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» GENERI E GENERALIZZAZIONI

Parlare di generi è difficile e spesso chi ne parla non è abbastanza competente da poter scindere un nuovo genere da ciò che preesiste ad esso.
Accade che nell'arte il nuovo si contrapponga al vecchio attraverso una sovversione dei valori esistenti (basti pensare a tutti i movimenti d'avanguardia del primo Novecento). Se semplicemente si prende come metro di giudizio la durata di un brano ci si renderà conto del continuo alternarsi di una concezione breve dell'opera (anni '60) ad una concezione lunga, tipo suite (anni '70), ad una nuova sovversione con il ritorno ai '60, o meglio alle origini del rock dei '50, con la brevità dei brani punk (metà anni '70). In più, la sovversione dei valori è spesso solo apparente. Alcuni procedimenti continuano ad evolversi senza alcuno scarto di generazione, ma sequenzialmente e ininterrottamente (sull'asse sincronico della storia). Perciò l'evoluzione dei generi segue due linee ben precise: la linea della sovversione e la linea della sequenzialità.

Ora, nel momento in cui scrivo questo breve articolo ci troviamo nel 2004, a circa 60 anni dalla nascita del rock.
La musica moderna ha visto un susseguirsi di generi che però le sono stati "affibbiati" più per una questione di marketing che per una vera esigenza: infatti il numero totale dei generi possibili è di molto inferiore rispetto a quello che ci viene propinato; spesso un genere non è che un genere sottostante ad un altro prevalente. Quelli che contestualmente sono sottogeneri divengono, per alcuni, nuovi generi, oppure non vengono riconosciuti, al ché il valore semantico del genere si perde attraverso l'uso, da parte di questi cosiddetti critici, di significati sbagliati.

Ho letto alcune volte, stupendomi molto per tali affermazioni su forme di catalogazione del tipo Gothic hard rock per gruppi tipo 69 Eyes o Paradise Lost. L'hard rock è una delle basi del gothic come si intende generalmente (vedi ad esempio le cover di Mission come Dream On di Aerosmith oppure di Sisters of Mercy come Gimme Shelter di Rolling Stones). Il motivo è che gli artisti degli Ottanta, ma anche di parte dei Novanta, sono cresciuti musicalmente nei Settanta e nei primi Ottanta: come prescindere quindi da hard-rock, glam, psichedelia, progressive, lo stesso punk? Spesso sarebbe il caso, oltre che un approfondimento dell'artista, di approfondire l'opera, che da sola, separata da psicologismi o da storicismi, conserva procedimenti che fanno parte di epoche precedenti. Un grande critico della letteratura, Boris Tomaševskij, asseriva che, "ritornando al concetto dei generi come gruppi distinti, determinatisi per via genetica, di opere letterarie accomunate da un certo grado di affinità di un sistema di procedimenti tenuto insieme da caratteristiche dominanti, va osservato come sia impossibile darne una qualsiasi classificazione logica e definitiva".

Ascoltando certe canzoni, certi brani, è spesso difficile, anzi impossibile, classificarli in quanto possessori di elementi che fanno parte di generi passati; questi vengono assemblati, amalgamati, rieditati in una nuova creazione artistica. Una band come Moonspell (Paradise Lost, 69 Eyes, ecc.) è gothic, death, metal?
Come classificare una band?

Si può classificare probabilmente un singolo brano, ma un intero disco, composito, come ad esempio Pretty Hate Machine di Nine Inch Nails (oppure Antichrist Superstar di Marilyn Manson, clone di The Legend of Rape and Honey dei Ministry), cos'è? È industrial, elettronica alla Depeche Mode (che ormai fanno genere a sé), semplicemente rock un po' elettrico e un po' elettronico? Oppure la storia dei Ministry, in ricordo dei primi dischi, fa di loro un gruppo pop? Oppure quelli che hanno inventato l'industrial, o meglio coloro che hanno unito all'industrial chitarre metal?
Insomma, molti "oppure", molta confusione, e l'impossibilità, in un mare, in un oceano sempre più vasto, esteso, di gruppi, grupponi, gruppetti e gruppazzi, l'impossibilità - ripeto - di porre un freno attraverso la definizione di un genere definitivo per qualcosa che è ancora troppo vivo: questa musica di cui parliamo, appunto. Veniamo ai nostri giorni, a gruppi come Interpol: gli Interpol sono facilmente classificabili nel post-punk.
Se dividiamo la storia della musica diacronicamente, prendiamo in esame gli anni '77-'81, in particolare band come Joy Division, ci rendiamo subito conto delle forti similitudini tra la band di Ian Curtis e i giovani newyorkesi. Diacronicamente tutto si è fermato per essere riproposto, riveduto, un poco, con sfumature wave alla Chameleons, materiale che non si discosta molto dallo splendore del primo post-punk. Gli Interpol sono un gruppo affabile, che non crea, ma ripropone sonorità fissate diacronicamente in un procedimento che agisce in sincronia. È questo il primo motore che spinge al riconoscimento, in alcuni elementi, in alcuni tratti fondamentali, di un genere nuovo. Ma questo avviene sempre a posteriori, in special modo dall'esterno, da critici che la musica la conosco tutta, non fermandosi semplicemente alle divisioni ma affrontando un discorso sincronico che viene successivamente scomposto in tronconi, i generi, appunto.

Ciò che accomuna gruppi come Dead Can Dance, Cocteau Twins, The Mission, The Sisters of Mercy, Bauhaus, Joy Division, i Nine Inch Nails, VNV Nation, Hocico, e chi più ne ha, più ne metta, sono alcuni tratti distintivi peculiari.
Si è parlato spesso di rock alternativo. Ma questo macrogenere è troppo vasto; comprende bands come Sonic Youth o Pixies, che, sì grandi, ma non assimilabili in un genere simile a quello che stiamo cercando di costituire.
In Italia esistono molte definizioni: dark, gothic, ethereal, post-punk, ecc. Ecco, sicuramente questi sono tutti generi (o sottogeneri) che nascono dopo e a causa del punk. Ma definirli post-punk è non definirli affatto.

Il termine "post", che si ripete anche in un genere come il post-rock, è troppo generico.
Nel post-punk potrebbe essere inquadrata la poppeggiante Nena che canta dei sui bei 99 palloncini. Oppure una band come i P.I.L., che ha avuto una evoluzione del tutto particolare e che, per la presenza del leader Johnny Lydon Rotten, è candidata ad essere la band post-punk per eccellenza (ma di certo, non la migliore).

Cos'è dark? Solo in Italia esiste il dark!
Allora perché non chiamarla semplicemente musica scura? Ma una musica non può di per sé essere colorata (sempre che non si vadano a disturbare i "maledetti" simbolisti francesi oppure i poeti dell' "argenteo" simbolismo russo. Semmai è colorato chi la musica la compone e la propone. La musica, sia che la suoni un tipo tutto vestito di nero, di bianco, di verde, di arancione, può essere sempre la stessa. L'abito, che fa la moda, in questo caso non può fare la musica, né tantomeno un genere musicale.
In effetti, il termine dark venne coniato in quegli anni in cui essere dark era come dire paninaro, metallaro: nient'altro che una semplice forma di esibizionismo e appartenenza al branco (quello che spesso si ripropone ciclicamente, e che sta sempre più riaffacciandosi in questo periodo).
Chi ascoltava veramente quella musica, chi la seguiva con attenzione, evitava e aborriva queste false generalizzazioni.
Gothic? Ma il genere gotico è un genere lettario, gotici possono essere i testi, la musica gotica è legata al medioevo, ai cori dei monaci, ai canti gregoriani, l'architettura gotica è immensa, si perde nell'altezza per giungere ad un Dio invisibile, ma riconoscibile attraverso la morte che si affaccia prepotente sul mondo degli uomini ... anche gothic non è un termine del tutto idoneo!

Di più, spesso si specializza il termine gothic con un secondo attributo, del tipo gothic-rock, gothic-metal, gothic-punk; il primo termine si riferisce al secondo come sua sfumatura.
Ethereal è un sottogenere, in quanto non tutti i gruppi producono una musica che possiede tratti distintivi eterei: questo vale per tutti i sottogeneri (di cui fanno parte le definizioni gothic-rock/metal/punk, oppure folk-apocalittico), che inglobano piccole parti di questo folto gruppo di musicisti. Credo che il termine idoneo debba ancora essere coniato. Intanto si dovrebbero attentamente studiarne i tratti distintivi con attenzione.

E fino a che del cosiddetto gothic non si metterà un punto finale, impossibile attualmente in quanto ancora produttore di novità e sperimentazione, non potremo darne una vera definizione. Da oggi continueremo ad utilizzare il termine in questione che inquadra questo genere, ma dobbiamo agire con molta più cautela, non credete?

Alexander Nox (04)

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