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» VIOLET TEARS
Allora, come procedono i lavori in vista
del vostro nuovo lavoro? Mi pare di aver letto che le registrazioni
inizieranno questo inverno...
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V.T.: I lavori sono...in corso. Attualmente
sette dei nove nuovi brani sono già pronti, necessitando
solo di piccole rifiniture; degli altri tre sono ormai pronte
le basi, ma mancano ancora gli arrangiamenti di chitarre,
basso e voce. Comunque contiamo di rientrare in studio per
la metà di febbraio, completati alcuni concerti per
finire di riempire la "cassa" (i soldi,purtroppo,
mancano sempre...).
"Fragments of broken dreams"
rappresenta sicuramente un ottimo esordio. Pensate di ricalcare
con il nuovo lavoro le coordinate musicali di "Fragments..."
o vi muoverete verso sonorità diverse?
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V.T: Il nuovo lavoro segnerà in un certo
qual modo un momento di svolta dal punto di vista compositivo.
Il primo cd risulta più omogeneo per la prevalente
impronta di Claudio Ci., legata a situazioni contingenti i
nostri esordi: questo secondo lavoro da una parte rappresenta
una continuazione del primo, dall'altra una sua evoluzione.
Compariranno brani realizzati da tutti i componenti la band,
con le necessarie diversità, ma caratterizzati dalle
sonorità ormai acquisite e proposte in "Fragments..."...
Crediamo che il lavoro piacerà senz'altro alle persone
che già hanno apprezzato il mini-album di esordio e
che potrà rappresentare una sorpresa per chi ancora
non ci conosce a fondo o nutre ancora qualche dubbio. Gli
elementi compositivi che figureranno nel prossimo album sono
molto vari ed in parte attingono alla nostra passata produzione:
l'impronta resta quella della dark-wave, fregiata da elementi
neo-classici, senza disdegnare dei tocchi di elettronica,
il tutto ambientato in paesaggi minimali e gelidi. Nessuna
rottura con il passato, dunque, anzi, i Violet Tears stanno
proseguendo il loro processo di progressiva integrazione tra
membri che solo con il tempo ci porterà ad esprimerci
ai massimi livelli delle nostre potenzialità.
Chi è tra di voi che più
si occupa dell'aspetto testuale? Di cosa trattano le vostre
lyrics?
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V.T: La produzione dei testi è elemento
comune a tutti i componenti della band: ciò che differisce
è solo la matrice. Comunque tutti i brani hanno carattere
intimistico e soggettivo: pur trattando temi di interesse
e appartenenza comune (amore, morte, solitudine, vita, ecc.
), ciascuno di noi li analizza dalla propria nicchia di osservazione.
L'obiettivo non è quello di cercare o proporre risposte
universalmente valide, ma quello di mostrare un possibile
punto di vista delle vicende e dei sentimenti umani in cui,
possibilmente, altre persone, secondo la propria sensibilità,
possano ritrovarsi. Cerchiamo di produrre musiche e testi
con l'obiettivo di creare una muta intesa e comunione con
chi ci ascolta. Il contenuto come ti dicevo è vario,
comunque Gianluca e Carmen hanno sicuramente un'impronta più
romantica (basti ascoltare "Morte a settembre" o
"Wet ground"), Carmela più atomistica (sentirete
i suoi testi nel nuovo lavoro), Claudio Co. e Claudio Ci.
hanno un'impronta più oscura. Contiamo quanto prima
di inserire on-line sul nostro sito una pagina con le liriche
per un confronto più diretto ed immediato con il pubblico.
A quali band vi avvicinate musicalmente?
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V.T: In realtà non abbiamo mai suonato
con l'intento di somigliare a questa o quell'altra band...Noi
seguiamo una nostra strada,certamente ciascuno con i propri
gusti ed i propri orientamenti. Ad esempio un gruppo che noi
tutti adoriamo è quello dei Dead can Dance, ma di certo
la nostra musica non risente di tale influenza. I nostri gusti
musicali spaziano a 360° in tutto il panorama oscuro,
dalla dark-wave all'ethereal, dall'ambient al neo-classico,
dall'elettronica al folk, e così via. Le band cui,
comunque, ci sentiamo più vicini sono quelle della
Tess Records, della 4ad e di certa produzione della Projekt:
volendo fare qualche nome, diremmo Lycia, This Ascension,
Autumn (USA), Love Spirals Downwards, Cocteu Twins, Clan of
Xymox, ecc.
Dal vivo siete una band molto teatrale:
quali sono gli elementi scenografici che caratterizzano i
vostri live show?
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V.T: In sintonia con i nostri intenti compositivi,
cerchiamo di rendere i nostri spettacoli molto "intimistici":
l'obiettivo principale è quello di cercare di cancellare
le distinzioni tra ambienti all'interno dei locali e conseguentemente,
cancellare le distanze tra chi suona e chi ascolta: ci piace
quando riusciamo a creare queste situazioni in sala, ottenendo
un muto scambio si sensazioni tra band, pubblico e poi di
nuovo band...Finora abbiamo dovuto adeguarci alla grandezza
ed al tipo di locale in cui ci siamo esibiti, ma le idee per
le rappresentazioni sono molte. Particolare attenzione facciamo
sempre nel dosare le luci, che devono creare atmosfere dai
contorni estremamente sfumati: inoltre siamo amanti delle
candel che, riteniamo, contribuiscono a dare calore alla scena.
Il fuoco riesce sempre a risvegliare anticheemozioni e predispone
all'ascolto....
Quali sono stati i concerti che ricordate
con più soddisfazione?
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V.T.: Non siamo una band che suona moltissimo
dal vivo (anche se ci piacerebbe), Sia per problemi "tecnici"
che ci sono occorsi durante questi anni, sia per lo scarso
numero di locali che ormai fanno suonare nella nostra zona.
Tuttavia dovendo ricordare alcune date, senz'altro, sia per
l'ambiente sia per l'affluenza di pubblico, ci sono rimaste
impresse quelle alla Masseria Martimucci, antico casolare
immerso nella campagna di Santeramo, e quella al Tam Tam pub.
tra l'altro sono tra i pochi concerti in cui abbiamo avuto
a disposizione un palco sufficientemente comodo....
So che amate definirvi come una
band lontana dai cliches, in che modo vi differenziate dal
mainstream generale?
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V.T.: I n realtà non ci siamo mai posti
come obiettivo quello di una necessaria differenziazione da
altre band: abbiamo sempre teso a sviluppare la nostra intesa
e le nostre potenzialità. Ci sono scelte stilistiche
che di fatto ci distinguono (pur non essendo particolarmente
"audaci" o "coraggiose"): la scena attuale,
ad es. è caratterizzata da molte formazioni ad uno
massimo tre componenti, e gli strumenti acustici sono con
il tempo progressivamente passati in secondo piano (dimostrazione
è data dal proliferare della musica elettronica). Noi
proponiamo musica "interamente suonata" e non campionata,
privilegiando la componente emotiva ed acustica. Inoltre in
una scena sempre più pregna di progetti elettronici,
ambient e folk, spesso privi di spessore e solo di tendenza,
noi ci sforziamo di portare avanti un progetto ambizioso che
affonda le proprie radici nella dark-wave più intimistica
ed estremamente ricco di spunti. Non ci interessa essere diversi
ad ogni costo, difatto, però a giudizio non solo nostro,
ma anche di chi (giornali, label, radio) ha ascoltato e valutato
il nostro lavoro offriamo degli elementi innovativi.
Che tipo di scena musicale c'è
a Bari ed in Puglia in generale?
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V.T.: Dobbiamo riconoscere che al contrario
della stagnante situazione barese e pugliese in genere, a
livello italiano c'è fermento e negli ultimi anni crediamo
l'Italia si sia proposta a livello europeo come uno dei Paesi
più "vivi" e produttivi.... Ciò che
spesso manca alle bands italiane è il supporto dei
mezzi di diffusione e promozione: salvo poche eccezioni la
stampa nazionale è spesso esageratamente esterofila...
A volte si tende a dare spazio a mediocri formazioni straniere,
oscurando valenti bands italiane: così si rischia di
soffocare una scena sotto molti punti di vista promettente.
Della scena attuale apprezziamo molto gruppi quali Ashram
o Gothica; vorremmo avere notizie ufficiali (sappiamo che
operano ancora) circa i Lacrime di Cera, band che ci ha molto
colpito qualche anno fa.
Ci sono locali nella vostra città
che permettono alle bands di esibirsi in maniera soddisfacente?
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V.T.: Purtroppo il contesto barese è
arido anche sotto questo profilo... Si sono diffusi negli
ultimi anni i "jazz club", che però ospitano
solo eventi e rassegne attinenti il genere. I locali disposti
a far suonare musica rock in genere sono ormai molto pochi
e non sempre sono aperti a tutte le influenze (sia per ragioni
di sciocco pregiudizio, sia per ragioni di interesse economico).
In aggiunta a tutto questo quasi nessun locale è attrezzato
con un vero ambiente destinato ai concerti, né, tantomeno,
con una strumentazione adeguata: pertanto l'intero onere della
riuscita di una serata ricade sulle capacità organizzative
del gruppo. Giudicate voi....
Parliamo adesso della subcultura gotica
in generale, quali sono gli elementi che più vi affascinano
di questo mondo oscuro?
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V.T.: Bisognerebbe intendersi sul significato
di "subcultura gotica".... Se con tale espressione
fai riferimento a quelle espressioni artistiche che si ispirano
al lato misterioso dell'esistenza umana (sotto forma di letteratura,
musica, arte visiva, architettura, ecc.), possiamo dirti che
ci attraggono quasi tutte, in primis (ovviamente) la musica.
Non condividiamo, invece, alcune estremizzazioni introdotte
dalla moda gotica, o meglio certi stereotipi... Si tratta
di questioni piuttosto intimistiche: ciascuno di noi è
attratto da queste cose nella misura dell'intensità
dei propri dubbi e delle proprie incertezze, ed esplora il
"lato oscuro" della vita cercando di sciogliere
i propri interrogativi. Ciò che ci muove verso questa
forma d'arte è la curiosità, curiosità
di veder rappresentate le nostre paure ed inquietudini: diventa
così un scambio costruttivo con un obiettivo comune,ovvero
ricercare le origini e la fine di tali inquietudini.
Volete dire qualcosa ai nostri lettori?
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V.T.: Vogliamo cogliere l'occasione per ringraziare
tutte le persone che ci sono state vicine e ci hanno sostenuto
in questi anni, molto dobbiamo a loro se il progetto, nonostante
le difficoltà (soprattutto geografiche...) sta riuscendo
a progredire e a proporsi. Inoltre speriamo che attraverso
questa piacevole chiacchierata altri ragazzi possano interessarsi
ai Violet Tears ed qntrare in contatto con noi.Grazie e a
presto!!!
Helvete (22/12/02)
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