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PALACE OF WORMS
due chiacchere con
Guido Borghetti
Benvenuto tra noi Guido! Dside è onorata di ospitare il boss di una label italiana che ancora oggi sopravvive nonostante tutto..
-|-|-» Guido: Un saluto a tutti, hai detto bene sopravvive, purtroppo le vendite di cd e musica in generale sono crollate in questi ultimi anni, non solo per POW ma lo si puo' riscontrare parlando con le altre piccole etichette indipendenti, tanto che recuperare i costi di produzione e' gia' un successo.
Le tue produzioni sembrano stare sempre in equilibrio stilisticamente tra la old school 4AD e la Projekt: e tutto casuale oppure esiste una sorta di premeditazione?
-|-|-» Guido: “Va dove ti porta il cuore!”..potrebbe essere il motto.. no, non c'e' una premeditazione, ovviamente la 4AD e' un grosso punto di riferimento, ho amato tutto il primo repertorio e non solo ma anche l'approccio che ha usato Ivo Watt Russell nelle produzioni, nel coinvolgere tutti gli artisti, nell'inventare sonorita', la Projekt ha sempre prodotto ottima musica e quindi la definizione che molti mi hanno affibbiato come “la Projekt italiana” non mi ha mai dato fastidio anche se devo dire questo poteva sembrare maggiormente nei primi anni di attivita', ora POW spazia tra differenti generi e a volte molto distanti da quelle che sono le scelte di Sam Rosenthal, uno per tutti il martial-neofolk molto approfondito su POW ed inesistente su Projekt.
Quali particolari elementi devono possedere le bands o gli artisti per essere presi in considerazione dalla POW?
-|-|-» Guido: Fortuna. No non scherzo, serve una buona dose di fortuna. Esiste molta buona musica da produrre, e ha volte devo rifiutare la produzione di ottimi cd solo perche' il momento non e' adatto, essendo una piccola label le capacita' economiche sono quelle che sono e puo'capitare che nel momento che un artista abbia pronto il lavoro io non possegga le capacita' economiche di sostenere i costi di produzione, e' capitato che ho prodotto dei cd piuttosto che altri solo per il fatto che era finanziariamente il momento giusto...ovvio che determina la scelta per rientrare nelle possibili produzioni e' il mio gusto personale, ma potrei sintetizzare col dire che scelgo anche in base alla personalita' espressa nella musica, meglio un suono personale anche se angora un po' grezzo che un perfetto clone.
Produrre musica per puro piacere o anche per vendere? Sottointendendo l'ineffabile soddisfazione che provi nel veder pubblicato un prodotto gradevole valutato sotto il tuo punto di vista, non credo che l'aspetto marketing sia da considerarsi secondario..
-|-|-» Guido: Anni fa ti avrei risposto solo per il gusto di produrre buona musica ma ora direi entrambe le cose, la vendita' e' un po' come l'esame finale, un rendiconto di quello che hai fatto, la cartina tornasole. Le vendite sono un po' come complimenti per quello che hai fatto, e nel mio caso le vendite determinano anche la possibilita' di nuove produzioni, quindi sono molto importanti.
Quali impronte stilistiche predilige la POW? E quali bands tra quelle militanti nella tua label hanno incarnato alla perfezione la filosofia che contraddistingue il marchio?
-|-|-» Guido: Se indaghi nella discografia ci trovi un po' di tutto, darkwave-heavenly, gothic batcave, coldwave, martial, apocalyptic neo-folk, industrial, medieval, electronic, ambient ...ma non posso rispondere alla seconda parte della tua domanda, questo perche' dipende molto dal momento, dalle emozioni che provo e che magari si rispecchiano in un disco piuttosto che un altro. Il progetto a cui sono piu' affezionato e senz'altro Bleeding like mine. A volte mi sembra che Curt mi legga nella mente e trasformi in musica e testi quello che ho dentro. Quando mi ha annunciato il titolo del prossimo album mi ha letteralmente scioccato, esprimeva un pensiero che avevo da giorni.
Hai mai rifiutato il contratto con qualche pretendente non in linea con le tue direttive?
-|-|-» Guido: Io ricevo una decina di promo al mese, di questi piu' della meta' non rientrano nei miei gusti musicali o sono qualitativamente molto scarsi.(Please, non inviatemi promo di metal e affini) Gli altri finiscono nei “possibili”, ma dope alcune amare esperienze devo dire che le mie scelte sono anche guidate da un'amicizia che si instaura con gli artisti, a volte pubblico senza neanche aver firmato un contratto, sulla fiducia reciproca. Queste sono cose che danno molta soddisfazione.
L'odierna crisi economica sta pesantemente penalizzando sia il mercato discografico commerciale che quello alternativo. Nonostante ciò il costo dei cd spesso risulta troppo elevato favorendo in larga parte il downloading illegale. Cosa ne pensi?
-|-|-» Guido: La crisi del mercato discografico e' iniziata molto prima dell'attuale crisi economica e non e' dovuta solo al costo del cd. Sicuramente il downloading illegale e' una piaga, ma la qualita' delle produzioni e' scesa molto e nello stesso tempo e' aumentata quantitativamente. Oggigiorno e' molto piu' facile produrre un cd. Per quanto riguarda i costi oggi con internet puoi comprare online, direttamente da labels e mailorders risparmiando un buon 30% sul prezzo di negozio, basta guardarsi in giro.
In quale modo pensi che si possa uscire da questa situazione?
-|-|-» Guido: Non sono molto positivo nella mia visione, molti indipendenti hanno chiuso i battenti in questi ultimi anni e questo e' il trend per il futuro. Io posso “congelare” POW e aspettare tempi migliori ma chi deve campare sui proventi dele vendite non puo' continuare per molto. Forse si svilupperanno maggiormente le net-label, dove all'approccio e' un po'anarchico e sovversivo e dove si offre la propia arte gratuitamente, solo per il gusto di produrre e divulgare.
Hai più feeling con bands italiane o estere?
-|-|-» Guido: Grazie per questa domanda dove nella risposta sembrero' alquanto presuntuoso ma e' bene che si sappia in giro. Dopo brutte esperienze in casa, per anni ho prodotto solo bands estere, il motivo? Gli italiani se la tirano, e di brutto anche!!! Un sacco di primedonne! E capacita'? Zero..o quasi. Mi sono ricreduto solo ultimamente e come vedi ho prodotto una compilation di soli gruppi italiani perche' e' giusto cercare di far conoscere all'estero in nostro panorama musicale, ma nel farla o ritrovato alcune problematiche che esistono solo lavorando con artisti italiani. Fortunatamente questa nuova leva di musicisti mi sembra molto piu' disponibile. Colgo l'occasione di ringraziare ancora tutti i partecipanti alla compitation Nikolaevka.
A proposito di artisti stranieri: da dove provengono prevalentemente quelli reclutati dalla POW?
-|-|-» Guido: Alcuni come Bleeding like mine e Stay frightened sono stati indirizzati da Sam della Projekt, mentre Daemonia Nymphe dalla Prikosnovenie, quindi posso dire amici degli amici, le produzioni di Second skin e Albireon sono invece nate dopo anni di amicizia . Altri mi hanno semplicemente contattato.
Descrivici il più clamoroso successo della storia della tua etichetta e, se puoi dirlo, la delusione più cocente..
-|-|-» Guido: Posso dire un titolo solo per entrambe le cose: Heilige tod, nato come tributo a una delle mie band preferite e nello stesso tempo per aiutare i profughi bosniaci ai tempi della guerra e finito con lo scoprire di aver fatto un tributo a persone immeritevoli. Considero anche un personale successo aver ospitato l'esordio di alcune bands poi diventate famose.
Qual'è lo stato di salute della scena medieval-newfolk italiana?
-|-|-» Guido: Direi buono, la compilation sopra citata ne e' una prova, la qualita' dei gruppi non ha niente da invidiare a band straniere.E' una bella panoramica.
La richiesta dell'acquirente medio della POW si rivolge prevalentemente verso le nuove uscite oppure noti un certo interesse riferito a pubblicazioni meno recenti?
-|-|-» Guido: Fortunatamente i titoli di catalogo vendono sempre, poche unita' ma da anni, questo mi fa pensare che la qualita' dura nel tempo. Poi quando esce un titolo nuovo trascina un po' anche le vecchie uscite. Alcuni titoli sono esauriti da tempo e qualcuno invoca una ristampa ma al momento preferisco impegnare le risorse su nuove produzioni.
In futuro intendi adottare nuove strategie per ampliare il tuo raggio d'azione oppure giudichi il tuo attuale "modus operandi" il più idoneo ad essere impiegato nella prossima lunga percorrenza?
-|-|-» Guido: Ultimamente, causa la chiusura di alcuni distributori ho dovuto ridisegnare la distribuzione, ora devo solo vedere i risultati di questi cambiamenti, ho alcuni contatti per distibuzioni per il mercato ad occhi a mandorla, vedremo se ne esce qualcosa...
Conoscevi già la nostra webzine?
-|-|-» Guido: Si, spesso spendo un po' di tempo leggendola.
Quanto incide concretamente una buona recensione su un disco sul successivo riscontro nelle vendite?
-|-|-» Guido: Questo veramente non lo so, ho sempre avuto buone se non ottime recensioni ma le vendite non mi sono sembrate adeguate, ma forse pretendo troppo.
Ora, Guido, non puoi sottrarti alla tradizionale dedica a tutti i lettori di Dside. Puoi dire ciò che vuoi! Grazie a Guido Borghetti della Palace of Worms. Possa il tuo Palazzo allietarci "in perpetuum" con musica di questo calibro.
-|-|-» Guido: Solo un ringraziamento a tutti , soprattutto a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a questo punto. Grazie a te e a tutta la redazione di DSIDE!
http://www.palaceofworms.com
Maxymox
(09
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