discografico non dimostrano ancora molta fiducia verso il fenomeno Neofolk che invece all’estero è una realtà solida ed affermata, soprattutto se si tratta di supportare gruppi italiani. Riguardo l’audience invece, in passato abbiamo avuto alcuni problemi, incomprensioni derivate dal fatto che esteticamente il Neofolk viene associato ad una precisa identità politica, mentre molte volte non se ne coglie l’aspetto provocatorio di fondo. Poi il pubblico qui da noi non dimostra l’interesse di cui la scena invece gode all’estero: in Italia vige il solito discorso dell’andare non tanto al concerto, quanto alla serata dopo [dove magari esibire il completino di militaresca foggia n.d.i.]. Abbiamo suonato in Svizzera, Francia, Inghilterra e Portogallo, li invece la gente viene soprattutto per vedere il concerto, sono precisi sull’orario di inizio e non sono per forza tutti vestiti di nero.
Che ne pensate di una vostra partecipazione al festival di Lipsia?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Se capita, perché no.
Avete contatti con altri gruppi italiani?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Si, nel corso degli anni abbiamo avuto la possibilità e l’onore di conoscerne diversi, di collaborarci e con alcuni di loro abbiamo stretto anche una bella amicizia.
L’ultima domanda è un po’ una provocazione. Perché i Der Feuerkreiner esistono a Recanati e non a Roma, a Milano o a Berlino? La tensione emotiva, le atmosfere evocate, i suoni industriali del vostro sound non sono più immediatamente riconducibili agli ambienti ed alle influenze culturali e di costume delle grandi metropoli invece che alla bellissima, ma 'appartata', costiera marchigiana?
-|-|-» Der Feuerkreiner: Ce l’hanno chiesto in molti e a riguardo possiamo dirti che anche l’estrema tranquillità della provincia, il ripetersi ogni giorno delle stesse cose, può generare quella tensione interna, quella voglia di sfogarsi, che magari poi è fondamentale per la realizzazione dei pezzi. Comunque non abbiamo un rapporto stretto con la grande città, e non credo che riusciremmo a vivere in una metropoli come Roma, per esempio.
Kombinat '07 |