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» NECROCULTURA
- ESTETICA E CULTURE DELLA MORTE NELL'IMMAGINARIO DI MASSA
Di
Fabio Giovannini
Ed. Castelvecchi, 1998
Agile
libercolo difficile da reperire, ma che una volta trovato
e affrontato dona un sacco di soddisfazioni, Necrocultura
offre una soddisfacente panoramica di come oggi la Morte,
l'ultimo dei tabù della nostra società, sia
vissuta e stemperata attraverso il filtro dei media. L'esorcismo
di un aspetto non più accettato del ciclo della vita
è diventato, alla fine, show mediatico da dare in pasto
a milioni di persone, inebetite, nella loro coscienza, dalla
distanza del virtuale.
Credevamo di esserci liberati
della Nera Signora? Niente affatto! Il gatto scappato dalla
porta è rientrato dalla finestra. Più graffiante
che mai.
Se l'antichità e il
Medioevo erano ricchi di riti che promuovevano il culto della
Morte e il legame con l'aldilà , la cultura moderna
è invece sempre più desiderosa di scordarsi
che la vita può finire da un momento all'altro. Eppure,
paradossalmente, la nostra società è invasa
da immagini di morte che, proprio grazie ai mass media, possono
raggiungere in tempo reale ogni angolo del globo. Forse perché
ciò che vediamo attraverso uno schermo ci sembra alla
fine meno reale, e quindi sembra non toccarci? Ma soprattutto,
è davvero possibile estraniare la Morte dalla nostra
quotidianità? Oppure è solo un'illusione, ed
essa invece riscappa fuori, più prepotente che mai,
attraverso le crepe delle nostre certezze, attraverso le bocche
di artisti, profeti dell'immaginario e semplici fruitori di
subculture quali, ad esempio, il gothic o l'horror (dove non
diventa ossessione e paranoia, nei crimini più malati
che caratterizzano i nostri tempi moderni)?
La Morte diventa musa, la
Morte diventa una vera e propria forma di estetica. Ecco dunque
la necrofilia come metafora della nostra società, che
arriva a sfruttare anche chi non c'è più (pensiamo
alla frequente "riesumazione di cadaveri" permessa
dal digitale); ecco l'horror sanguinolento che imperversa
nei cinema e nella letteratura (ma che non ha niente da invidiare
a quello reale contenuto in molte notizie di cronaca); ecco
la musica del demonio; ecco la nuova concezione delle cerimonie
funebri e dei cimiteri. Gli esempi raccolti con pazienza dall'autore
sono numerosi, ed entusiasmano. Il libro si chiude con un
ovvio riferimento ad Internet (magari con segnalazioni un
po' datate).
Lontano dall'essere un volume
esaustivo sull'argomento (e non potrebbe esserlo, viste le
150 piccole pagine di cui è composto), Necrocultura
costituisce un ottimo spunto di riflessione sull'assimilazione
delle Morte nella nostra società, su tutto ciò
che gira intorno alla questione morte, sebbene sia più
vivido e vitale che mai, e soprattutto, a mio avviso, è
un indispensabile pezzo da collezione per la vostra oscura
biblioteca. Sic et simpliciter.
Morgana (04)
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